ARSENAL VS NAPOLI

Correte, correte ragazzi, dietro quel pallone che racchiude tanti sogni ancora da realizzare! Ci siamo. Tra poche ore abbiamo l’Arsenal. Quel pallone è quanto il Napoli deve ancora inseguire con determinazione, è quanto sembra suggerire Ancelotti ad ogni occasione e soprattutto alla vigilia di una sfida salva-ammazza stagione! Ma la dose principale che si deve ‘’imporre’’ in queste circostanze è la serenità. Se volessi assemblare un tabellino sulla sequenza quali-quantitativa delle analisi, opinioni e summa finale degli ultimi giorni tra stampa e web, l’andamento più schizofrenico dei grafici di alcune ondate speculative su Wall Street sarebbe perfino elementare! Mi viene da dire: ‘’ma ce la diamo una calmata tutti quanti’’?! No, non è possibile. Perché c’è davanti una delle più consolidate realtà del calcio inglese e mondiale, perché Emery è l’esperto di turno delle sfide di EL, ma soprattutto perché nelle ultime giornate di campionato il Napoli ha brillato in senso negativo seminando male e raccogliendo poco. Ed allora? Tutto ciò non giustifica il grande ‘’pressing’’ massmediatico sulla squadra di Ancelotti che ha anche dato origine a conflitti fratricidi tra i tifosi. In poche parole stiamo viaggiando a 300 all’ora e poi…propongo una grande frenata! Ragioniamo e deduciamo. Volendo leggere la doppia sfida con gli inglesi, il sapore di un ‘’in-out’’, il nostro ‘’dentro o fuori’’ dall’unico trofeo stagionale che ci resta da poter inseguire è quanto di più succulento e coinvolgente. Ma non si è per questo autorizzati a tener pronti nel cassetto sentenze e benserviti ad allenatore e giocatori, mettendoci nel calderone il ‘’dito puntato’’ su scelte di calciomercato azzardate e ‘’non fatte’’ e ben altro. Occorre un ambiente sereno e coeso in simili circostanze. E’ in atto un cambiamento: chi lo ha già percepito e chi, invece, lo ignora e pensa alla tradizione del passato. Il Napoli sta cercando di andare verso un nuovo ‘’ciclo’’, si sta strutturando in modo nuovo, attraverso la scelta di un tecnico che, nonostante trofei ed esperienza, può sbagliare ma tentando di innovare. Mister Carlo, nelle ultime interviste, ha lasciato chiaramente intendere che contro avversari come l’Arsenal si scende in campo per competere e non per attendere; non è tempo di ‘’l’importante è esserci arrivati’’ con la classifica Ranking che sorride. Proprio no. Gli azzurri stanno seguendo un percorso avverso, irto di ostacoli, per crearsi un volto definitivamente stabile attraverso i dettami d’esperienza del tecnico di Reggiolo che, soprattutto oggi, insiste: difendere bene spiana la strada ad una migliore costruzione della fase offensiva dalla trequarti. Subire gol e segnare poco, lasciando spesso il comando delle operazioni agli avversari, rende Ancelotti ancor più severo nella sua tranquilla rivoluzione d’intenti e di gioco. Non ce lo possiamo permettere con i gunners, un’autentica macchina da guerra, capace di passare dal 3-4-2-1 ad un muro consistente in fase di non possesso, usando a rate cinque uomini in transizione per attaccare. Emery la sa lunga, ma il Napoli deve dimostrare di saperne di più. Gli inglesi, nel proprio Emirates, rappresentano proprio l’ostacolo capace di mettere a nudo pregi e difetti del collettivo azzurro. In trasferta sono più vulnerabili, ma bisogna partire senza farsi illusioni. Ancelotti ha ragione quando pensa che prendere gol cosi facilmente fa male alla classifica ma molto più al morale. Ma da qui a mettere sul patibolo un gruppo che ha fatto vedere i ‘’primi’’ muscoli ancelottiani in campionato, Champions, Coppa Italia e EL (non è ancora finita!…ndr) ce ne passa. Ancelotti, con serenità e determinazione, sta costruendo un prototipo di ‘’inversione sociologica’’ del calcio azzurro. La squadra, i tifosi, perfino la città, sembrano permeati da una ‘’mano invisibile’’ che allontana il glorioso passato di un Napoli dogmatico e lo avvicina ad una new age legata ad un atteggiamento più tecnico e realista, poco propenso allo show business, puntato sulle qualità dei singoli, scelte con dovizia di particolari. Sta cercando di imprimere il suo marchio di fabbrica al Napoli (recupero palla ed accelerazione) mentre la squadra sta cercando di ‘’rubargli’’ esperienza e carattere. Un dare-avere che, stasera, deve trovare una soluzione, probabilmente la migliore degli ultimi mesi considerando il valore degli inglesi. Occorre una dose di fiducia che tenga uniti i tifosi, che innalzi l’asticella della tolleranza per quei ‘’dubbiosi’’ che professano il sarrismo (con il dovuto rispetto per Maurizio ed il suo lavoro ma contestualizzato) sulla base dei ‘’punti in meno’’ allo status quo, e porti, soprattutto, l’azzurro a splendere dove merita. Tentare di capire se si userà la double ‘’M’’ Milik-Mertens, oppure la sorpresa di turno (Insigne, Ounas o Verdi) è vano quanto speculativo. Da tifosi confidiamo nella migliore interpretazione di un ruolo a prescindere dal nome o dal numero sulla maglietta. A prescindere da chi troveremo di fronte, se Lacazette oppure Aubameyang, Koscielny oppure Xhaka, i nostri Allan e Fabian Ruiz sono comunque qualità, insieme a Calle e Zielinski. La parte del leone toccherà alla difesa. Koulibaly deve dimenticare l’opaco recente e coinvolgere i compagni di reparto nella più complessa ed appassionante delle battaglie. Stasera è la prima e va giocata senza esitazione, rimanendo senza fiato e senza lasciare qualcosa di intentato. Lasciamo perdere fatti e misfatti del potere ‘’bianconero’’, dimentichiamo per un attimo l’umore del botteghino. Ci vuole serenità per accettare questo cambiamento. Meno calcoli e più fiducia. Giochiamocela…

Avanti Azzurri, Avanti…

Marco Melissa

#ForzaNapoliSempre

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