
Siamo arrivati al rettilineo finale di questa Serie A 2025/2026. Sabato 2 maggio, alle ore 18:00, il Napoli di Antonio Conte scenderà in campo allo Stadio Giuseppe Sinigaglia per affrontare il Como guidato da Cesc Fàbregas. Una gara valida per la 35ª giornata che rappresenta un test di maturità e pragmatismo per gli azzurri.
Mettiamo da parte i voli pindarici: il Napoli di quest’anno è una squadra solida, costruita per lottare, ma che ha dovuto affrontare non poche turbolenze interne. L’obiettivo è blindare la classifica in vista del rush finale. Dall’altra parte, però, c’è un Como che sta vivendo un sogno: la proprietà indonesiana ha allestito un’ottima rosa che, sotto la guida di Fàbregas, punta con merito a un piazzamento in Europa.
Analizziamo nel dettaglio le assenze, le dinamiche di spogliatoio e gli scacchieri tattici di questa sfida delicatissima.
L’INFERMERIA: IL “CASO LUKAKU” E L’OCCASIONE ALISSON SANTOS
Maggio è il mese in cui i nervi e la condizione atletica fanno la differenza. Entrambe le squadre arrivano a questo appuntamento con situazioni da monitorare, ma in casa Napoli l’attenzione è catalizzata dalle dinamiche dell’attacco.
La situazione in casa Napoli
Antonio Conte può contare sul rientro a pieno regime di elementi di base come Di Lorenzo e Rrahmani, che hanno rimesso minuti nelle gambe dopo i recenti acciacchi. Ma è davanti che si giocano le partite più importanti, non solo in campo.
Il Caso Lukaku: Inutile girarci intorno, Big Rom è ormai ai margini del progetto tecnico. Attualmente in Belgio per curarsi, la sua recente, fugace apparizione a Castel Volturno è servita solo per accordarsi con la dirigenza sul prosieguo della riabilitazione. Nessun incrocio significativo con Conte, un tempo suo grande mentore, a testimonianza di una frattura che sembra insanabile. Il Napoli di oggi non è più la sua squadra.
L’assenza di Neres e la carta Alisson Santos: L’esterno brasiliano David Neres sta ultimando la riabilitazione dopo l’operazione alla caviglia. Rientrerà a maggio inoltrato, ma al Sinigaglia non ci sarà. Questa assenza, paradossalmente, cristallizza le gerarchie attuali: i riflettori sono tutti puntati su Alisson Santos. Il ragazzo ha dimostrato di avere una marcia in più, portando elettricità, imprevedibilità e capacità di saltare l’uomo che, in questo momento della stagione, sono ossigeno puro per la manovra azzurra.
Antonio Vergara: Resta ancora ai margini delle rotazioni per i noti problemi alla fascia plantare.
La situazione in casa Como
Cesc Fàbregas gode di una rosa profonda e ben assortita. Non si segnalano squalifiche pesanti, ma il tecnico spagnolo gestirà le forze. A centrocampo, le rotazioni tra Maxence Caqueret e l’esperto Sergi Roberto saranno vitali per mantenere alto il ritmo di palleggio che caratterizza i lariani.
ANALISI TECNICA E TATTICA: LE DUE FILOSOFIE A CONFRONTO
Il vero spettacolo si giocherà sulla lavagna tattica. Al Sinigaglia vedremo due modi opposti di intendere il calcio: il palleggio insistito contro la densità e la verticalizzazione rapida.
Il Palleggio del Como (4-2-3-1 fluido)
Fàbregas ha plasmato un Como che vuole il dominio territoriale. La costruzione parte dal basso con il portiere Butez. I centrali (spesso la coppia Kempf-Jacobo Ramón) si allargano per permettere a Máximo Perrone o Caqueret di abbassarsi a impostare.
La ragnatela di passaggi: I terzini (con Álex Valle molto propositivo) si alzano molto, permettendo agli esterni offensivi di stringere la posizione.
Il tridente occulto: Il vero pericolo del Como gravita sulla trequarti. Álvaro Morata non fa il classico centravanti boa, ma viene incontro a legare il gioco, svuotando l’area. In quello spazio si buttano due trequartisti di grandissima intelligenza tattica come Nico Paz e Martin Baturina. Se non li si pressa con i tempi giusti, sanno far male.
Il Pragmatismo del Napoli (3-4-2-1 / 3-5-2)
Antonio Conte, consapevole di non poter concedere spazi tra le linee, risponderà con i suoi automatismi codificati e un centrocampo di grande densità.
La diga in mezzo: Con De Bruyne a dettare i tempi e a illuminare la manovra, il peso dell’interdizione ricade sui polmoni di McTominay e Gilmour. La loro aggressione sui portatori di palla del Como (Perrone in primis) sarà l’ago della bilancia.
Il fattore Højlund: Senza Lukaku, il Napoli ha guadagnato in dinamismo. Rasmus Højlund è ormai il titolare inamovibile di questo attacco. A differenza del belga, il danese non aspetta la palla addosso, ma attacca costantemente la profondità. Contro una squadra che tiene la linea alta come il Como, la velocità di Højlund sul filo del fuorigioco è l’arma tattica principale di Conte.
Gli strappi di Alisson Santos: Sulle fasce, il Napoli cercherà di creare superiorità numerica. Alisson Santos avrà il compito di puntare costantemente il diretto avversario (presumibilmente Álex Valle). Se il brasiliano riesce a saltare il primo uomo, il sistema di coperture del Como va in tilt.
I DUELLI CHIAVE DEL SINIGAGLIA
Højlund vs Kempf/Ramón: Il danese proverà ad allungare la difesa lariana con scatti continui. I difensori del Como, lenti nel girarsi se presi d’infilata, dovranno stare attentissimi a non farsi schiacciare troppo, altrimenti lasceranno spazio agli inserimenti dei centrocampisti del Napoli.
McTominay vs Nico Paz: Un duello tra fisicità e pura tecnica. Lo scozzese avrà il compito ingrato di non far girare Nico Paz. Se il talento lariano riesce a puntare la difesa fronte alla porta, per il Napoli saranno dolori.
Alisson Santos vs Fascia sinistra del Como: Conte chiederà al suo esterno di creare la superiorità. La spinta offensiva di Alisson costringerà l’esterno basso del Como a rimanere bloccato, castrando di fatto metà della spinta lariana.
La sfida del Sinigaglia richiederà una partita di grande intelligenza tattica da parte del Napoli. Non c’è spazio per il bel gioco fine a sé stesso: contro una squadra che palleggia bene come il Como, servirà cinismo.
Il Napoli dovrà accettare di lasciare a tratti il pallino del gioco agli avversari, per poi azzannare la partita rubando palla a centrocampo e innescando immediatamente la velocità di Højlund e l’estro di Alisson Santos. I punti pesano tantissimo: serve il Napoli operaio e spietato che abbiamo imparato a conoscere nei momenti chiave della stagione.
Giulio Ceraldi
Forza Napoli. Sempre.
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