NAPOLI VS UDINESE FOCALIZZIAMO

Il valzer dell’infermeria continua ad assurgere a protagonista. Il romanzo stagionale del Napoli si arricchisce dell’ennesimo capitolo negativo, ereditato dalla notte di Salisburgo e reso meno amaro dalla conquista dei quarti di finale di Europa League. Stasera gli azzurri dovranno onorare la sfida contro l’Udinese privi di Insigne (affaticamento muscolare pre-gara), Diawara (toccato duro nei minuti finali) e Chiriches (rientrante da un altro lungo infortunio). Il valore sommativo (se completiamo il quadro con Albiol) di una simile situazione risalta in modo particolare in un momento cosi delicato: rituffarsi nel campionato a tutta birra, ‘’parcheggiando’’ mentalmente per un po’ l’impegno europeo che risponde al nome di Arsenal. Ma bisogna fare un appunto: inutile, fuorviante, nocivo ed altro ancora tirare somme o criticare aspramente le scelte che hanno condotto alla situazione di oggi; in poche parole Ancelotti deve ‘’tappare’’ tanti buchi. Ma non staremo qui a criticare e basta. Anzi: una riflessione è d’obbligo e ha valenza di gran respiro. Il secondo tempo contro la squadra di Rose ci stava condannando ad un destino tragicomico. In giro, tra web e tifosi, si è accesa la rincorsa all’idolatrare il Sant’Arcadio polacco di turno e, nel contempo, condannare la dirigenza azzurra rea di non essere stata lungimirante nel mercato di gennaio. Ma il tifoso deve parlare da tifoso e basta. Non esiste vedere il bicchiere mezzo pieno, se poi sono prima i cuori azzurri a svuotarne il contenuto alla prima occasione. Stringersi intorno alla squadra è sempre imperativo categorico, ignorando perfino le ‘’sparate’’ della dirigenza oppure la malagestio dell’arena San Paolo. E’ cosi e bisogna accettarlo. Secondo chi scrive è più importante pensare a come evitare una pericolosa inclinazione del gruppo vista nella sfida austriaca. Ad un certo punto il tanto auspicato diktat ‘’niente calcoli’’ si è impadronito del Napoli: il gruppo ha spento testa e gambe e ha cominciato a fare i conti che li avrebbero portati alla qualificazione ai quarti. Ciò porta il pensiero ad una necessità d’azione: ‘’focalizzare’’. E’ evidente che uno dei problemi della costruzione del nuovo corso ancelottiano sta passando proprio per questa sequenza ‘’alti e bassi’’, che inficia non poco il rendimento in campo in alcuni momenti cruciali (vedi Juve e Milan). Sono piccoli dettagli? Può essere, ma per la legge dei numeri, alla fine, fanno la differenza. Gli azzurri dovrebbe applicare ancor più lo sforzo di Ancelotti di tenere il gruppo unito, concentrato e determinato ad ogni singola uscita, focalizzando ora il campionato ora le coppe e via dicendo. Tra poche ore l’Udinese ci attende proprio all’ennesima prova di ri-programmazione degli sforzi in ottica campionato. La Juve è lontana ed il Milan si avvicina. Ancelotti ha gli uomini contati e dovrà contare bene quelli che ha! Milik e Mertens diventeranno la coppia pseudo-fissa in attesa del rientro di Lorenzinho. Nella mediana il copione Allan e Fabian Ruiz, con Callejon e Zielinski ai lati, dovrebbe ripetersi, ma con il dosaggio di Verdi-Ounas-Younes a seconda delle circostanze. In difesa davanti a Meret si rivedranno al centro Koulibaly e Maksimovic, coadiuvati da Malcuit e Mario Rui. Tutta da definire l’idea dell’arrembante Davide Nicola per la sua Udinese, alle prese con molte defezioni: punterà sul solito 3-5-2 oppure su un 4-1-4-1, già saggiato contro la Juve, con Sandro davanti ad una difesa formata da Larsen, Ekong e De Maio, in mediana Fofana, Mandragora, Pussetto e De Paul alle spalle dell’unica punta Lasagna. La sfida si preannuncia molto combattuta e, guardando le statistiche, potrebbe essere ricca di reti ed emozioni. Al di là dei numeri è importante ‘’focalizzare’’, un passo alla volta. Dobbiamo dimenticare la squadra molle e poco concreta della ripresa di Salisburgo e creare una qualità più duratura. Lo sappiamo che ogni partita ha una storia a se e che l’osannato di oggi può diventare il bersagliato del giorno dopo. Lo sappiamo che oggi come oggi contano i numeri, e che i progetti utopici o le sviolinate romantiche appartengono al passato. Ma la ventata di aria fresca può venire sempre dai tifosi, quelli che incitano la squadra nonostante il business abbia la voce più forte, nonostante interessi di potere condivisi tra padroni e servi del feudalismo istituzionale del calcio nostrano. Ma la battaglia è persa solo quando si abbandona il campo. E noi, Ancelotti e tutto il suo gruppo, non molliamo. La strada è lunga, ma ci siamo…

Avanti Azzurri, Avanti…

Marco Melissa

#ForzaNapoliSempre

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