SALISBURGO VS NAPOLI NIENTE CALCOLI

Ci si porta dietro un patrimonio emotivo di grande peso. Lo sappiamo da tanto, forse troppo tempo. Quanti bocconi amari sono stati mandati giù nel corso di questi ultimi mesi; ma se allarghiamo il baricentro d’osservazione, ecco che il pensiero va agli ultimi anni, tra una speranza da record (Sarri) ed altre che hanno fruttato qualcosa (Benitez…poco rispetto a quanto seminato). Da sempre il boccone amaro è stato tinto da ansia, calcoli e statistiche, alla fine rivelatisi inutili. Stasera si ripresenta lo stesso discorso. Stavolta il regista dell’altalena emotiva è Ancelotti. Salisburgo e la sua Red Bull Arena rappresentano, a questo punto, un crocevia di inevitabili speranze, croce e delizia per una stagione ancora tutta da interpretare e ben lungi dall’essere già giudicabile. Marco Rose ed il suo gruppo sanno bene che gli spalti saranno un’arma di fuoco per tentare di abbattere la forza psicologica degli azzurri e castigarli sul piano pratico. Ma il Napoli c’era e c’è; quella sera del 3 a 0 al San Paolo come in questo momento. E’ chiaro che tutto è ancora variopinto, non splende ancora l’azzurro intenso che vorremmo vedere comunque primeggiare. Con un campionato in corso ma ancora ‘’in corsa’’ per un posto d’onore alle spalle dell’armata bianconera, una Champions nella quale abbiamo lasciato un segno di indubbia qualità, e l’evidente ‘’neo’’ della Coppa Italia, si sono sommate aspetti discordanti che hanno la capacità di lanciarci in cielo ma senza poter evitare, poco dopo, brutali cadute. Alla voce azzurra dei ‘’Si’’ possiamo sicuramente annoverare impegno, qualità e talento dei singoli; tra i ‘’No’’, purtroppo, pesano (e non poco) la mancanza di esperienza di un gruppo ‘’in progress’’, l’assenza di un fuoriclasse (capace di tirar fuori il colpo decisivo), alcuni elementi che si avviano ad una fase tecnico-atletica calante e l’esplosione mancata di altri; poi il cerchio si chiude se mettiamo sulla bilancia l’addio del Capitano, il mercato di gennaio in bianco ed una dea bendata (legni docet!) che proprio è rivolta altrove. Ma il pessimismo, in questo momento come in passato, serve come un ombrello aperto nel mezzo del deserto del Sahara; proprio a tal proposito l’altalena dei risultati degli azzurri, invece, ci ha insegnato che tutti sono pronti a fare i giudici-pessimisti del momento pur di attribuire ad Ancelotti alcune responsabilità che, invece, sono incastonate in anni di gestione discutibile da parte della dirigenza. In poche parole: si parla al vento…e non basterebbe comunque a portare un po’ di frescura in quel deserto di stupidità pandemica. Tirando le somme a poche ore da questo ritorno di Europa League, Ancelotti ha comunque ragione. Nella sua conferenza stampa ha lasciato chiaramente intendere che ha poco senso fare calcoli. Stasera, come all’andata, gli austriaci metteranno a dura prova innanzitutto la tempra caratteriali del Napoli. Le assenze di Koulibaly e Maksimovic, in forse Fabian Ruiz, farebbero certamente dormire comunque sonni tranquilli a pochi. Ancelotti dovrà fare di necessità virtù in modo esemplare: l’esperimento Chiriches-Luperto come centrali è tutto da verificare, proprio come si dovrà verificare l’uso in attacco di Milik affiancato o meno da Insigne. Anche Rose ha qualche defezione importante ma che sembra non preoccuparlo: Schlager, Pongracic, Werff e Diarra dovrebbero essere out, ma a centrocampo Mwepu, Samassekou e Junuzovic sono comunque sul piano della velocità nella verticalizzazione, speculare a quella che sarà comunque messa in atto dagli azzurri; in la coppia formata da Daka e Dabbur farebbe tremare qualsiasi difesa; ma, come sempre, rispetto e mai timore per l’avversario. A testa bassa, adrenalinici: il gruppo di Ancelotti e noi tifosi, un solo cuore, un ponte virtuale che attraversa una piccola parte dell’europa e ci unisce in una passione che non conosce maglie e calcoli. Non lasciamolo ‘’cadere’’…

Avanti Azzurri, Avanti…

Marco Melissa

#ForzaNapoliSempre

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