NAPOLI – LAZIO BATTIAMO L’EMERGENZA

Ieri il giudice sportivo, oggi la Lazio, poi il Milan.

In queste ultime ore la parola emergenza, per il Napoli, è un diktat da accettare e cercare di arginare al meglio. La notizia che tutti, tifosi azzurri in primis, attendevano con trepidazione si è purtroppo rivelata negativa nei confronti della compagine di Ancelotti. Ricorso respinto, con Koulibaly che dovrà rinunciare alla sfida di stasera. Una dura sconfitta, non sul campo ma per l’anima di un giocatore, di una città, forse per l’intero mondo del calcio. Non tanto per il protagonista arbitrale (e, con lui, tutti coloro che agiscono – meglio ancora manovrano – verso certe direzioni, in simili occasioni) quanto per aver perso la possibilità di rivedere l’intero peso strutturale di una problematica che ha avuto e ha ancora tanti punti irrisolti a sfondo sportivo e, soprattutto, sociale.

Questo bel clima in casa azzurra è la condizione di partenza nell’affrontare i biancocelesti di Inzaghi, preambolo di fuoco prima di affrontare “l’inferno bis” di San Siro contro i rossoneri tra campionato e quarti di Coppa Italia.

– Soluzioni d’emergenza ed invenzioni tattiche

L’assenza di Koulibaly non è la sola pedina che mette alle strette Ancelotti.

Il peso tecnico degli altri assenti Insigne, Allan ed Hamsik deve essere lo spunto per puntualizzare, se ce ne fosse ancora bisogno, l’impegno del tecnico di Reggiolo per reggere a testa alta anche nei momenti di difficoltà estrema. In questa sede giova enfatizzare la capacità di lettura di Ancelotti dello stato di forma del gruppo dopo gli allenamenti infrasettimanali. Ma negli ultimi tempi c’è una forte discrepanza con la successiva resa in campo. Non è un fatto tecnico, ma psicologico, e c’è sempre da lavorare su questo fronte per creare i presupposti affinchè tutto funzioni correttamente. Le variabili offerte gratuitamente dagli infortuni e, recentemente, dalla giustizia sportiva, non aiutano in tal senso. Il che porta, il più delle volte, a cercare soluzioni differenti sul nuovo già sperimentato la settimana precedente. Certo, siamo al primo anno di assemblaggio del gruppo, e gli sforzi già hanno dato i loro frutti. Tuttavia si può e si deve fare sempre di più.

Muro contro muro, attacco contro attacco

Le attuali sorti degli azzurri da una parte e della Lazio, dall’altra, hanno ugual denominatore comune: soluzioni di continuità nell’impostazione della manovra. Stasera vedremo, con molta probabilità, due squadre che lotteranno colpo su colpo preferendo molta attenzione a centrocampo, cercando di far pendere la bilancia tattica sul proprio fronte offensivo.

A partire da dicembre il gruppo di Ancelotti ha avuto un’evoluzione sul piano delle individualità e quasi un’involuzione sul piano corale. In poche parole, crescono le individualità ma tante idee buone vengono mal applicate sul piano pratico, dal gruppo.

Strada simile quella percorsa dal gruppo di Inzaghi, con l’unica attenuante di avere a disposizione il solito Immobile che, come Milik tra gli azzurri, riesce a mantenere a galla la classifica. Carletto, dovendo rinunciare (com’è chiaro) a gran parte dell’ossatura principale, ricorrerà ad un turnover extralarge, considerando anche i dubbi su Albiol e Maksimovic.

Il suo 4-4-2 sarà ovviamente più robusto sulla verticale difensiva. Si dovrà chiedere ai probabili Diawara e Zielinski, coadiuvati da Fabián Ruiz e Callejòn, di fare gli straordinari per garantire il raccordo tra il reparto offensivo, presidiato da Milik e Mertens, e la difesa. Si dovrà ergere un muro occupando gli spazi sulla propria trequarti dove i biancocelesti, avendo tra le fila elementi esperti come Parolo e Luis Alberto, potrebbero tentare di verticalizzare, sfruttando le caratteristiche di Immobile.

Quindi la difesa azzurra dovrà lottare all’inverosimile con mille occhi ed attenzione anche agli insidiosi Milinkovic-Savic ed Acerbi.

In buona sostanza occorreranno gli undici titolari ed il dodicesimo dagli spalti per alzare la voce contro la temibile Lazio. I cori dei previsti trentamila e più al San Paolo dovranno stringersi intorno alla squadra in un momento difficile, tra assenze in campo e ferite interiori (il caso Koulibaly non resterà storia dimenticata ma è solo l’inizio di una battaglia che va combattuta e vinta sul piano legislativo, regolamentare e sociale) che non devono attenuare la passione, inscalfibile, per i colori azzurri.

Rispetto per la Lazio, ma adrenalina al massimo grado.

Ci siamo.

Continuiamo…

Avanti Azzurri, Avanti…

Marco Melissa

#ForzaNapoliSempre

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