NAPOLI – CHIEVO RIPRENDIAMO A CORRERE

Quindici giorni di stop. Un tempo sospeso ben più lungo nel cuore azzurro dei tifosi.

La ripresa del campionato è tanto attesa quanto temuta da tutti. Ancelotti in primis. Per il Napoli, infatti, sarà l’ennesimo esame da superare. Arriva un Chievo a dir poco affamato di punti. Un avversario per il quale si può tranquillamente spendere la parola “imprevedibile”, vista la situazione deficitaria in classifica.

La sfida del San Paolo, infatti, palesa le due parti opposte di classifica. Gli azzurri cercano i punti per non perdere terreno dalla capolista (nell’anticipo di ieri ha superato un’ottima Spal), mentre l’undici veronese cerca punti e basta. La squadra del nuovo arrivato Di Carlo cercherà di infrangere il muro di fanalino di coda (a zero punti) del campionato. Poi, con un occhio anche alle statistiche, l’errore sarebbe immediato e Carlo Ancelotti lo sa bene: si andrebbe in campo rilassati, pensando di essere attualmente imbattuti nei turni casalinghi (9 vittore e due pareggi) e di poter contare su nove vittorie nelle ultime dieci sfide contro il Chievo.

In buona sostanza, si deve riprendere a marciare con l’ennesimo tentativo di migliorare ancora i meccanismi tattici che, come visto anche nella sfida contro il Genoa, a volte funzionano male o non funzionano affatto.
Il turnover da consolidare e gli esperimenti che contano. Non aspettiamoci novità dalla sfida di oggi pomeriggio. Ancora una volta ci sarà qualche novità in campo. Nel gioco di parole, in realtà, è ben chiaro il continuum della filosofia attuale del tecnico di Reggiolo. Il turnover è un elemento imprescindibile, il gioco di posizione che lascia spazio al non-ruolo legato a quel numero sulla maglia lo è ancora di più.

Ormai la formazione iniziale è sempre più spersonalizzata, in termini pratici. È un quid che si scopre strada facendo e che, pur partendo dai presupposti dei novanta minuti precedenti, riesce a cambiare le carte in tavola non solo agli occhi degli avversari ma anche dei tifosi. Sembra quasi che Ancelotti stia consolidando un filone tecnico con l’obiettivo di effettuare, in corsa, quegli esperimenti che ancora mancano sul suo taccuino e che potrebbero servire a fare l’ennesimo, fondamentale salto di qualità al collettivo. Non è una questione di Allan o Fabian Ruiz, non parliamo di Mertens o Milik. Qui si parla di una squadra che, come in quel di Genova e con un terreno di gioco che lambisce il proibito, da una staticità evidente ed uno scollamento consistente tra centrocampo ed attacco, riesce ad improvvisare un cambio di posizioni che incrementa la risposta in termini di verticalizzazioni, aprendo qualche varco in più in attacco dove si va ad infilare l’ennesima impresa vittoriosa. Quindi si discute un’orchestra che vive e respira di un turnover pimpante e, per ora, convincente.
Stringiamo comunque le maglie. Dal Chievo puoi aspettarti di tutto. L’ennesimo rimpasto e il presupposto nel modulo 4-4-2 passano quasi inosservati al cospetto di una mentalità determinata, concentrata e soprattutto attenta ai particolari come quella che il Napoli dovrà mettere oggi in campo.

I clivensi non vengono a Napoli per tentare di portare a casa il minimo indispensabile. Vogliono i tre punti. Ma anche gli azzurri. La Juventus non molla un centimetro. Quindi attenzione a mille. Probabile spazio a centrocampo a Rog e Diawara (giusto per far rifiatare quel tanto che basta Allan, Hamsik e Fabian Ruiz), il “solito” Zielinski sulla sinistra e la certezza Calletì sulla destra a supportare un fronte d’attacco che probabilmente vedrà Lorenzinho insieme a Milik. In difesa sono necessari l’esperienza e l’affiatamento della coppia Albiol-Koulibaly, affiancati da Malcuit o Hysaj (il francese è favorito) sulla destra e Mario Rui al lato opposto. Con queste premesse fare densità a centrocampo sarà quasi imperativo categorico per tenere a freno le probabili ripartenze sulle quali conteranno gli avversari per mettere in difficoltà gli azzurri.

Di Carlo ha una pesante eredità da raccogliere sulle spalle: terzo allenatore della stagione (dopo le esperienze D’Anna e Ventura), punterà sulle caratteristiche ben note del collettivo. Il 4-3-1-2 sembra quasi una scelta obbligata. Non sarà a sua disposizione una pedina importante come Giaccherini. La coppia Stepinski-Meggiorini va tenuta in debita considerazione, così come Birsa in chiave di regia e le due corsie esterne costituite da Hetemaj e Obi.
Riprendiamo a correre. Mercoledì ci aspetta la Champions. Adrenalina a mille, gli azzurri ed Ancelotti ormai sanno che devono essere sul pezzo in ogni momento, dopo ogni pausa, senza mai fermarsi.

L’aspettativa di quasi cinquantamila tifosi attesi oggi al San Paolo può essere l’ennesima spinta creativa ad un gruppo che deve inseguire la Juve ma che deve difendersi anche dall’attacco in classifica di una Inter sempre più quadrata. Poi ci attende l’impegno contro la Stella Rossa. Non resta altro da fare che gridare l’ennesimo…
Avanti Azzurri, Avanti…

Marco Melissa

#ForzaNapoliSempre

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