L’EUROPA CHE CONTA

Giocarsela, senza remore.

La Champions è questo.

L’Europa, però, non aspetta nessuno.
Non ci sono mezze misure e pretattiche che tengano: il Napoli è sul pezzo, inutile girarci intorno. Si è ritagliato uno spazio in prima pagina con quella prestazione quasi vincente. Vittoria sfiorata in casa del Paris Saint-Germain che lo ha proiettato in vetta ai cuori di tanti appassionati. Tifosi e non. Allo stesso tempo la squadra di Carlo Ancelotti ha realizzato di poter lottare, in versione “non a caso” ma a testa alta, in una competizione di prestigio assoluto.
Ma l’Europa va conquistata: sudore e risultati. Gli altri sono avversari di prima scelta e non stanno mai a guardare. Il PSG è uno di questi. Gruppo, campioni, ma soprattutto costanza. L’undici di Tuchel è sempre temibile ed imprevedibile.
La forza dei sistemi, tra possesso palla e scompensi: gioco di posizione e verticalizzazioni offensive rappresentano ormai un must per la squadra di partenopea. Ma il nocciolo della questione risiede nel turnover. Il sistema azzurro, pian piano, è cresciuto e si sta imponendo per la variabilità delle proprie geometrie dinamiche. Non dimentichiamo, però, che la spersonalizzazione del numero di maglia indossata, in termini di ruolo da applicare, ha come effetto uno sdoppiamento del sistema in micro-approcci contestualizzabili in base alla difficoltà del momento di gara. Come si è visto nella sfida d’andata al Parco dei Principi, i ragazzi di Ancelotti hanno lottato sullo stesso piano preferito dai francesi: con il trascorrere dei minuti il Napoli ha cominciato a dettare i ritmi tenendo ben saldo il possesso palla. Nel contempo gli azzurri hanno attuato una serie di strategie di disturbo della stabilità tattica degli avversari. In buona sostanza il possesso, sommato alla incessante circolazione di palla attuata una volta varcata la soglia del centrocampo e concretizzata in gioco verticale di varie intensità, consentiva ai nostri di provocare il pressing, alquanto disordinato, dei francesi. Tutto ciò portava la squadra di Tuchel a cadere nella trappola dello scompenso difensivo, sul quale il nostro stratega ha cercato poi di insistere per vincere la gara.
Questa sera saranno ancora la duttilità tattica e la calma a dover fare la differenza.

In fase offensiva il Napoli riesce spesso a risalire velocemente, sfruttando l’ampiezza costruita dai suoi esterni. In fase difensiva, invece, gli azzurri si orientano sul pallone, chiudono ogni spazio e vanno a fare densità di posizione sulla direzione d’attacco avversaria.
Modulo “X” tra pretattica ed esperienza: riuscirà l’imprevedibile Carletto ad eludere, ancora una volta, la ‘’sorveglianza speciale’’ di tifosi ed addetti ai lavori?

Il 4-4-2 ormai consolidatosi nella memoria strategica dei giocatori avrà da svolgere, questa volta, un compito arduo: trasformarsi in un’onda tattica che passerà in rassegna varie soluzioni, mantenendosi fedele ai principi di personalità e ferma consapevolezza del potenziale.

Eppure c’è già chi scommette di vedere ancora una volta avanzare l’asse Mario Rui – Fabian Ruiz sulla sinistra, Maksimovic a presidiare il centro difesa e Callejon a creare scompiglio, creando di fatto un 3-5-2, avendo puntualmente un uomo in più in fase di costruzione a centrocampo. L’esperienza farà comunque la sua parte. Insigne potrebbe essere l’ennesimo asso nella manica a fare la differenza nel mettere nero su bianco. Anche il due-contro-uno tattico sulla trequarti potrebbe sortire effetti destabilizzanti per la difesa avversaria.

Mertens da una parte ed Allan dall’altra potrebbero essere i fili da tirare per tali esigenze.
D’altra parte il Psg non starà a guardare. Restare agganciato all’alta classifica di girone resta una priorità indiscutibile. Tuchel ha sicuramente cercato di portare ‘’disordine’’ nel modulo avversario. Gli è bastato far uscire allo scoperto Koulibaly. Ma anche la terribile doppia coppia Verratti-Rabiot e Neymar-Mbappè potrebbero far collassare la copertura difensiva ad oltranza anche in fase di non possesso.

Buffon e Cavani rappresentano due importanti punti interrogativi sui quali Ancelotti potrebbe investire non pochi pensieri.
Schemi tattici ed evolute mappe mentali. Per gli azzurri, stasera, è in gioco una prova importante per potersi affacciare all’Europa delle Grandi.

La regola del “mezzo metro” sarà decisiva: mai lasciare il minimo spazio al campione di turno. Perchè non perdonerebbe. Lo abbiamo imparato dal finale della sfida d’andata.

Così stasera, al San Paolo, c’è l’occasione di scrivere una pagina importante della storia del Napoli e continuare a disegnare quel meraviglioso sogno di passione e dedizione.
Avanti Azzurri, Avanti…

Marco Melissa

#ForzaNapoliSempre

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