Campionato: obiettivo puntato su Napoli Parma

Riflessioni tecniche degli addetti ai lavori, commenti della stampa a metà strada tra reiterati dubbi e chiarezza d’intenti e, finalmente, qualche timido tentativo social tra i tifosi per portare un po’ di tranquillità e fiducia intorno al gruppo azzurro. Le ‘’premesse’’ a questa sfida contro il Parma vanno incontro a tutti i gusti. Il Napoli sa benissimo che, almeno per ora, è ancora osservato speciale nella sua ‘’camminata sui carboni ardenti’’! Ma un campionato non è solo una sequela di esami senza sosta (nel senso ‘’puro’’ che direbbe Eduardo). Ancelotti sta lavorando con una calma invidiabile che, nel contempo, crea un clima disteso in un gruppo che vive di ‘’novità’’ tattiche ormai in versione H24. Anche contro il Parma il copione è destinato a rimanere fedele a quella che in molti definiscono una ‘’rivoluzione’’ del modo di giocare del Napoli, se ovviamente si pensa al tutto in ottica sarriana. Invece il tecnico di Reggiolo sta facendo passi importanti ed in diverse direzioni. Proprio l’undici di D’Aversa sarà un banco di prova importante: le statistiche, infatti, etichettano gli emiliani come storicamente ‘’ostici’’, con un esiguo vantaggio delle vittorie azzurre ma un sostanziale equilibrio in merito a possesso palla e responsi offensivi. Necessario, quindi, un atteggiamento tattico e soprattutto un approccio immediatamente incisivo sin dall’inizio.

‘’Deformazioni’’ tattiche e dicotomia tra compiti e ruoli: il Napoli cambia modulo, cambia gioco, cambia formazione…cambia pelle! Non è una novità l’ennesima ‘’formazione-novità’’ che Ancelotti propone ad ogni impegno. Queste scelte sembrano infastidire i piani alti dell’ortodossia calcistica nostrana che non vede mai di buon occhio le ‘’rivoluzioni’’ (leggi Sarri!). Il tecnico di Reggiolo sta cercando di portare avanti le ‘’sue’’ idee, che pian piano il gruppo sta assimilando e, soprattutto, mettendo in pratica con efficienza ed efficacia. Non è il risultato contro la Sampdoria oppure quello con il Torino a rendicontare già i ‘’lavori in corso’’; un nuovo progetto ed una nuova impostazione organizzativa esige tempo, pazienza e molto lavoro, tre elementi che sono scritti a caratteri cubitali nel codice di comportamento ancelottiano. Le deduzioni sono già fatte. Il suo ultimo 4-4-2 ha, in realtà, un’anima duplice, se non tripla. Il baricentro spesso volutamente arretrato non inganna, ma il modulo varia, quasi si deforma appena superato il centrocampo, dove il playmaker si sdoppia e le corsie esterne incrociano per collaborare alle verticalizzazioni pungenti degli avanti. In termini pratici, Mr. Ancelotti sta introducendo un cospicuo numero di nuove modalità di interpretazione del gioco: RS (rischia e segna), doppio centrocampista, triangolo lungo sul gioco a due delle corsie esterne e verticalizzazioni su incrocio di posizione. Tutto ciò conduce a ripensare meglio al compito da svolgere in chiave di regia in quel preciso ‘’momento’’ di gioco, prescindendo dal ruolo che si sta rivestendo nel contempo. Una sorta di distacco oggettivo ed empirico del giocatore dalla propria maglia-posizione in campo. Se non è rivoluzione questa!

Nuovi ‘’ruoli’’ e l’importanza dell’organizzazione contro il Parma: un focus sulle scelte delle formazioni volute da Ancelotti conduce al numero 20, corrispondente ai titolari finora portati sul rettangolo verde. Praticamente tutti possono contribuire alla causa. Anche contro il Parma la parola turn-over potrebbe essere di rigore. Ma andiamo con ordine. In attacco si è chiaramente visto che Callejon, Verdi, Zielinski e lo stesso Insigne si stanno consumando tra verticalizzazioni profonde e reciproci incroci. Ne deriva una intercambiabilità e indecifrabilità che spesso disorientano centro e difesa degli avversari. Un punto di forza che porta a ritagliare sulla maglia di molti un nuovo ‘’ruolo’’ a compiti alternati, un’arma che deve essere usata proprio contro il Parma che è veloce nelle sovrapposizioni e nelle chiusure. Visto che il sistema di Ancelotti può ‘’non’’ passare per una regia fissa, allora il pallone deve essere smistato in avanti o in orizzontale il prima possibile, sposando l’idea di fluidità ed immediatezza che non dà riferimenti in aiuto agli avversari. Il resto del lavoro è organizzare al meglio le caratteristiche dei singoli, potendo contare sulla velocità-profondità di Mertens, nella forza di Milik, nella nuova veste di Lorenzinho, nell’onnipresente duo Zielinski-Calle e nell’ambivalenza dei piedi di Verdi. E si potrebbe continuare ancora. Stesso discorso per la difesa. Si sta rivelando affidabile anche la scelta difensiva di restringere gli spazi alle iniziative avversarie spostando in blocco i giocatori e non singolarmente, coadiuvati dai due centrocampisti che vanno sul lato forte avversario costringendo a cambiare fronte di gioco.

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Il Parma si presenterà, stando alle dichiarazioni di D’Aversa, con un ben definito 4-3-3 che finora ha portato notevole fluidità di gioco agli emiliani. Anche qui si parla di turn-over, soprattutto in difesa ed a centrocampo. Le vere certezze, però, stanno tutte davanti. Inglese è atteso ad una ‘’prova del fuoco’’, ma gli occhi saranno puntati su Gervinho, in forma strepitosa, e sull’intero reparto offensivo che fonda molto sulle verticalizzazioni e sulle accelerazioni da centrocampo.

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Semplicità e responsabilità come approccio. Divieto di sentirsi relegato ad un ‘’ruolo’’ preciso. Variazioni continue come obiettivo finale. La strada dell’undici di Ancelotti è costituita da questi elementi. I tifosi, certo, non vedranno più la grande ‘’bellezza’’, gli esperti giudicheranno la ”sostanza” meno meccanica ed armonica rispetto al passato, ma il cuore degli azzurri sta andando nella direzione di una immediatezza di interpretazione in chiave moderna e classica allo stesso tempo.

Avanti Azzurri, Avanti…

Marco Melissa

 

 

 

 

 

 

 

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