Campionato: obiettivo puntato su Napoli Fiorentina

Mille dubbi caratterizzano questa vigilia della sfida tra gli azzurri e la Fiorentina di Pioli. Domani sera alle 18.00 avranno soluzione i tanti interrogativi “costruiti” ad hoc in questa pausa di due settimane (causa impegni della Nazionale di Mancini) e che hanno letteralmente inondato i social e le pagine di alcuni quotidiani. Il dubbio si è ormai insidiato perfino tra i tifosi azzurri, divisi come non mai dal concedere o meno la propria fiducia al lavoro di Ancelotti su questo gruppo alla ricerca di continuità di gioco e rendimento. Dal canto suo l’undici di Pioli non è certo squadra che sta a guardare. Tutt’altro. La partenza in campionato è stata buona e l’amalgama complessivo già soddisfa Pioli che può affrontare la sfida del San Paolo a testa alta e con poche assenze di rilievo. Uno sguardo ai numeri del passato vedono proprio la Fiorentina come un avversario storicamente ostico, comprendendo anche la passata stagione nella quale gli azzurri hanno messo insieme appena un punto (pareggio al San Paolo) nella doppia sfida (si ricorda la brutta sconfitta a Firenze con l’addio alle speranze di scudetto).

A “caccia” di errori da evitare: una batosta! Nulla da dire più. La sfida con la Sampdoria è ormai passato, e deve essere archiviata da un punto di vista mentale per guardare dritto al piano di Ancelotti: creare il Gruppo, con quella sua precisa identità caratterizzata da gioco lineare e da un’efficacia che sostenga gli sforzi per tutti i novanta minuti, e non solo “a rate”! In buona sostanza il tecnico di Reggiolo in questi ultimi giorni (basta leggere attentamente nelle pagine dei principali quotidiani sportivi e social vari) ha letteralmente passato al setaccio quanto fatto a Genova. Nella fattispecie, sono emerse nel corso della gara delle evidenti “falle” tattiche ed organizzative, dovute in parte alla scelta dei singoli messi in campo e dall’altra parte alla scarsa vena del momento. Quindi? Ancelotti può contare su una buona esperienza nel gestire un k.o. post gara come quello di Genova, ma sa anche che simili episodi devono suonare come piccoli campanelli d’allarme per tenere la squadra in continua tensione, necessaria per spronare tutti a far girare bene il gioco che lui cerca e scacciare ancora una volta i fantasmi sarriani palesati ogni settimana un po’ ovunque.

Nuova identità tra formazione-tipo e turn-over: tutti gli occhi puntati sul cambio in corsa! Insigne: perché fuori? La scelta del tecnico non si discute. Punto. Perché restano in panchina Calle e Marekiaro?? Stessa risposta. Punto. Il risultato, però, ha dato spesso ragione agli scettici che subito hanno puntato il dito sullo stravolgimento rispetto al passato; in poche parole una squadra vincente non si cambia. Niente di più sbagliato, lo abbiamo già detto da queste pagine. Ancelotti è arrivato per creare un “new deal”, una nuova “identità” come evoluzione e, se possibile, superamento della grande bellezza sarriana, almeno sul piano dei risultati finali; ma la si costruisce lavorando sulle novità, le cosiddette variazioni sul tema, e, dulcis in fundo, su un modulo che può essere sposato da tutta la rosa a disposizione. Di conseguenza l’incidente di Genova va condannato su di un piano diverso dalla mera accusa di un turn-over fuori luogo! Il vero problema, ora che le gambe cominciano a girare, è legato alla concentrazione, al mordente. Qui Ancelotti deve ancora trovare la quadratura del cerchio. Il solo Allan pare già in grado di “alzare la voce” in tutte le parti del campo ed in qualsiasi momento. Un po’ pochino in vista della sfida di domani.

Ritorno al futuro ed adrenalina in pole position contro la Fiorentina: gioco di posizione da rivedere, linea mediana sempre incalzante, modulo RS (rischia e segna) da dosare e difesa guardinga. Le opzioni tattiche da opporre ai viola vanno pesate con cura dei dettagli. Si devono mettere in campo le novità che dovranno delineare il nuovo volto del gioco (assente contro la Sampdoria). Il lavoro di posizione a centrocampo deve girare come un filtro costante per gli altri due reparti. Il nuovo modo imposto da Ancelotti di sfruttare le caratteristiche di Zielinski ed Allan (in attesa dell’esordio ed apporto di Fabian Rui e Ghoulam) devono creare gli spazi necessari a far aumentare la velocità di circolazione verso Insigne e Callejon, cosa che è stata del tutto assente a Genova. Ciò rappresenterebbe, come già accadeva con Sarri, il miglior rifornimento per Milik, ma anche per le variazioni Mertens e Verdi all’occasione. Poi bisogna porre molta attenzione a non farsi smorzare il lavoro della linea mediana dagli avversari, poiché la parte alta della difesa non ha ancora trovato i movimenti giusti in copertura, con conseguente pericolo di affondi alla volta della porta difesa da Ospina. In pratica sovrapposizioni e pressing “concentrato” saranno i diktat da rispettare per non dare fiato agli avversari, bravi, oggi come in passato, a rimescolare le soluzioni difensive ed offensive. Alla fine l’adrenalina dovrà essere ai massimi livelli, per rimettere nella giusta direzione il cammino.

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La Fiorentina ha cambiato poco rispetto al passato, l’intesa è buona e, al suo arco, può contare “frecce” che possono far male come il trio Chiesa-Pjaca (Eysseric)-Simeone. Proprio il Cholito sarà il sorvegliato speciale vista la sua ottima vena della passata stagione contro gli azzurri. Il rientrante Veretout distribuisce una gran quantità di palloni e va arginato nel dialogo con Gerson e Benassi, molto efficaci nelle verticalizzazioni sulla trequarti avversaria. I viola sono temibili a 360 gradi, con l’attuale miglior difesa e tra i migliori reparti offensivi (pur con una partita in meno).

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Questa vigilia della sfida di domani vive al momento sui malumori di una tifoseria che, almeno nelle previsioni delle ultime ore, pare poco entusiasta dell’attuale status quo.

Invece No! Il Cuore va messo in campo Ora. Al fianco dei ragazzi guidati da Ancelotti.

Una sconfitta come quella di Genova e le divergenze dalle scelte della dirigenza non possono spegnere una passione infuocata come quella che circonda questa maglia.

Una “scarica di adrenalina” per tutti e pura concentrazione nei novanta minuti.

Comunque e sempre

Avanti Azzurri, Avanti…

Marco Melissa

 

 

 

 

 

 

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