I FANTASMI DI MARASSI

Arriva la prima sconfitta stagionale. Alla terza di campionato. Non è una tragedia ma c’è da riflettere.

Quello di stasera, a Marassi, è il Napoli più brutto che io abbia visto negli ultimi anni.

Non è la sonora e meritata sconfitta ad opera degli uomini di Giampaolo a dettare in me questa sensazione.

È il modo.

Una squadra semplicemente orribile nella prima frazione di gioco.

Un Insigne inguardabile, urticante, noioso e tremendamente presuntuoso. In una parola, inutile.

Infatti, nel secondo tempo Ancelotti lo lascia giustamente negli spogliatoi per un più positivo Ounas.

Napoli che scende in campo con una formazione senza Hamsik e soprattutto Callejòn. Non accadeva da almeno tre anni e mezzo. Il risultato è disastroso. Squadra “spezzata”, con un centrocampo tagliato come burro dai veloci e precisi inserimenti dei cursori doriani.

La prima rete blucerchiata è il non-plus-ultra dei contropiede, culminato nel fendente di Defrel che uccella letteralmente il povero Ospina.

Il colpo di grazia, quello del definitivo tre a zero (Defrel firma anche il raddoppio, sempre nel primo tempo) è di Quagliarella su splendido colpo di tacco. Non poteva essere altrimenti, in una serata decisamente negativa.

Soltanto nel primo quarto d’ora della ripresa gli azzurri danno l’impressione di poter rientrare in partita. Ma è soltanto l’illusione di una speranza mal riposta.

Stavolta Ancelotti stravolge oltremodo l’undici di partenza ed anche nella ripresa rinuncia agli uomini-cardine nella presunzione di poterne fare a meno. E il risultato lo castiga. E di brutto.

Mi ripeto, non è il passivo dei tre gol a preoccupare ma la pochezza del gioco. La pressoché totale mancanza di coordinazione tra i reparti ed una frenesia che, in alcuni frangenti sfocia in frustrazione, nervosismo.

Il Napoli prende tre gol dalla Sampdoria e torna a casa con tanti interrogativi. Soprattutto di ordine tattico.

Una squadra che gioca a memoria da tre anni non può permettersi il lusso di snaturarsi mantenendo fondamentalmente la stessa intelaiatura di uomini nel giro di meno di due mesi. Si proceda per gradi e si badi al sodo. Tre partite con già sei gol al passivo (al di là dei risultati) non possono appartenere al pedigree di una squadra che vuole recitare il ruolo di protagonista di un torneo.

Quindi, testa bassa e p-e-d-a-l-a-r-e.

Giulio Ceraldi

#ForzaNapoliSempre

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