LA LOTTA CONTINUA MA NON SIAMO PIÙ PRIMI

Un pareggio che lascia tanto amaro in bocca al Napoli.

A San Siro si vede una buona Inter che si oppone al meglio agli azzurri consegnando di fatto lo scettro di capolista alla Juventus.
Come sette giorni fa l’undici di Sarri ha lottato, correndo e sudando; in poche parole una prestazione maiuscola. Ma senza l’acuto finale l’ennesima gioia dei tifosi viene in parte frenata. Invece è la squadra di Spalletti a poter gioire: buon gioco e risultato utile in ottica classifica, con il morale in risalita per il recupero di Icardi.
I propositi tattici ed agonistici del pre-gara vengono rispettati in pieno. Il Napoli parte col solito 4-3-3, con Rui e Jorginho più mobili nei rispettivi ruoli. I nerazzurri appaiono altalenanti tra il classico 4-2-3-1 ed un centrocampo che si “spezza” a seconda dell’offensiva avversaria.
Redini del gioco? Risposta tutta in bilico. L’inter parte bene ed è la prima a salire in cattedra. Predisposizione tattica standard ma riesce a costruire alcune “gabbie” a centrocampo contro gli avversari e scandisce l’offensiva spostando continuamente il baricentro da un lato all’altro del campo sfruttando le buone doti di Perisic e Rafinha. Il copione, però, prevede un cambio di scena dopo una ventina di minuti. Il Napoli ha ormai preso le classiche “misure” al baricentro avversario, e comincia cosi a tessere la sua solita opera d’arte composta da fitti passaggi centroffensivi con Hamsik e Jorginho, coadiuvati da Allan, dialogando con disinvoltura.
Ma col trascorrere dei minuti diventa sempre più evidente che sulla dinamica di gara aleggia costantemente un ingrediente poco gradevole: l’imprecisione. Il Napoli riesce pian piano ad avanzare il baricentro, ma il duo Rui-Insigne pecca molto dalla sinistra e non riesce a rifornire a dovere Mertens al centro e Callejon dall’altra parte. Stesso discorso per i nerazzurri che applicano bene i dettami di Spalletti ma al momento di affondare falliscono nelle verticalizzazioni lasciando puntualmente soli sia Icardi che Candreva.
In buona sostanza sul tabellino si annota ben poco. Alcuni timidi tentativi degli azzurri che producono solo un tiro debole di Hamsik su invito al volo di Callejon. Fa meglio l’Inter con una percussione di Candreva che conclude male.
Il tikitaka del Napoli viene messo a dura prova dalle maglie strette degli avversari: i nerazzurri vanno ad opporsi al primo pressing sarriano e “rompono” la fluidità negli ultimi venti metri. Si prova ogni soluzione: Hamsik in linea con Mertens, Callejon e Hysaj che si alternano nelle verticalizzazioni, Allan a tutto giro, ma Handanovic è ancora troppo lontano.

Unica (ma sostanziale) nota stonata della prima frazione di gioco è un intervento fuori tempo e a gambe alte in scivolata (ergo: a far male) di Gagliardini sullo sgusciante Mertens. Soprattutto in un incontro come questo l’episodio può cambiare il match. Il regolamento parla chiaro e gli estremi per il rosso diretto ci sarebbero tutti. Orsato decide di farne carta straccia (del regolamento) e si limita al giallo.
Nella ripresa non cambiano le carte. Stessi temi, con l’Inter che parte bene, anzi benissimo: punizione dalla sinistra battuta da Cancelo e lieve deviazione di testa di Skriniar che grazia Reina spedendo la sfera sul palo. Napoli scosso? Niente affatto. Tre minuti ed Insigne si fa sentire dalle parti avversarie con un tiro a giro bello ma impreciso. La sfida si accende, sale di tono ma l’imprecisione continua a persistere. L’undici di Sarri è come al solito impressionante per frequenza e precisione di palleggio ma non riesce a distendersi a dovere dopo la trequarti. Al minuto 22 sembra fatta per gli azzurri: Mertens s’inventa un assist per Insigne proprio davanti ad Handanovic, ma il tocco morbido di Lorenzo finisce alto tra l’incredulità generale. Il Napoli è padrona del campo ma a volte concede troppo agli avversari. Un esempio dopo la mezz’ora: contropiede dell’Inter, duetto Icardi-Eder con tiro di quest’ultimo sul quale Reina è pronto.
Sarri chiede ai suoi maggiore precisione nella costruzione ed affondi più concreti. Ma alcuni errori sanno di ghiotte occasioni perse. Neanche l’inserimento di Zielinski prima e Milik poi cambiano le sorti del punteggio. L’inter contiene gli arrembanti azzurri fino alla fine.
La classifica è al momento dalla parte della Juve, ma la qualità ha ancora un unico colore: azzurro.

La lotta continua…

Marco Melissa

#ForzaNapoliSempre

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