FINALMENTE È FINITA

Finalmente la finestra del calciomercato di riparazione s’è chiusa. Non se ne poteva più.

È stato un mercato francamente malinconico, quello italiano. A conferma della crisi del movimento calcistico nazionale, culminato con l’esclusione (non dimentichiamolo) della nazionale dai mondiali dopo ben sessantanni.

Pochi soldi in giro, a conferma della crisi che, a dispetto delle dichiarazioni pre-elettorali di chi deve mantenere la poltrona, continua ad attanagliare il Paese. E quei pochi soldi sono stati spesi pure male, se vogliamo.

D’altra parte le cifre offerte qualche giorno fa per accaparrarsi i diritti tv da parte delle piattaforme mediatiche danno l’esatta misura della realtà che circonda il nostro pallone.

La SSC Napoli doveva puntellare il reparto offensivo con un elemento pronto a dare fiato a quei tre là davanti. Si è finiti con l’essere “ostaggi di due grandi club” che rispondono ai nomi di…Bologna e Sassuolo. Col risultato di essere restati col classico cerino in mano.

Il Napoli ha offerto 25 milioni per Simone Verdi, che ha tenuto in campana la società partenopea per ben due settimane, per poi sentirsi rispondere un secco no del giocatore. Col Sassuolo Politano ha fatto il possibile per venire a Napoli, ma è stato il suo club a rifiutare le offerte azzurre, salvo riaprirle negli ultimi minuti, quando ormai non c’erano più i tempi tecnici per chiudere l’affare. Col Napoli arrivato ad offrire 27 milioni più il prestito di Ounas.

Al di là dell’ostruzionismo della Juventus (ricordiamo che il Sassuolo è una società “amica” dei bianconeri), lasciano allibiti le cifre lievitate intorno a Matteo Politano. Giocatore valido, buono, ma che non è valutabile cifre simili.

Ora io non discuto la buona volontà del Napoli di voler portare a casa il rinforzo che serviva. Sono le modalità con le quali si è operato che, a bocce ferme, devono invitare la società ad interrogarsi. Non si può arrivare ad una sessione di mercato senza uno o più piani di riserva, se le trattative si insabbiano. Tantomeno paga la tattica del temporeggiare per “sfiancare” la controparte. Gli unici risultati sono il perdere tempo prezioso (soprattutto se non hai un piano B vero e proprio) e il vedersi lievitare il prezzo oltre misura (vedi appunto la trattativa Politano).

Il caso Younes è di difficile decifrazione. Soprattutto quando ci sono motivi familiari per lo mezzo.

Ci salutano Maksimovic e Giaccherini. L’altra faccia della stessa medaglia. Un difensore pagato a peso d’oro (e corteggiato a lungo) che mai si è adattato alla difesa a quattro, lui che coi granata giocava in un tre-cinque-due. Giaccherini, anche lui poco avvezzo per caratteristiche tecniche al quattro-tre-tre sarriano. Perché sono stati presi? Mistero.

Cosa cambia alla luce di questo mercato?

1) Nulla. Il campionato del Napoli resta un qualcosa di straordinario. Dieci punti in più rispetto alla scorsa stagione. Primato in classifica. Vuoto scavato tra le prime due ed il resto della truppa.

2) Qualcosa. L’Europa League, visto l’organico, và mollata. A malincuore, perché davvero si poteva arrivare fino in fondo, ma ci sono sedici partite di campionato da disputare per non mancare l’appuntamento con la storia. La posta in palio è troppo alta per rischiare quei tre là davanti. E a noi quei tre servono al 100% della condizione.

Per il resto c’è soltanto da continuare a fare il nostro “mestiere” che è quello di stringerci ancor di più attorno a questi fantastici ragazzi ed urlare senza sosta FORZA NAPOLI.

Giulio Ceraldi

#ForzaNapoliSempre

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