La partita di Marco Melissa

Presentazione

– Senza alibi.

Un’avventura da affrontare a testa alta, ad alto grado di concentrazione e lasciandosi scivolare addosso ogni ostacolo latente. Il Napoli non ha il tempo di pensare agli infortuni ovvero ad una preziosa occasione sfumata in terra sarda. Tra poche ore va di scena la sfida di ritorno contro il Barcellona, sinonimo di importante obiettivo stagionale in Europa League. Accedere agli ottavi di finale sortirebbe il doppio effetto positivo di dare una spinta in più alla marcia europea ma, soprattutto, un’iniezione di fiducia importante per la lotta in campionato dopo l’opaca prestazione contro il Cagliari. Non ci sono mai certezze contro squadre tecnicamente ineccepibili come lo è il Barcellona. Sul piano tattico ce la si può giocare anche al meglio, ma la differenza spesso la può fare un approccio deciso ed efficiente sul piano psicologico; proprio su questo aspetto faranno leva gli spagnoli, dall’alto di una consolidata esperienza. Gli azzurri soffrono spesso di cali di tensione che inficiano la lucidità creativa nel costruire un gioco di puro divertimento come voluto da Spalletti. Ma contro i catalani l’aut-aut è certamente un vietato commettere errori, anche dipinto a carattere cubitali; ciò vale come monito nonostante le persistenti assenze che continuano a tormentare la rosa. Ma procediamo con ordine e passiamo all’analisi dello status delle contendenti al Diego Armando Maradona.

NAPOLI ai blocchi di partenza

– La saga dei ritorni.

Aria di una tanto agognata normalità si respira in casa azzurra. Note positive vengono a partire dal recupero di alcuni infortunati (Insigne, Politano e Di Lorenzo), al ritorno al modulo difensivo a quattro (contro il Cagliari l’esperimento ha sollevato poche certezze e molti dubbi), e, soprattutto, agli spalti pieni (siamo al 75% delle possibilità, in sold-out finalmente!). Nel suo tradizionale 4-2-3-1, Spalletti potrebbe inserire sin da subito Politano, oppure puntare nuovamente su Elmas e Lorenzo Insigne come esterni alti, con Zielinski centrale, alle spalle di Osimhen. In linea, una zona mediana quasi forzata, con gli unici disponibili Demme e Fabian Ruiz (ancora out Lobotka e Anguissa). In difesa, con Meret tra i pali, il solito quartetto d’archi con Rrahmani e Koulibaly centrali, affiancati da Di Lorenzo e Mario Rui. Il piano anti-Barcellona non potrà certamente essere fondato su una posizione offensiva ad esca, con il solito uomo di posizione come diversivo per far avanzare i difensori avversari ed aprire i varchi per gli inserimenti dei trequartisti. I catalani sono prontissimi sia nell’uomo a uomo che nella copertura a scalare. Questa volta un ruolo chiave potrebbe giocare la scelta di forzare sugli esterni e proporre, di conseguenza, l’uno-due stretto, tanto caro al tecnico toscano; potrebbe essere un‘arma letale alla luce, però, di un baricentro avanzato, di un pressing alto e, soprattutto, di una linea mediana più attiva e che riesca ad evitare di restare impantanata nelle paludi avversarie. Spalletti non si è nascosto come visto in conferenza stampa. Il suo diktat è un gruppo coraggioso ed aggressivo, che lotta comunque e sempre.

BARCELLONA ai blocchi di partenza

– Rinvigorito.

Il mercato di gennaio ha portato nuova linfa nel Barcellona che sta pian piano raccogliendo i frutti. La cura messa in atto da Xavi ha migliorato la qualità del gioco, il rendimento e sta facendo brillare le caratteristiche di alcune giovani leve dal futuro interessante. Tutto ciò ha portato recentemente a due convincenti pareggi ed una sonora vittoria contro il Valencia, risultati che di fatto rilanciano le ambizioni in campionato dei catalani. L’Europa League, a questo punto, è un obiettivo stagionale fondamentale e da raggiungere ad ogni costo. Nel suo 4-3-3 Xavi ha recuperato Araujo, che potrebbe fare coppia con Eric Garcia al centro della difesa (a disposizione anche Piqué), a destra agirebbe Mingueza mentre la sinistra dovrebbe essere appannaggio di Jordi Alba. In porta Ter Stegen. A centrocampo l’onnipresente Busquets in cabina di regia avrà ai lati De Jong e Pedri, due preziose mezzali. Il tridente offensivo è affidato sicuramente ad Aubameyang, autore di una doppietta a Valencia, che dovrebbe essere affiancato da Ferran Torres e Gavi, con le ottime alternative di Dembélé e Traorè pronte ad entrare in corso d’opera. La gara dell’andata insegna tanto: i rifornimenti di Busquets, le partenze improvvise di Pedri, la capacità di imbrigliare il gioco sulla trequarti di De Jong, con l’aiuto delle punte. Il Napoli deve agire sui particolari, andare a fare gioco di rottura sui veloci uno-due dei catalani, fare densità laddove le mezzali cercano di penetrare la nostra trequarti. Si richiede non energia, ma il massimo dello sforzo, fisico e mentale. La difesa dei catalani può essere perforata ma ci vuole coraggio e spirito d’iniziativa, fino all’ultimo. La difesa azzurra avrà i maggiori grattacapi, senza alcun dubbio; le punte spagnole sono efficaci ed in gran forma e richiedono alternanza e scalate continue in fase di marcatura.

In sintesi

– L’apoteosi degli stati d’animo.

Ansia che si taglia a fette. Tutto nella norma, però. Semplicità e determinazione insegna la scuola di Spalletti, da attuare però con dovizia di particolari nell’occasione. Se il peggior Napoli della stagione è quello visto contro il Cagliari e se, nonostante tutto, ha resistito e guadagnato un punto, vuol dire che la qualità c’è, le radici sono forti. Il Barcellona è indubbiamente un capitolo fondamentale per questa stagione cosi come il prosieguo in Europa League. E’ un banco di prova per testare la propria capacità di saper navigare nella tempesta, tra la sagacia tecnica degli spagnoli e la determinazione nel tirare fuori soluzioni inedite in virtù delle assenze in alcune zone del campo. Xavi sa che ha un gruppo solido e tecnicamente di alta qualità che può strappare il passaggio di turno in una trasferta complessa. Il Napoli deve innanzitutto cercare di rendere quanto più ostica l’impostazione agli spagnoli. Ma ancor più importante è affermare la propria indubbia personalità tecnica. Il meglio di se in una serata di speranza. Per un prosieguo sempre più azzurro.

Come sempre, Avanti Azzurri, avanti…

Marco Melissa

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