IL MATCH DI MARCO

a cura di Marco Melissa

Presentazione

– Dentro o fuori.

Semplice, senza fronzoli. Gli ottavi d’esordio in Coppa Italia per il Napoli vivranno di un’unica soluzione: passaggio di turno secco. Gli azzurri beneficiano di un miglior piazzamento finale nella passata stagione, e si ritrovano sul proprio cammino una Fiorentina che per arrivare alla sfida di oggi ha già dovuto affrontare gli ostacoli Cosenza e Benevento. I tormenti, che spesso si sono trasformati in tormentoni negativi, non hanno ancora abbandonato l’undici di Spalletti che si ritrova a scomporre e ricomporre una rosa che deve fare a meno di molte pedine: capitan Insigne ha rimediato un serio problema muscolare nell’ultima sfida contro la Samp; Koulibaly, Anguissa e Ounas sono impegnati con la Coppa d’Africa; Malcuit e Mario Rui risultano da valutare a causa della positività al Covid; forti dubbi anche per Zielinski, Lozano e Osimhen, (ancora alle prese con la preparazione pre-rientro dopo il grave infortunio al volto). Il contraltare di tale situazione critica è lo stato d’animo, piuttosto buono proprio in virtù della prestazione vittoriosa contro i blucerchiati. Di tutt’altro approccio la Fiorentina: reduci dalla cocente sconfitta contro il Torino, con la vittoria che manca da quasi un mese, l’undici di Italiano cercherà con tutte le forze di puntare al massimo risultato che ne rilancerebbe le ambizioni in ogni senso. Ma procediamo con ordine e passiamo all’analisi dello status delle contendenti al Diego Armando Maradona.

NAPOLI ai blocchi di partenza

– Non ci resta che…resistere. Non certo programmazione, ma riprogrammazione è la parole d’ordine in casa azzurra: le numerose assenze costringono ancora una volta a stringere i denti come motivo ispiratore che rappresenti una sorta di elemento di sublimazione dell’impegno di tutto il gruppo. Non si fa altro che attendere che passi la notte, che vengano tempi migliori…e chi più ne ha più ne metta. Nel frattempo insistere in un modulo collaudato, ma con alcune variabili surprise sulla trequarti non farebbe certo male al peso offensivo del Napoli. Come visto contro la Juve, e reiterato contro la Samp, la differenza che in questo momento non la può fare il tradizionale approccio avvolgente con verticalizzazioni profonde, fa si che si guardi alla differenziazione dei singoli, ad una spersonalizzazione funzionale tale da separare i soliti ruoli da quei determinati giocatori. Ecco che potrebbe giocare a favore la duttilità tecnico-tattica di un Elmas o di un Politano per sorprendere i viola. Ospina tra i pali è l’unico standard confermato; questa volta ci potrebbe essere un turnover difensivo, con un probabile stop a riposo per Di Lorenzo e Ghoulam, sostituiti rispettivamente da Zanoli e Juan Jesus, che andrebbero a coadiuvare i centrali Tuanzebe (esordio dal primo minuto) e Rrahmani. Probabile l’utilizzo a centrocampo per il rientrante Fabian Ruiz e di Lobotka (pronto anche Demme), con il compito arduo di cercare di interrompere i collegamenti tra l’ottimo centrocampo ed il temibile attacco viola. I trequartisti dovrebbero essere Politano, Mertens ed Elmas, alle spalle dell’unica punta Petagna. La Fiorentina tende a chiudere molto sulle corsie esterne e, a volte, lascia liberi alcuni corridoi verticali che andrebbero presidiati con opportunismo dagli azzurri per creare superiorità numerica.

FIORENTINA ai blocchi di partenza

– Vendere cara la pelle. Sarà probabilmente l’unica missione voluta da Italiano e dai viola per riscattare agli occhi di tutti il passo falso pesante contro il Torino. Il 4-3-3 ben conosciuto e di consolidata qualità dovrà subire qualche ritocco a causa delle assenze di Amrabat, Benassi e Sottil. Il Napoli dovrà approfittare di qualche passo falso proprio nella zona tra difesa e centrocampo, sia in fase di possesso che di non possesso dei viola i quali, a volte, peccano di precisione. Terracciano verrà riconfermato tra i pali, mentre Milenkovic e Martinez Quarta saranno al centro della difesa coadiuvati ai lati da Venuti e Biraghi. A centrocampo l’undici di Spalletti dovrà ben guardarsi dal talento di Castrovilli, Torreira e Bonaventura, ottimi anche per percentuali di realizzazione. Quasi pleonastico affermare che sul fronte offensivo i viola possono fare molto male: Vlahovic parte sempre in pole, ma la difesa azzurra avrà il suo bel da fare contro elementi come il neo Ikonè, Saponara oppure il temibile Piatek.

In sintesi

– Forse solo il coraggio e la determinazione, forse una dea bendata più permissiva, chissà. Le chiavi di lettura dell’approccio degli azzurri in questa sfida sfuggono costantemente a qualsivoglia previsione mettendo sulla bilancia tutti i fattori tecnici e, di conseguenza, emotivi. Come trovare un’alternativa alla soluzione di continuità sciorinata da un cane che si morde la coda mietendo di continuo infortuni e contagi Covid? Vediamo se il Napoli riesce con grande concentrazione a venir fuori dalle paludi che sicuramente saranno propinate da una Fiorentina ferita nell’orgoglio dai risultati non sempre positivi per la classifica nonostante la grande qualità mostrata. Spalletti le proverà tutte ma Italiano non sarà da meno. Gli ingredienti per una sfida accesa abbondano. Agli azzurri l’arduo compito di restare ancora una volta attaccati al proprio encomiabile entusiasmo, al senso di gruppo, alla indomita volontà…alla maglia azzurra.

Come sempre, Avanti Azzurri, avanti…

Marco Melissa

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