IL MATCH DI MARCO

Presentazione

– Sul filo dei rasoio.

Se si potesse inquadrare il momento attuale vissuto dal Napoli, e più in generale dall’intero giocattolo della serie A, con una icona metaforica, si potrebbe improvvisare una scultura stile Ortro, il mostro mitologico greco caratterizzato da un corpo a due teste. Perché un simile riferimento? Scorrendo gli ultimi dati, Covid, da una parte, ed infortuni, dall’altra, hanno gettato basi più che solide affinché si possa guardare a questo scorcio di campionato come ad una sorta di anatema sportivo, quasi un paradigma diarchico in cui il prosieguo delle danze finisce col dipendere dai responsi pandemici e muscolari. Non sono deduzioni numeriche ma dati confermati in lungo e largo. Nelle ultime ore continuano a susseguirsi news che cambiano le carte in tavola, rimescolando continuamente le opzioni a disposizione per gli azzurri (ed anche per i bianconeri). Tutto ciò è stato inoltre condito da altri aspetti non meno importanti. Da una parte gli eventuali provvedimenti delle Asl (Caserta prima e Torino poi) che hanno addirittura messo a rischio il regolare svolgimento della sfida. Dall’altra parte, per gli azzurri lo status quo si è addirittura arricchito (impoverito per molti ndr) della telenovela Insigne, rivelatasi quasi un cortometraggio melodrammatico, diviso tra l’amore viscerale del tifoso partenopeo e la potenza finanziaria di un contratto avente come sfondo una Toronto milionaria. In buona sostanza, argomenti scottanti da riempire pagine e pagine di analisi tecniche per i mesi a venire. Ma procediamo con ordine e passiamo all’analisi dello status delle contendenti all’Allianz Stadium di Torino.

NAPOLI ai blocchi di partenza

– Riduzione ai minimi termini. Non ci sono espressioni alternative per definire il Napoli che scenderà in campo. Se le numerose defezioni sono state una nota dolente al punto da ridurre la rosa a disposizione di Spalletti al completo ad una frazione effettiva di essa, nelle ultime ore si è andati oltre; la partenza per Torino ha trasformato l’emergenza azzurra in autentico caos, obbligando di fatto a scelte che potrebbero portare anche a schierare nomi nuovi sia della prima squadra che della primavera. Spalletti è fermo ai box a causa del Covid, cosi come alcuni suoi giocatori (Osimhen, Lozano, Malcuit e Meret); dovrà anche fare a meno delle pedine impegnate con la Coppa d’Africa (Anguissa, Koulibaly e Ounas), dello squalificato Mario Rui, dell’infortunato Fabian Ruiz e forse anche del trio Rrahmani-Lobotka-Zielinski (bloccati all’ultimo momento su indicazioni dell’Asl). Il tecnico toscano, a ben vedere, ha poche opzioni disponibili. Il suo 4-2-3-1 potrebbe essere una strada a senso unico, difficilmente trasformabile in 4-3-3 in fase di possesso. Ospina sarà al comando di una difesa che sarà schierata con Di Lorenzo e Juan Jesus al centro, coadiuvati da Zanoli e Ghoulam ai lati. Al centro probabile la coppia Demme-Elmas, alle spalle del trio Politano-Mertens-Insigne; unica punta Petagna. Dove agire maggiormente per spegnere una Juve che si prevede arrembante? Ridurre lo spazio attivo tra i reparti, porre massima attenzione in difesa serrando ogni varco, evitare l’inferiorità numerica indotta e cercare l’uomo e/o la zona in continua alternanza. Il probabile collettivo rappresenta un esperimento dal quale non si potrà pretendere altro che solida determinazione e grinta.

JUVENTUS ai blocchi di partenza

– Cinque risultati utili consecutivi. La Juve si presenta cosi alla sfida contro gli azzurri, confermando una crescita di gioco e di coesione del gruppo. Allegri, dopo aver passato in rassegna varie opzioni tattiche ed effettuato numerosi cambi di ruolo nel corso del girone di andata, pare aver imboccato la strada più consona alle caratteristiche dei propri elementi in rosa. Anch’egli dovrà fare i conti con molte defezioni in modo speculare agli azzurri. Il Covid terrà fuori Chiellini, De Winter e Pinsoglio, mentre mancheranno Bonucci e Danilo ancora alle prese con problemi muscolari. In ogni caso il tecnico bianconero potrà schierare quasi una formazione tipo visti i numerosi recuperi degli ultimi giorni; dovrà adottare i giusti accorgimenti al suo classico 4-4-2 e renderlo malleabile con un 4-3-3 per non avere problemi contro gli azzurri. La porta sarà difesa dal solito Szczesny; la coppia centrale sarà appannaggio della coppia Rugani-De Ligt, affiancati ai lati da Cuadrado e Alex Sandro. Il cuore pulsante di centrocampo dovrebbe essere affidato a Locatelli e Rabiot, con gli esterni Mckennie e Chiesa (pronti anche Arthur e Bernardeschi). In attacco inamovibili Dybala e Morata. L’imprevedibilità tattica è l’arma preferita degli ultimi tempi che costringerà gli azzurri agli straordinari: passaggi orizzontali alternati a filtranti verticali, accelerazioni tutte centrali, grosso lavoro sugli esterni per indurre superiorità numerica e molto altro a disposizione dei bianconeri che le proveranno tutte per proseguire il cammino positivo.

In sintesi

– Resistere. Non resta altro al Napoli, in attesa che questa serata, come quelle a venire, siano meno critiche sul piano numerico. Spalletti ha i giocatori contati cosi come le alternative tecnico-tattiche da opporre ad una Juve che proverà a spingere al massimo per tutti i novanta minuti. Si potrebbe definirla una trasferta d’esperimento quella di Torino, con una formazione in larga parte inedita sia in termini tattici che di ruolo. Contenere errori e passaggi a vuoti difensivi potrebbe essere già una bella fonte d’opposizione alla Juve che, dal canto suo, ha dimostrato di recente di aver raggiunto maggiore consapevolezza nei propri mezzi a disposizione. La cattiveria di certe occasioni, una concentrazione intoccabile ed un approccio prudente ma non remissivo potrebbero arginare le difficoltà della lunga lista di defezioni azzurre.

Come sempre, Avanti Azzurri, avanti…

Marco Melissa

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