LONDON CALLING

Lascio l’ufficio col sottofondo di “We will rock you” proprio quando, dopo l’ennesima ripetizione della frase icona del brano dei Queen, Brian May attacca quell’assolo di chitarra che ti rimbomba nello stomaco. E questo, penso tra me e me medesimo, è esattamente quello che faremo con questo maledetto “Covid-19”. 

Ma tra un po’. 

Se non altro qui, in terra d’Albione, dove hanno appena sospeso la Premier ma dove proprio ieri Boris, accompagnato da un dottore e da uno scienziato, ha detto di non voler ancora prendere misure stringenti per circoscrivere il contagio. E’ troppo presto, a detta sua e dei suoi collaboratori. 

Se non fosse per le “news” e per le chiacchiere al lavoro, che inevitabilmente finiscono sempre col toccare l’argomento Coronavirus, nemmeno ti accorgeresti di cosa sta succedendo.

Londra continua a pompare gente in città, soprattutto i pendolari come me. Tutti i giorni. “Monday to Friday”. 

Noti qualche posto in più nel treno, ma nulla di eccezionale. Nella DLR (la metropolitana di superficie della zona est della città) l’afflusso è pressoché lo stesso di sempre.

D’altra parte la cosa nemmeno mi sorprende più di tanto. Quando arrivai qui, nell’estate di quell’anno ci fu l’attentato alla metro (il “tube”, come lo chiamano qui) ed al bus, con tante vittime. Eppure, nella zona dove vivevo io allora, nemmeno tanto distante da quei luoghi, c’era qualche poliziotto in più per strada ma tutto sembrava normale. Se non lo avessi saputo dai media nemmeno mi sarei accorto di cosa stesse accadendo. 

Qualcuno si lamenta, scherzandoci su, che sarà costretto ad andarsi ad ubriacare da qualche altra parte, visto che domenica il West Ham non gioca. 

Il Guardian scriveva ieri (l’altro ieri ndr), qualche ora prima della conferenza stampa di Johnson, “too little too late” (troppo poco e troppo tardi) riferendosi all’atteggiamento del governo nei confronti dell’emergenza. In effetti, al momento, sono solo raccomandazioni, nemmeno diverse da quelle che sappiamo dover seguire ormai da settimane (lavarsi bene le mani, ecc.).

Adesso si è aggiunta la raccomandazione di autoisolarsi per una settimana se si avvertono i sintomi influenzali e il termometro segna 37,8°. Poi, se ti senti meglio, torni alla vita di sempre. Se invece noti un peggioramento graduale chiami l’111 dell’NHS (l’equivalente del nostro Servizio Sanitario Nazionale) e loro provvederanno di conseguenza.Intanto (mentre scrivo) Google mi ricorda che Verona vs Napoli è stata “postponed” (rinviata).

Eh chést’è.

Giulio Ceraldi


#ForzaNapoliSempre …by the way (o in tutto questo…fate voi)

Articolo pubblicato anche sulla pagina Ultràmici

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