SARÀ QUEL CHE SARÀ

Dries “Ciro” Mertens festeggia il 121mo gol in maglia azzurra

Lo avevo pensato, lo avevo detto e lo avevo pure scritto che il mio Napoli avrebbe fatto un partitone col Barcellona. E così è stato.

Partita tatticamente perfetta quella degli uomini di Gattuso, racchiusi spesso in linee orizzontali non più larghe di venti metri. Tutti (e sottolineo tutti) impegnati nelle fasi difensive, con un Barcellona inevitabilmente col pallino del gioco ma senza alcuna possibilità, nella prima frazione di gioco, di portare un barlume di preoccupazione all’estremo difensore partenopeo, David Ospina.

Poi il lampo che squarcia la notte di passione di Fuorigrotta.

Mezz’ora esatta. Zielinski approfitta di una indecisione di Junior Firpo servendo Mertens che dal limite trafigge Ter Stegen sul palo più lontano con un tiro a rientrare di interno destro e raggiungendo Marek Hamsik nell’Olimpo dei più grandi marcatori azzurri di sempre con centoventuno reti.

Il San Paolo esplode di gioia.

Questa rete, pesantissima quanto bella, conferma (se ancora ce ne fosse stato bisogno) l’innegabile verità. E cioè che questa squadra non può prescindere dal folletto belga. Oggi come domani. La storia d’amore tra Dries Mertens ed il Napoli non può esaurirsi a fine stagione. Sarebbe l’errore più marchiano che il club potrebbe commettere. Uno così non lo trovi facilmente e soprattutto non a “prezzi di saldo”.

Si va al riposo con la convinzione che questa squadra, questa specie di “Araba Fenice” pallonara sia rinata, ancora una volta, dalle sue ceneri.

Si rientra in campo e si vede dal primo pallone giocato che il Barça non vuole continuare a ricalcare il copione asfittico del primo tempo ma incominciare a premere rabbiosamente al limite dell’area avversaria. Sergi Busquets, pur sempre elegante nei suoi interventi, commette un fallaccio a gamba tesa su Mertens, costringendo il numero 14 azzurro ad un’uscita precoce dal campo. Al suo posto Milik (altra storia ndr).

I blaugrana pareggiano.

E’ il minuto 57.

In una classica azione avvolgente, con fraseggi in velocità Busquets serve Semedo che, evitando il fuorigioco di un soffio, serve Griezmann che con un tap-in insacca da distanza ravvicinata col portiere già fuori causa.

Un paio di occasioni azzurre (soprattutto Callejòn) per riportare in vantaggio i padroni di casa ed una espulsione sacrosanta di Vidal per doppia ammonizione per un fallaccio su Mario Rui ed una ammonizione a Busquets che gli farà saltare il ritorno al Camp Nou vanno ad ingrossare le fila degli indisponibili di Setién.

Sapevo che gli azzurri non ci avrebbero deluso.
Difficilissimo il ritorno in Catalogna, ma non impossibile. C’è da crederci. Poi, sarà quel che sarà.

Giulio Ceraldi

#ForzaNapoliSempre

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