ALSO THIS IS ENGLAND

In Italia la presenza femminile in tv, in termini di commentatori di calcio, è praticamente nulla. I programmi televisivi che riguardano il calcio sono patrimonio prettamente maschile, lasciando al “gentil sesso” spesso soltanto il compito di valletta o comunque di “parentesi rosa” (che suona anche peggio, se possibile ndr).

Nella Inghilterra pigliatutto (calcisticamente parlando) di quest’anno, oltre alle diverse commentatrici di partite di calcio la BBC (la tv di Stato inglese ndr) ora annovera anche lei: Alex Scott (nella foto).

Oggi il Guardian, in un resoconto sui migliori “football pundits” (esperti di calcio in tv) annovera anche lei e scrive “L’ex terzino dell’Arsenal e dell’Inghilterra è un talento televisivo naturale – ben informata, entusiasta, articolata e sempre allegra controfigura per molte delle sue controparti maschili più sfinite. “Si sta arrivando ad un punto in cui non sono considerata un esperto calcistico di sesso femminile”, ha detto Alex di recente al Guardian. “Non voglio essere considerata così. Sono un esperto di calcio. Sapevo che, ovviamente, si sarebbe potuto arrivare al punto del ‘Non merita di essere lì’. Non voglio che nessuno pensi che mi sia stata data una mano. Ho sempre lavorato per tutto, sia sul campo di calcio che lontano da esso.”

La sua presenza nei palinsesti del giorno della partita probabilmente continuerà a spingere questo strabismo, insieme a commenti da pub (e ancora più sgradevoli, al vetriolo dai troll di Internet), ma lei continua a fare il suo lavoro, nonostante questi “pugni” inevitabili e reazionari nei confronti del suo lavoro per tenere informati gli spettatori più aperti di mente.”

Certo, da queste righe traspare il lungo cammino ancora da percorrere anche dalla società inglese per combattere l’idea che il calcio, se non altro in termini di “parterre televisivi” di addetti ai lavori debba essere prevalentemente maschile. Ma almeno la tv di Stato, lì, prova ad assolvere anche una certa funzione educativa cercando di “abbattere”, almeno in parte, certi preconcetti.

Certo, è più semplice mettere una opinionista in un Paese dove il movimento calcistico femminile va bene e soprattutto ha il supporto della federazione.

Mi sovviene la gaffe sessista di quattro anni fa dell’allora presidente della Lega Nazionale Dilettanti, uno degli uomini più vicini al (allora ndr) presidente federale Carlo Tavecchio.

(Testuale) “Basta! Non si può sempre parlare di dare soldi a queste quattro lesbiche” fu l’affermazione nei confronti del calcio femminile italiano.

Dobbiamo aggiungere altro?

Giulio Ceraldi

#ForzaNapoliSempre

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