Genoa – Napoli: l’imprevedibile da prevedere

Luci della ribalta ed entusiasmo alle stelle: un momento positivo e ricco di soddisfazioni va goduto e basta. Il Napoli lo fa, perché è in corsa, è concentrato, è quadrato e chi più ne ha più ne metta. L’euforia ulteriormente ‘’iniettata’’ nelle ‘’vene passionali’’ dei tifosi dalla prestazione in Champions ha amplificato la fiducia nei confronti della squadra e soprattutto del suo allenatore. Ancelotti, dal canto suo, ‘’accompagna’’ il momento con un entusiasmo a metà strada tra l’ottimismo e l’attesa. L’ennesima. Un punto fermo per questa stagione, soprattutto in virtù dell’impegno in trasferta di stasera: il Genoa è un altro esame, di quelli ‘’imprevedibili’’, da affrontare con ‘’i piedi per terra’’, un’altra ‘’prova’’ per continuare a testare (e possibilmente migliorare) i meccanismi ‘’mutanti’’ voluti dal tecnico emiliano.

La trasformazione dell’attacco e le incognite ‘’a rate’’: come un gioco a carte scoperte…che nasconde sempre qualche ‘’trucco’’! Molti si continuano a chiedere se l’ennesimo turnover abbia o meno apportato nuovi elementi a supporto dell’attuale ‘’fase di crescita’’ del Napoli. Ma è meglio partire dai alcuni dati empirici che sono stati ‘’confermati’’ dalle ultime prestazioni sia in campionato che in Champions. Insigne che spazia su tutto il fronte offensivo, Ruiz che diventa un ‘’cambia-passo’’ professionista, Ounas che sguscia come mai fatto prima, Calle che era temibile ed ora pare imprendibile, e, dulcis in fundo, Mertens che si veste-sveste con un click da prima-seconda-jolly punta!!! In tutto ciò il denominatore è comune: il reparto offensivo si è e si sta trasformando. I dettami sarriani improntati ad gioco legato all’interpretazione del singolo per dare ragione al modulo hanno lasciato il posto ad un concetto che si sta ancora evolvendo. Libertà: d’azione, di reazione! Lorenzinho ne è la dimostrazione più eloquente, cambiando posizione e palesando una new version della propria capacità di supportare i compagni ed il risultato. Perché tutto ciò? La maglia non è solo posizione; la posizione non è solo ruolo; il ruolo non è solo ‘’Suo’’! Gli inserimenti di Ruiz e Callejon , la maggiore profondità versione Zielinski e Verdi e l’utilizzo di Milik sono aspetti pratici di una ‘’trasformazione’’ del concetto di attacco: è come una società per azioni avente la parola ‘’team’’ come oggetto sociale! Ma come visto chiaramente contro la Roma, l’Empoli ed in parte nella sfida contro il Psg i nei ci sono. Si stenta a credere a certi errori, a volte. Spostare l’esigenza di fare gioco di posizione nei punti morti dell’avversario deve avere ‘’sempre’’ come spalla ideale la copertura degli ‘’autori’’ del momento. Invece bastano pochi attimi di ‘’giro a vuoto’’ e ecco che si comincia a rischiare, a traballare, in ogni settore di gioco. C’è da lavorare per evitare di ‘’brillare a rate’’; non fa bene al morale e non fa bene allo spettacolo.

‘’Cambiare il registro’’ e prevedere un Genoa a caccia di rivincita: lo dicono i numeri ma lo deve dire anche il campo! Le statistiche parlano di un Napoli imbattuto negli ultimi dodici incontri. Ma Ancelotti dovrà ”cambiare registro”: si dovrà usare ben più del turnover per tenere sotto controllo un avversario che, fino ad oggi, ha sfigurato praticamente solo contro l’Inter. Con la pole position del 4-4-2, in attacco Milik dovrebbe partire titolare per dare un po’ di respiro a Mertens (reduce da un problema alla spalla rimendiato in Champions): spetterà al polacco ‘’monetizzare’’ il lavoro di Insigne, con un occhio al lavoro di Zielinski e Callejon che, in simili circostanze, rappresenta la soluzione ideale. Hamsik ed Allan dovrebbero garantire il solito filtro tra attacco ed una difesa che probabilmente vedrà il ritorno di Malcuit, e la coppia Albiol-Koulibaly centrali. L’intenzione è quella di evitare l’abbassamento di intensità tattico-agonistica registrata in alcune fasi delle ultime uscite. C’è da ricordare che il Genoa di Juric è aggressivo, gioca uomo su uomo; quindi si dovrà rettificare la fase di verticalizzazione magari sfruttando la duttilità offensiva di Zielinski per creare vuoti difensivi agli avversari. Il Genoa cerca rivincita dopo la debacle di Milano. Juric, che partirà probabilmente da un 3-5-2, giocherà d’astuzia. Potendo contare su un binomio offensivo temibile come quello Piatek-Kouamè, ha altre pedine da sfruttare a centrocampo ma con propensione all’interdizione attendista di centrocampo; Romulo e Lazovic, ad esempio, potrebbero creare problemi alla tendenza della trequarti azzurra di fare densità in fase di interdizione. Quindi parliamo di un approccio ‘’imprevedibile’’ che può creare molti grattacapi. Ma si dovrà fare i conti anche gli spalti di un Ferraris molto carico dopo la dura sconfitta contro l’Inter.

napoliok

Ingredienti ‘’bollenti’’ per un’alta classifica che comincia ad essere più ‘’calda’’ che mai. Juventus ed Inter avranno sulla loro strada due trasferte impegnative, rispettivamente, contro Milan ed Atalanta. I tifosi sperano ‘’in tutte le direzioni’’; i passi falsi capitano a tutti!!! Ma si gioca qui il monito che Ancelotti confeziona ogni volta ai suoi ragazzi: cercare di prevedere ‘’l’imprevedibile’’ negli avversari. Mantenendo calma ed equilibrio…

Avanti Azzurri, Avanti…

#ForzaNapoliSempre

Marco Melissa

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