ESSERE UNITI

Essere uniti.

E’ l’imperativo categorico.

Almeno dovrebbe esserlo.
Quando si parla da tifoso del Napoli non è facile pensare a come non ci si possa sentire uniti dietro a questa maglia, a questi colori, e perfino a questa società.
Se molti di noi, che commentano le vicende azzurre sui vari social (tra risultati, calciomercato e via dicendo), potessero “rileggersi”, dopo qualche ora o giorno, verrebbe fuori un quadro altalenante, per non dire desolante.
La riflessione è semplice.
Basterebbe non correre troppo indietro con l’orologio.

Liverpool e calcio estivo, con l’aggiunta dell’ingrediente più succulento: il calciomercato.
Croce e delizia, gioie e dolori e simili. Un giorno mi appare un Azzurro ancora più Azzurro, il giorno seguente buio pesto.
Questo siamo diventati?

La tempra mostrata nei tanti anni di storia, tra Maradona e serie B, non ci hanno insegnato qualcosa?
I vari commenti forniscono un quadro esauriente, ma soprattutto una prova inconfutabile di questa capacità di “svuotamento” dei valori azzurri; quasi una “app” da disattivare appena si subisce una rete, non si acquista quel giocatore, etc. non appena siamo delusi.
Ma stiamo scherzando?
Non si parla di “questo” o “quel” social, quotidiano online, diretta tv etc.

E’ una visione diffusa, neanche una crisi endemica, ma una vera e propria pandemia.
Gli esempi?

Praticamente un’enciclopedia.
Ma si potrebbe obiettare “ognuno pensa e scrive ciò che vuole”.

Giusto, anzi giustissimo. Il problema è il tempismo ed il contesto.
Giusto per intendersi: se dopo cinque “pappine” (“sia gentile” Cit.) ci si accanisce sul gruppo, poi sul singolo, poi su Mr. Carlo, poi sulle scelte di mercato già fatte della società e su quelle in corso, poi sull’addio prematuro a Sarri, poi…poi…e poi…allora dovremmo riflettere. Sono segnali, questi, che non fanno bene a tutto l’ambiente azzurro.
Lo sappiamo, e chi lo ignora “se lo stampi bene in testa”, che i Tifosi sono e saranno sempre la forza trainante. Non solo andando alla cassa (abbonamenti, magliette etc.) ma anche attraverso un web marketing (i famosi commenti sui social) che, se ben “orchestrati”, possono solo far crescere l’eco azzurro in tutto il mondo. Aiutando, nel contempo, a mantenere saldo e stabile l’ambiente.
Allora non è possibile fare critica ed anti-critica sulla fragilità del’ulna sinistra di Meret per arrivare a mettere in dubbio la qualità della scelta della società o peggio ancora.
E’ lodevole, ci mancherebbe, star lì sulla novità dell’ultima ora (cessioni ed acquisti) attraverso un costruttivo confronto tecnico e “passionale” (siamo sempre tifosi o no?!). Ma enfatizziamo la parola “costruttivo” e consideriamo pleonastiche le riflessioni che portano al recente passato e, soprattutto, alle varie opzioni della dirigenza.

Il Presidente? E’ quello. Punto e basta. Sono e siamo qui perché lui decise di intraprendere un percorso personale, che ha permesso, inoltre, di prolungare la storia azzurra a 92 candeline (non dimentichiamolo). I suoi collaboratori? Sono quelli. Punto e basta. Se abbiamo esultato in questi anni lo dobbiamo, in parte, proprio alle loro scelte. Soprattutto se la squadra ha messo insieme numeri da record.
Ora che facciamo? Voltiamo le spalle appena i numeri non sono più quelli? E’ bello vincere, sempre. Ma lo sappiamo e lo possiamo insegnare, si deve saper costruire dalle sconfitte, in qualunque momento e contesto
Ora dobbiamo pensare al prossimo: campionato, impegno, cuore.
In poche parole: diamoci una regolata…ovviamente una regolata Azzurra!
Avanti Azzurri, Avanti…

Marco Melissa

#ForzaNapoliSempre

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