IL CAMPIONATO DOPO LA TRENTADUESIMA GIORNATA

L’amarezza prevale sulla grinta e la voglia di non arrendersi. Il responso della sfida di San Siro è un boccone che non si riesce proprio a mandar giù, considerando i sei punti di vantaggio della Juve grazie alla vittoria sulla Sampdoria. Nei novanta minuti contro il Milan l’undici di Sarri non si è mai risparmiato; Gattuso, dal canto suo, ha giocato bene le sue carte sin dall’inizio. Rossoneri attenti e pronti a colpire in ripartenza con Suso e Bonaventura, ma Mertens ed Insigne, pur senza brillare, insidiano stabilmente Donnarumma e compagni di reparto ma senza riuscire ad affondare il colpo vincente. In buona sostanza primo tempo equilibrato con qualche accenno di acuto. Nella ripresa si continua sugli stessi temi tattico-agonistici. La differenza la potrebbe fare Milik nei minuti di recupero: il polacco raccoglie un invito di Insigne e calcia a colpo sicuro, ma sulla sua strada trova Donnarumma pronto alla parata “salva-risultato”. La Juventus ne approfitta e contro la Sampdoria inanella l’ennesimo risultato utile ad allungare ulteriormente il passo sul Napoli. I blucerchiati di Giampaolo si presentano dalle parti di Buffon spesso con poca convinzione; unico tentativo di Quagliarella. Un infortunio occorso a Pjanic costringe Allegri a giocare la carta Douglas Costa. E’ lui a salire in cattedra e dominare la scena. Il brasiliano confeziona a dovere tre assist per Mandzukic, Howedes e Khedira che realizzano un tris che non lascia scampo alla Sampdoria. Alle spalle del duo di testa permane incertezza. Il derby tutto romano termina a reti inviolate tra sussulti ed occasioni sprecate. I giallorossi costruiscono in modo più preciso e pungono diverse volte con Dzeko e Bruno Peres; dal canto suo la squadra di Inzaghi risponde con bomber Immobile, Marusic e Milinkovic-Savic. Pareggio anche per l’Inter che non riesce a recuperare terreno sulle dirette rivali in classifica per la zona Champions. L’Atalanta gioca bene davanti ad i suoi tifosi e si rivela la solita avversaria ostica a tutto campo. Gomez prova addirittura ad insidiare la difesa nerazzurra. L’undici di Spalletti appare poco incisivo e vani risultano alcuni tentativi di Perisic ed Eder. Frenata inaspettata per la Fiorentina. Un solo punto per la squadra di Pioli contro la Spal che continua la sua serie di risultati positivi utili in chiave salvezza. I viola producono tanto ma non riescono a concretizzare le varie ghiotti occasioni da rete. Pareggio a reti inviolate anche tra Chievo e Torino. La squadra di Maran, che agguanta un punto importante in ottica salvezza, riesce a ben opporsi ai granata apparsi poco ordinati in fase conclusiva, con qualche vano tentativo del solo Ljajic. Vittoria e boccata d’aria per il Bologna che piega la resistenza dell’Hellas Verona: Verdi e Nagy capitalizzano il dominio territoriale dei rossoblu ai danni dell’undici di Pecchia che rimane in zona “rossa” di classifica a quota venticinque. Stesso discorso per Genoa e Crotone. L’undici di Ballardini conquista con il minimo scarto tre punti importanti e lascia la squadra di Zenga in piena lotta retrocessione. Bessa firma il gol decisivo. Bel passo in avanti in classifica del Cagliari che guadagna tre punti ed insidia da vicino l’Udinese. E’ l’undici di Oddo a partire bene: vantaggio di Lasagna dopo dieci minuti. La reazione dei sardi è incontenibile: Pavoletti e Ceppitelli ribaltano tutto per la gioia dei propri tifosi. Un pareggio emozionante quello tra Sassuolo e Benevento. Quattro reti e tanto spettacolo. Sfida a distanza tra gli autori delle rispettive doppiette, Politano e Diabatè, che accendono una sfida combattuta fino alla fine.

Azzurri stanchi e poco determinati oppure Azzurri arrembanti e mai domi. Le chiavi di lettura dell’attuale status quo dell’undici di Sarri ormai piovono dappertutto ed in tutte le direzioni. Certezze tattico-agonistiche che vengono montate e smontate a seconda del trascorrere dei minuti! Sarri sa da tanto, forse troppo tempo che tirare troppo la corda dello stesso gruppo non avrebbe portato lontano. Ma molti si chiedono dove sia finita la scioltezza di gioco, la velocità di costruzione della manovra e di fraseggio…e soprattutto l’elemento “sorpresa” che ha più volte sorpreso avversari e gli stessi tifosi in situazioni critiche. La Juve marcia forte. Ma spetta a Noi darci una pacca sulle spalle per “svegliarsi” da questo torpore passeggero, giocarsi qualche variazione nella rosa e marciare a testa bassa pensando che in fondo “i conti si fanno alla fine”…

Avanti Azzurri, Avanti…

Marco Melissa.

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