DOLCI DUBBI

A volte credo che il grande limite di Maurizio Sarri sia il coraggio di osare.

La conferma l’ho avuta wuando ho visto Hamsik iniziare a scaldarsi.

Nessuno nel Napoli ha bisogno di tirare il fiato più di lui.

Anche lo stesso Callejòn, inesauribile ed insostituibile tassello dello scacchiere azzurro, sul 3 a 1 (con lo Spezia, non  col Manchester United ndr) poteva essere lasciato in pace (si trascura il fatto che, con le temperature rigide alle quali si è esposti ultimamente, le probabilità di infortuni muscolari – soprattutto quando si entra a match in corso – salgono vertiginosamente ndr).

Ad ogni modo…

Non sò se sia perché il ragazzo si sente liberato dal peso di dover sostenere da solo il peso dell’attacco partenopeo, vista l’imminente sua partenza, oppure perché finalmente ha assorbito, fatti suoi i dettami del tecnico. Fatto stà che Manolo Gabbiadini, ora, ha le movenze ed i numeri dell’attaccante puro.

In più il bergamasco stà esibendo una capacità di servire assist ai compagni che mi fà sorgere un dubbio.

Non sò se ci si accorge, salvo l’essere “accecati” dalla sua provenienza (!), della sufficienza (vedi alla voce “passione zero” ndr) con la quale Lorenzo Insigne gioca da quando la SSC Napoli gli ha “dato picche” (e, aggiungo io, giustamente ndr) sul sostanziale adeguamento del contratto richiesto mesi fà dal suo pool di procuratori.

Molto spesso il calciatore “gigioneggia” palla al piede (qualcuno direbbe che ci “cazzeggia”… ndr) finendo, nove volte su dieci, per regalare palla all’avversario.

Per non parlare della sua prevedibilità (fà sempre le stesse giocate – sembra un “software”).

Sull’ostinazione di Insigne nel tirare sempre in porta, anche dall’ingresso del suo appartamento, non mi pronuncio. Rischierei di trascendere nel volgare.

Ma torniamo al mio dubbio.

Visti i trascorsi blucerchiati di Gabbiadini, dove il bomber giocava un pò “alla Callejon”, ma meno decentrato, e con risultati devastanti per le difese avversarie. Vista la chiara impossibilità di alternarlo al fortissimo (e insostituibile) spagnolo, perché non schierarlo come alter ego di Insigne?

Sarebbe il classico “prendere due piccioni con una fava”.

Sì. Perché si eviterebbe il sacrificio di Manolo (nemmeno a prezzi così allettanti, da quello che si legge in giro ndr) e nel contempo si proverebbe a motivare Insigne. A pungolarlo.

Per il suo bene e per quello del fegato dei tifosi come me.

Piccola precisazione.

Quando Lorenzo Insigne ha servito l’assist delizioso ad Emanuele Giaccherini per lo splendido gol del 2 a 1 non ero al balcone a fumare una sigaretta.

L’ho visto.

Ma nel computo totale di un’intera partita, giocata per lo più contro una squadra cadetta (lo Spezia è attualmente decimo in Serie B), resta un pò poco per chi pretende di essere la stella, il punto di riferimento di una squadra che – non sò se il suo narcisismo gli dà adito di poterlo vedere – punta in alto. 

Molto in alto.
Giulio Ceraldi
#ForzaNapoliSempre

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