La nostra locandina

Siamo giunti al penultimo atto di questa lunghissima Serie A Enilive 2025-2026. Domenica 17 maggio, alle ore 12:00, il Napoli scenderà in campo alla Cetilar Arena contro il Pisa per la 37esima giornata di campionato. Un “lunch match” che, sulla carta, sembra presentare un esito scontato, ma che nasconde in realtà innumerevoli insidie tattiche, psicologiche e ambientali.
Il Napoli si presenta a questo appuntamento con 70 punti in classifica (frutto di 21 vittorie, 7 pareggi e 8 sconfitte), saldamente al secondo posto e con la necessità vitale di blindare definitivamente la qualificazione alla prossima Champions League. Di fronte ci sarà un Pisa fanalino di coda, già matematicamente retrocesso con i suoi miseri 18 punti (appena 2 vittorie, 12 pareggi e ben 22 sconfitte). Ma nel calcio, e soprattutto nella nostra Serie A, le partite contro chi non ha più nulla da perdere sono storicamente le più complesse da decifrare.
In questo approfondimento, andremo ad analizzare le ultime notizie, i precedenti e, soprattutto, i dettagli tecnico-tattici che decideranno la sfida di domenica.

IL CONTESTO AMBIENTALE: UNA TRASFERTA (NUOVAMENTE) NEGATA

Prima di addentrarci nei meandri della tattica, è doveroso fare una cronaca di quanto emerso nelle ultime ore riguardo la situazione ambientale. Ancora una volta, i tifosi azzurri dovranno ingoiare un boccone amaro. La prevendita, aperta ufficialmente venerdì 15 maggio, ha portato con sé l’ennesima doccia fredda: le Autorità competenti hanno stabilito il divieto assoluto di trasferta per la tifoseria partenopea.
Il settore ospiti della Cetilar Arena (Curva Sud) resterà chiuso ai sostenitori azzurri, e la restrizione è stata estesa in maniera totale, colpendo non solo i residenti in Campania, ma anche i tifosi del Napoli residenti in altre regioni d’Italia. Una decisione che fa discutere, considerata l’assenza di reali tensioni di classifica tra le due compagini. I posti della Curva Sud, come anticipato dalle autorità pisane, saranno destinati ai bambini delle scuole calcio del territorio. Se da un lato è sempre bello vedere i giovanissimi popolare gli spalti, dall’altro resta il rammarico per l’ennesima penalizzazione verso una tifoseria che avrebbe voluto spingere la squadra in questo fondamentale rush finale. Gli azzurri, dunque, dovranno scendere in campo e trovare motivazioni extra, giocando anche per chi sarà costretto a soffrire davanti alla TV.

ANALISI DELL’AVVERSARIO: IL PISA DI FINE CORSA

Come si affronta una squadra che è già retrocessa e ha subito la bellezza di 41 gol di differenza reti negativa? Con il massimo del cinismo. Il Pisa di questa stagione è stato un cantiere mai veramente decollato. La squadra ha mostrato lacune difensive croniche e una preoccupante sterilità offensiva, faticando enormemente a mantenere le distanze tra i reparti.
Tuttavia, guai a sottovalutarli. Nelle file nerazzurre militano giocatori di assoluta esperienza internazionale e vecchie conoscenze del calcio che conta. Gente come Juan Cuadrado, capace ancora di accendersi in sfide di cartello; Michel Aebischer, metronomo di centrocampo che proverà a dare ordine alla manovra; e soprattutto M’Bala Nzola, attaccante fisico, ruvido e sempre pronto a sportellate con i centrali difensivi. Completano l’ossatura giocatori come Canestrelli e Caracciolo in difesa, e giovani di talento come Léris e Tramoni.
Tatticamente, il Pisa, non avendo più l’assillo del risultato a tutti i costi, potrebbe optare per due strade: chiudersi a riccio in un blocco basso cercando di limitare i danni e ripartire, oppure, al contrario, giocare a viso aperto, cercando una “prestazione d’orgoglio” davanti al proprio pubblico per salutare la Serie A. Considerando l’orario (le 12:00 di metà maggio impongono ritmi non forsennati a causa del primo caldo), è probabile che i toscani scelgano un baricentro basso, per poi innescare la fisicità di Nzola in transizione positiva.

IL PRECEDENTE: MEMORIE DELLA GARA D’ANDATA

Per capire che il Pisa non va preso sottogamba, basta riavvolgere il nastro fino al 22 settembre 2025. Al Maradona, il Napoli si impose per 3-2 in una partita dalle mille emozioni. Gli azzurri dominarono la prima frazione sbloccandola solo al 45′ con Billy Gilmour. Nella ripresa, il Pisa trovò un inaspettato pareggio su rigore con Nzola al 59′, costringendo il Napoli a rimettersi a macinare gioco. Servirono le reti di Spinazzola al 72′ e del subentrato Lorenzo Lucca all’81’ per mettere in cassaforte il risultato, prima che il gol di Lorran all’89’ facesse tremare lo stadio nei minuti di recupero.
Quella partita ci insegna che il Pisa ha la capacità di sfruttare le palle inattive e i cali di tensione. Il Napoli di domenica dovrà evitare esattamente questo: i cali di tensione.

ANALISI TATTICA: LE CHIAVI DEL GIOCO AZZURRO

Passiamo ora al microscopio la corazzata a disposizione dello scacchiere azzurro, una rosa che in questa stagione 2025-2026 vanta un tasso tecnico spaventoso.

1. La Costruzione dal Basso e il Dominio del Centrocampo
Il Napoli costruisce il suo gioco partendo dalla solidità e dall’intelligenza dei suoi centrali. Alessandro Buongiorno e Sam Beukema non sono solo dominanti nei duelli aerei, ma hanno ottime letture in fase di prima impostazione. Contro il Pisa, che presumibilmente lascerà il pallino del gioco al Napoli, sarà fondamentale che i due centrali si sgancino per creare superiorità numerica a centrocampo.
Il cuore pulsante della squadra è, senza ombra di dubbio, la mediana. Con l’inserimento di un fuoriclasse assoluto come Kevin De Bruyne, il Napoli ha acquisito una dimensione europea nella gestione dei ritmi e nell’ultimo passaggio. Il belga agisce trovando i “mezzi spazi” (half-spaces) tra il centrocampo e la difesa avversaria. A coprirgli le spalle ci pensano Lobotka o Gilmour in cabina di regia, pronti a smistare il pallone con tocchi rapidi per disordinare il pressing avversario e l’energia inesauribile di Scott McTominay. Lo scozzese sarà l’arma tattica devastante: i suoi inserimenti a fari spenti nell’area di rigore (già sfiorati i gol nella gara di andata) costringeranno i centrocampisti del Pisa, come Aebischer e Marin, a un lavoro massacrante di ripiegamento.

2 L’Imprevedibilità e la Scintilla: Il Fattore Alisson Santos
Se il Pisa dovesse rintanarsi negli ultimi venti metri, attaccare per vie centrali potrebbe rivelarsi un inutile imbuto. Ed è qui che entra in gioco una delle armi più devastanti scoperte dal Napoli in questa seconda metà di stagione: Alisson Santos. Il ventitreenne brasiliano, arrivato in prestito dallo Sporting CP lo scorso febbraio, sta letteralmente bruciando le tappe. 
Nato come esterno sinistro offensivo ma capacissimo di agire da trequartista puro, Alisson ha già messo a referto 4 pregevoli reti in Serie A in questa sua avventura partenopea. La sua condizione psicofisica è al top, come dimostrato dalla rete messa a segno appena pochi giorni fa, l’11 maggio, nella sfida contro il Bologna.
Tatticamente, Alisson Santos offre ad Antonio Conte caratteristiche uniche: vanta eccellenti doti di dribbling nello stretto e, cosa ancora più vitale contro difese chiuse, è letale nei tiri dalla lunga distanza. Qualora la circolazione della palla dovesse farsi lenta, la capacità del brasiliano di saltare l’uomo per vie centrali o partendo da sinistra e scagliare improvvise conclusioni da fuori area sarà la chiave di volta per stappare la partita. 
Sulla fascia opposta, l’ampiezza sarà garantita dalle sgroppate costanti di Di Lorenzo, pronto a sovrapporsi a Politano o David Neres per scardinare la resistenza nerazzurra.

3. Il Reparto Offensivo e la Transizione Negativa
In avanti, Rasmus Højlund è l’uomo che dovrà tenere in apprensione i centrali del Pisa. Il danese, con la sua progressione e la sua ferocia nell’attacco alla profondità, ha la capacità di allungare la squadra avversaria, creando proprio quello spazio tra le linee in cui De Bruyne e Alisson Santos sanno danzare alla perfezione.
In fase di non possesso, la regola numero uno sarà attuare un gegenpressing feroce. Contro squadre chiuse, perdere palla significa esporsi a pericolosi contropiedi. Il reparto arretrato, guidato dalle letture anticipate di Buongiorno, dovrà accorciare immediatamente in avanti per recuperare la sfera entro i primissimi secondi dalla perdita del possesso, tenendo il Pisa costantemente confinato nella propria trequarti.

4. La Fase di Non Possesso e la Transizione
La regola numero uno contro le squadre di bassa classifica è non prestare il fianco alle ripartenze. Il Napoli dovrà attuare una riaggressione feroce (Gegenpressing) appena perso il pallone. McTominay, Lobotka e i difensori centrali dovranno accorciare immediatamente in avanti. Buongiorno avrà il compito specifico di non far girare Nzola: l’attaccante angolano ama ricevere spalle alla porta per poi scaricare sui compagni o proteggere la palla per far salire la squadra. L’anticipo sistematico di Buongiorno sarà vitale per mantenere il Pisa confinato nella propria trequarti.

I PERICOLI DEL “LUNCH MATCH” E COME EVITARLI

Nel calcio italiano, la partita delle 12:00 è una categoria a sé stante. I bioritmi sono diversi, la temperatura di metà maggio a Pisa potrebbe farsi sentire, e il rischio di approcciare la gara con le marce basse è altissimo. Il Napoli dovrà essere bravo a non adattarsi ai ritmi lenti che il Pisa cercherà inevitabilmente di imporre.
La circolazione del pallone dovrà essere mossa non a uno o due tocchi, ma con cambi di gioco repentini. Quando la palla viaggia velocemente da sinistra a destra (da Spinazzola a Politano/Santos), la difesa avversaria è costretta a scivolare, perdendo millisecondi preziosi e aprendo varchi in cui le imbucate di De Bruyne possono risultare letali. Un’altra chiave fondamentale saranno i tiri da fuori area: McTominay, Gilmour, ma soprattutto De Bruyne, hanno il compito di testare i riflessi del portiere avversario (Šemper o Nicolas) sin dai primissimi minuti per forzare il Pisa ad uscire dal proprio guscio.

LA VITTORIA COME UNICO RISULTATO

Pisa-Napoli non è solo una formalità sul calendario. È la partita che può certificare in modo matematico e trionfale l’accesso alla prossima, ricchissima Champions League per gli azzurri. La classifica parla di una disparità tecnica imbarazzante (70 punti contro 18), ma i numeri nel calcio scendono in campo solo fino al fischio d’inizio.
Servirà il miglior Napoli, quello cinico, concentrato e affamato. Un Napoli capace di superare l’ostacolo ambientale dell’assenza dei propri tifosi, trasformando la rabbia per il settore ospiti chiuso in furore agonistico sul prato della Cetilar Arena. Nessun calo di tensione, nessun eccesso di confidenza: tre punti per continuare a scrivere una stagione da protagonisti e portare il Ciuccio esattamente dove merita di stare, nell’Olimpo dell’Europa.

Giulio Ceraldi

Forza Napoli. Sempre.

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