New Game XL numero 4

di Gianni Gardon

Tra le più acclamate delusioni del Mondiale appena terminato in Qatar va annoverata senz’altro la Nazionale del Belgio, che è parsa oltremodo logorata e stanca, in tanti suoi giocatori-simbolo artefici di un ciclo unico che l’hanno portata a grandi livelli negli ultimi dieci anni ma giunti evidentemente a fine corsa. 

Non si discute il valore assoluto di De Bruyne, Lukaku, Witsel, Alderweild o Verthongen ma tutti loro sono sembrati delle brutte copie dei campioni tante volte ammirati nelle varie competizioni. Il tempo, ahimè, passa per tutti, basti vedere il momento difficile che sta attraversando il totem Cristiano Ronaldo, la cui stella fino a poco tempo fa accecante si sta affievolendo tutto d’un tratto.

Quando si deve ricostruire una Nazionale, i tempi fisiologici sono giocoforza lunghi, lo stiamo vivendo sulla nostra pelle con gli azzurri del Mancio, a meno che non si abbia alle spalle un serbatoio sempre pronto a proliferare talenti in rampa di lancio. 

E il Belgio in effetti appartiene a quella specifica categoria, visto che attingendo dalle compagini Under sta crescendo una nuova leva calcistica che promette molto bene: dal milanista De Ketelaere e alla velocissima ala Doku (entrambi sottoutilizzati in questo Mondiale, proprio per lasciar spazio un’ultima volta alla vecchia guardia) al mediano Vranckx, anch’egli alla corte di Pioli in prestito al Wolfsburg, fino ad arrivare ad Onana – il protagonista di questa nuova puntata di New Game XL – sono diversi i motivi per essere ottimisti tra i tifosi dei Diavoli Rossi.

Dei vari nomi citati, il centrocampista di origini senegalesi Amadou Onana è quello che meglio si sta disimpegnando in questa stagione, e quello che ha avuto un incremento maggiore delle sue prestazioni, tanto che il ct. Martinez non ha esitato a convocarlo per il Mondiale e a utilizzarlo nell’importante gara, poi persa dai belgi, contro la rivelazione Marocco, dandogli le chiavi del centrocampo.

Onana, pur essendo naufragato con i compagni nella competizione iridata non è andato male individualmente, dimostrando nonostante la giovane età (e relativa poca esperienza) di possedere già carisma e personalità.

Nato a Dakar nel 2001 e stabilitosi da bambino con la famiglia in Belgio, ha iniziato presto a giocare a calcio, mostrando innate doti atletiche e fisiche. A sei anni inizia la trafila nelle giovanili dell’Anderlecht ma è con la piccola società dello Zulte Waregem che brucia le tappe in ambito giovanile mettendosi in mostra in vari tornei (è una colonna della Nazionale Under 17 del Belgio), fino ad attirare le attenzioni della Bundesliga. 

La prima squadra ad accaparrarsi quel talento, quando ancora era minorenne, fu l’Hoffenheim ma gli importanti passi nel professionismo li compie con l’Amburgo: nella stagione 2020/’21 disputa 25 partite in Bundesliga segnando pure 2 gol.

Tatticamente è già delineato, è un centrocampista forte fisicamente e con ottimi piedi che predilige agire davanti alla difesa ma con impressionanti mezzi per spingersi in avanti o per giostrare più ad ampio raggio. 

La nuova tappa di avvicinamento al grande calcio passa dalla Ligue 1, precisamente al Lille, in quella che non suona sbagliato definire una recente big di Francia, tra le poche a spezzare il monopolio del Paris Saint-Germain, aggiudicandosi il campionato nel 2020/’21. 

Da lì solo negli ultimi anni sono transitati fior di campioni, dai portoghesi Renato Sanches a Leao, per non dire del più forte di tutti, il centravanti napoletano Osimhen che voi lettori avete la fortuna di conoscere meglio di chiunque altro.

Per Onana l’esperienza francese al Lille ne certifica le qualità di potenziale campione: il belga figura alla fine del torneo tra i migliori centrocampisti dell’anno. In Champions poi inanella grandi prestazioni, con la sua squadra eliminata agli Ottavi, ma autrice di una buona fase a gironi. 

Dimostra forza e tecnica, guida la mediana con autorità e i club blasonati già iniziano a bussare alla sua porta. 

Colonna dell’Under 21 belga, di cui è valente capitano, viene individuato come colui che può ridare linfa nella zona nevralgica del campo anche nella Nazionale maggiore, andando a sostituire autentici califfi come Fellaini e Witsel (che un po’ ricorda). 

Alla fine, nonostante alcuni rumors che lo avevano accostato in terra italica non solo a Milan e Roma, ma anche proprio al Napoli, Onana viene venduto all’Everton per la cifra monstre di 40 milioni di euro, assicurando così al club francese l’ennesima enorme plusvalenza. 

Misurandosi ora in un torneo altamente competitivo come la Premier, Onana è atteso alla definitiva consacrazione su scala internazionale. I primi vagiti in terra d’Albione promettono assai bene, visto quanto poco ha impiegato a conquistarsi i galloni da titolare pure nell’ambizioso club di Liverpool, allenato da un mostro sacro come Frank Lampard. 

Nonostante alcune difficoltà della sua squadra, Onana non viene mai messo in discussione, sta giocando con grande autorevolezza e piglio da veterano, indistintamente in una mediana a due, oppure da mezz’ala in un centrocampo a tre, ruolo quest’ultimo in cui a mio avviso può esaltarsi, mettendo in risalto maggiormente le sue caratteristiche. 

Gianni Gardon

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