NEW GAME (undicesimo numero)

Questo pezzo doveva essere pubblicato il 14 luglio scorso ma per ragioni legate agli eventi legati alla cessione di Koulibaly, le notizie che si susseguivano sulla società e (non ultime) le ferie di chi vi scrive è stato posposto fino ad ora. Lo pubblico nella versione originale, dove Gianni menziona la diretta streaming fatta la sera prima per chiudere il primo ciclo della sua rubrica.

Buona lettura!

Giulio

E dopo aver salutato con la diretta di ieri gli affezionati lettori di questa rubrica, ci tenevo a suggellare questo (primo?) ciclo di ritratti, presentandovi un ragazzo che credo molti di voi considerino già “familiare”: sto parlando di Antonio Cioffi, attaccante classe 2002. 

Un giocatore che ha sempre spiccato nelle squadre giovanili in cui ha militato, con lo zenit raggiunto all’epoca dell’under 17, di cui fu autentico protagonista, con il Napoli che grazie anche ai suoi pregevoli colpi e alla sua innata leadership, sotto la guida di mister Carnevale riuscì a raggiungere le semifinali scudetto, poi persa contro una Roma fortissima che poteva contare su talenti come Bove, Zalewski, Cancellieri, Ciervo, tutta gente ormai stabilmente in serie A. 

Ma facciamo un passo indietro per vedere come si è sviluppata sin qui l’esperienza di Antonio in maglia azzurra. 

I PRIMI APPROCCI NEL MONDO DEL CALCIO 

Casertano, nativo di Maddaloni, ma cresciuto in una piccola frazione di San Felice a Cancello, Antonio ha mostrato sin da subito di avere una naturale predisposizione per il calcio, e di saperci fare con un pallone tra i piedi. 

I gol e le giocate vincenti anche per i compagni fioccano, e per la squadra del suo paese (l’Oasi Sanfeliciana), che se lo coccola e lo vede crescere, è una goduria pura averlo tra le proprie fila. 

Alla prima occasione utile in uno di quei test match simili a dei provini, Cioffi ci mette pochissimo a farsi notare dai talent scout del Napoli, basta che giochi come sa fare e il gioco è fatto. 

Il Responsabile del settore giovanile, Gianluca Grava, scommette su di lui quando Antonio ha solo 9 anni e alla fine sono tutti d’accordo ad accoglierlo nel vivaio, viste le indubbie qualità tecniche evidenziate al cospetto di tanti coetanei. 

L’AVVENTURA IN AZZURRO 

Anche nel Napoli Cioffi conferma le sue doti, giostrando da attaccante per lo più esterno ma capace grazie già a una buona struttura fisica di giocare anche come prima punta. Di gol ne mette a referto subito sin dalla Under 15 ma sono le esecuzioni, quasi sempre frutto di una grande tecnica e di un’elevata capacità di pensiero, a rimanere impresse nella memoria. 

Detta così, sembrerebbe stessimo parlando di un giocoliere o di un atleta che pensa solo a farsi vedere, in realtà è tutto il contrario: Cioffi, infatti, pensa al meglio per la squadra e diventa presto un punto di riferimento per i compagni. 

Il botto giunge come detto in under 17, dove con 14 reti e svariati assist Antonio è il vero trascinatore della squadra, oltre che uno dei migliori prospetti a livello nazionale. La stampa comincia giustamente ad accorgersi di lui, anche se purtroppo arriveranno i primi intoppi. 

LE DIFFICOLTÀ MA PURE IL MERITATO ESORDIO IN SERIE A 

Il passaggio in Primavera, a detta di tutti, dovrebbe consacrarlo come nome di punta del vivaio del Napoli, invece la partenza è a rilento, complice anche una squadra non così affiatata e, alla resa dei conti, non fortissima tecnicamente. 

Allenato da Baronio fatica a emergere, ma con Cascione ritorna presto incisivo (e spesso decisivo) per le sorti della squadra, covid permettendo, visto che la pandemia nel frattempo blocca tutto sul più bello. 

In ogni caso entra in orbita prima squadra e l’occhio lungo dell’allenatore Gattuso, allora alla guida del Napoli, si fissa su di lui, sulle sue abilità, sulla sua determinazione e sulla sua voglia di arrivare. 

Dopo tante panchine con i “grandi”, anche dettate da una reale emergenza nei ruoli offensivi, ecco che contro la Fiorentina, a risultato in saccoccia per il Napoli, arriva per Cioffi, appena diciottenne, il tanto sognato ingresso nel calcio dei grandi, con l’esordio in serie A nella stagione 2020/21.

Non ci saranno da mettere altre presenze a referto nella massima serie, almeno per ora, ma anche Spalletti dimostrerà di avere fiducia in lui, facendolo esordire in coppa Italia nella stagione appena trascorsa, guarda caso ancora contro la Fiorentina. 

LA SUA STAGIONE 

Cioffi ai ranghi di partenza del campionato 2021/22 figurava ancora nel campionato Primavera ma da fuori quota, visto che nei piani tecnici lui doveva fungere da valore aggiunto e da guida per un gruppo assai talentuoso come quello dei 2003, con all’orizzonte qualche interessante prospetto del 2004. 

In effetti è bastato poco per capire che a questi livelli sa e può fare la differenza, in un contesto francamente difficile, vista la brutta piega che aveva preso il torneo, con un Napoli Primavera impelagato presto in una zona poco a ridosso della salvezza. Peccato che abbia subìto un infortunio piuttosto serio, per il quale il recupero è stato lento, cosa che ha avuto ripercussioni su tutto il rendimento della squadra, nonostante il grande exploit dell’attaccante Ambrosino, divenuto capocannoniere dell’intera competizione.

Una volta tornato in campo, anche il Napoli, nel frattempo fattosi squadra in tutti i sensi, ha ripreso a macinare punti, fino al felice esito della permanenza in Primavera 1 dopo i playoff vincenti contro il Genoa. 

CARATTERISTICHE TECNICHE 

Attaccante esterno di piede destro, abile a giocare sulla fascia sinistra, per quanto sia venuto facile in passato paragonarlo a Insigne, in realtà ha uno stile diverso, più verticale ed essenziale se vogliamo. 

La tecnica è ugualmente purissima, prova ne siano i gol su punizione, e la precisione e potenza dei suoi tiri sono ormai divenute proverbiali. 

CHI PUÒ RICORDARE 

A mio avviso, più che l’ex capitano di Frattamaggiore o l’idolo Mertens, può ricordare Lozano, o allargando il cerchio l’ex attaccante del Barcellona Pedro, attualmente alla Lazio. 

PROSPETTIVE FUTURE 

Giorni fa è stato ufficializzato il suo passaggio in prestito in serie C nella società toscana del Pontedera. Come ho detto durante la diretta mi sembra una soluzione sensata, perché Cioffi pur ristabilitosi dall’infortunio, ha bisogno di misurarsi in un contesto impegnativo come la terza serie, dove ci sono difensori navigati che non badano al sodo, per vedere se fisicamente è tornato come prima. 

Anzi, a dirla tutto, pur toccando il metro e ottanta, appare ancora acerbo dal punto di vista fisico, e sarà uno degli aspetti decisivi verificarne la tenuta a certi livelli, laddove la sola tecnica non dovesse bastare; la testa invece garantisco che è già da giocatore vero, serio e maturo. 

Di certo Pontedera è un ambiente tranquillo, dove può crescere senza particolari pressioni e dove sin dal suo annuncio è stato accolto come fosse un riconosciuto big. 

Il fatto è che ha tutte le carte in regola per diventarlo, quindi mi auguro che quella toscana sia soltanto una tappa di avvicinamento verso quella maglia che a livello giovanile ha sempre onorato alla grande.

 Gianni Gardon

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