Ciao Lorè, ciao Faouzi.

Lo stadio ha restituito la verità al legittimo proprietario.

Lorenzo Insigne ha ricevuto l’abbraccio, il calore e l’affetto di chi lo ama davvero: il pubblico che va allo stadio.

Ai social, che spesso distorcono la realtà, è stato sottratto anche il becero, stupido e francamente immondo odio da tastiera per far posto alla stima di chi riconosce al Capitano di aver dato tutto ed anche di più per questa maglia. Dai numeri tutt’altro che banali di una carriera in azzurro, al sacrificio di aver recuperato palloni in ogni dove, sul rettangolo verde, rinunciando a volte alla sua propensione offensiva per l’equilibrio ed il bene della sua squadra.

Se ne va un pezzo di storia del Napoli. Se ne va un napoletano che, con dedizione ed impegno, è arrivato laddove altri non sono riusciti ad arrivare.

L’invidia, l’acredine, il risentimento li lasciamo volentieri ai poveri di spirito ed a chi vive con la rabbia malcelata in corpo, infelici di professione.

Mi preme ricordare che, salvo miracoli, ieri è stata l’ultima al catino di Fuorigrotta anche di un’altra bellissima figura del panorama azzurro partenopeo degli ultimi anni: Faouzi Ghoulam.

Il terzino sinistro del Napoli, oltre ad essere stato probabilmente il più forte nel suo ruolo a livello mondiale, prima che la sfortuna si accanisse su di lui, è senza dubbio uno degli animi più gentili, disponibili e caritatevoli che abbiano mai indossato la maglia azzurra.

Faouzi è sempre stata una persona disponibile con tutti e pronta a donare e a donarsi a chi è meno fortunato di lui. Un esempio. Un grande in tutti i sensi.

Potrei parlare della contestazione ormai conclamata delle curve nei confronti della proprietà del Napoli. Una contestazione non più osteggiata dal resto dello stadio (vale a dire il tifo che veramente conta, al di là dello spesso aleatorio tifo virtuale – Nomen Omen) ed alla quale ieri, in modo goffo e (a dirla tutta) ridicolo, sono stati opposti dei fischi pre-registrati dai megafoni. Sicuramente uno dei momenti più bassi raggiunti da una proprietà che, evidentemente, mal sopporta il dissenso.

Il resto è stato emozione (tanta) ed anche un po’ pacchianata (sapete a cosa mi riferisco, su, non fate gli gnorri).

Ad maiora.

Giulio Ceraldi

Forza Napoli. Sempre.

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