La partita di Marco Melissa


Presentazione

– Gli esami non finiscono mai? Per il Napoli continuano.

Non assurge a protagonista del momento la ben nota massima del maestro Eduardo bensì la delicata situazione in cui si naviga in casa azzurra. Spalletti ed i suoi ragazzi stanno cercando di rimettersi in gioco in modo innovativo ma l’efficacia spesso latita. Il pareggio in casa con la Roma, piovuto dopo la debacle contro la Fiorentina sempre tra le mura amiche, ha innestato un meccanismo di dubbi a catena tra web e tifosi. Un’analisi strettamente tecnico-tattica fotografa, a monte, una valutazione di merito più precisa, a valle di un andamento di campionato altalenante: discontinuità insostenibile, per il morale e, soprattutto, per la classifica, che rivela molta immaturità generale, tra il tecnico toscano ed il gruppo, nella gestione di una posizione tra le big da far invidia, in virtù soprattutto di una stagione tra le più morbide e meno competitive sul piano statistico almeno per quanto riguarda la lotta in vetta. La trasferta contro l’Empoli è un’altra prova del nove: bisogna lenire la ferita che ancor brucia per la sfida d’andata e provare a darsi una ragionevole convinzione che, al di là dei voli di fantasia dipinti di tricolore, esiste una personalità, una capacità di tirar fuori qualità per fare la differenza e lucidità nel non sottovalutare qualsiasi avversario, da qua fino alla fine delle ostilità. Ma procediamo con ordine e passiamo all’analisi dello status delle contendenti al Carlo Castellani di Empoli.

NAPOLI ai blocchi di partenza

– Ci siamo o no? E’ la domanda che si fanno in molti. Ma è lo spunto di partenza che fa la differenza. Il Napoli, come più volte dimostrato, è qualità, nei singoli e nei diktat di un allenatore che ha sicuramente idee chiare, esperienza e spunti tattici innovativi di tutto rispetto. Ma la squadra azzurra è anche un saliscendi di rendimento, un continuo alternarsi di illusioni per vittorie facili e puerili sconfitte; in sostanza si è assistito e si assiste ad un perpetuare di risultati che conferiscono alla stagione attuale l’appellativo di indecifrabile. Vediamo, a rate, una bella ma incompiuta macchina da guerra, e la volta successiva un collettivo che soffre di sindrome da vittoria ad ogni costo. Contro l’Empoli servirà la parte buona di tutto ciò. Nel suo quasi obbligato 4-3-3, Spalletti dovrà ricorrere ad una strategia mista, considerando le defezioni di Koulibaly e Lobotka che rappresentano due perni fondamentali per due zone nevralgiche della costruzione della manovra. E’, quindi, necessaria la miglior forza propulsiva verticalizzante già mostrata in varie occasioni: davanti Insigne e Lozano a fare da supporto ad Osihmen al quale si chiede l’ennesimo sacrificio di caricarsi sulle proprie spalle gran parte del potenziale offensivo. Bisogna evitare, in poche parole, di commettere gli stessi errori della sfida d’andata: si dovrebbe passare dal dominare una sfida (ma senza mettere nero su bianco) per poi perderla ad un più equilibrato atteggiamento offensivo che brilli, però, in termini di costanza di rendimento ai fini della realizzazione finale. In mediana si chiede un doppio lavoro di quantità-qualità al duo Anguissa-Fabian Ruiz al quale si prospetta l’aggiunta di Demme che può tornare molto utile in fase di non possesso. Qualche ovvia preoccupazione per le assenze: a parte KK, si spera in un recupero last minute di Di Lorenzo, Ospina ed Elmas. In ogni caso, davanti a Meret la coppia centrale dovrebbe essere costituita Rrahmani e Juan Jesus, supportati ai lati da Zanoli (oppure Malcuit) e Mario Rui. Spalletti può comunque contare anche su Zielinski, Mertens, Politano e Tuanzebe a gara in corso. Un’alternativa tattica plausibile potrebbe essere un 4-2-3-1 a trazione anteriore; una simile scelta arginerebbe bene le repentine imbucate centrali che caratterizzano spesso la costruzione della manovra dei toscani, ma in sostanza limiterebbe tanto un’eventuale mancanza di concretezza al cospetto delle eventuali paludi di centrocampo che gli uomini di Andreazzoli sono abili nel costruire, lasciando gli avversari senza punti di riferimento davanti.

EMPOLI ai blocchi di partenza

– Attenti a quei due…e non solo.

Nessun remake in chiave sportiva della nota serie televisiva di oltre dieci lustri fa. Un simile accostamento all’Empoli di Andreazzoli è suggerito da alcuni suoi protagonisti: non si parla di certo del temibile duo Curtis-Moore, ma Pinamonti e Bajrami stanno facendo bene sia in chiave quantitativa che sul piano qualitativo. Per il Napoli, l’amara memoria della sfida d’andata induce a prendere con le pinze l’avversario. In poche parole, non tragga in inganno la classifica. Al di là dei due attaccanti più prolifici dell’Empoli, tutto il collettivo sa essere imprevedibile, spesso pericoloso contro le big, e tutto questo a dispetto dei suoi trentaquattro punti. Andreazzoli riesce spesso a creare condizioni ottimali per sfruttare al meglio le caratteristiche di tutta la rosa. Ma questa volta sono gli azzurri che devono conquistarsi metri e spazi su di un campo che si preannuncia molto ostico. Cosa dovrebbe arginare il gruppo di Spalletti? Intensità, ripartenza e verticalità: il 4-3-2-1 di Andreazzoli punta essenzialmente ad un gioco che tralascia l’eccessivo palleggio, rapido nelle transizioni, che prova a sfruttare le doti di Bajrami, abile nello smarcarsi dietro le linee avversarie, ed i movimenti bidirezionali, dal centro verso l’esterno, di Pinamonti. La difesa del Napoli non potrà che tentare di bloccare non solo il temibile duo, ma anche Di Francesco (oppure Henderson). Stesso discorso tecnico-tattico deve essere fatto per l’approccio al centrocampo: gli azzurri devono fare molta interdizione sul centrale Asslani, cosi come impostare l’uno-a-uno su Zurkowski e Bandinelli. Punto debole dell’Empoli? La difesa, senza alcun dubbio. Non potendo contare su grandi individualità, Andreazzoli punta molto sul pressing alto, in modo tale da tentare di spegnere, sul nascere, le possibilità di una difesa bassa. Manca spesso la concentrazione. Vicario dirigerà l’orchestra difensiva, con il duo centrale Romagnoli-Viti, e Stojanovic e Parisi ai lati. In sintesi, pur ricorrendo ad un lavoro a cinque uomini, tra difensori ed un centrocampista, è il sistema posizionale che spesso va in tilt. Per gli azzurri, quindi, ottimi spunti per bucare le linee avversarie sia in verticale che in orizzontale.

In sintesi

– Concreti. E’ la priorità. Il Napoli deve cercare a tutti i costi di condurre sia le danze che il risultato sin dall’inizio. L’Empoli è pericoloso, senza alcun dubbio, da una parte, ma dall’altra ha caratteristiche che possono essere ben sfruttate dalle indubbie doti degli azzurri. Ora non è il momento di pensare ai passi falsi ed alla classifica. Conta solo l’Empoli e la voglia di riscatto per quanto accaduto all’andata. Spalletti sa bene che la squadra di Andreazzoli non molla che al fischio finale. Attacca sempre, se la gioca sempre. Proprio questo ci vuole al Napoli: mordente, in sintesi. Senza sosta, senza guardare i minuti, senza esitare…

Come sempre, Avanti Azzurri, avanti…

Marco Melissa

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