La partita di Marco Melissa

Presentazione

– Ci siamo. Anzi ci risiamo.

Tra poche ore Napoli ed Inter si confronteranno per la seconda volta in questa stagione, dando finalmente una soluzione a tante snervanti attese, tensioni, precalcoli e pronostici vari che hanno fin qui coinvolto tifosi ed addetti ai lavori.

All’andata fu guerra a viso aperto, fino all’ultimo minuto.

Questo match di ritorno, etichettato da molti come una sorta di possibile rivincita per gli azzurri, presenta molte similitudini, quasi dei deja vù con la sfida di novembre: il desiderio di continuare a rincorrere la vetta, da una parte, e la necessaria volontà e determinazione nel cercare di restare alla guida del campionato, dall’altra, ricalcano molto di quanto già visto al Meazza, ma stavolta tante nuove sfumature tecniche e tattiche potrebbero mostrare la grande qualità delle squadre e, nel contempo, chi è in grado di avere tempra sufficiente per imporla.

Sarà la squadra di Spalletti a provare a riprendersi quanto tolto in trasferta per dimostrare di essere sulla strada giusta per ambire a traguardi di rilievo? O sarà invece la squadra di Inzaghi che, già ben conscia di avere numeri stagionali eccellenti, tenterà di staccare ancor più le dirette concorrenti?

Tra poche ore la risposta.

Ma procediamo con ordine e passiamo all’analisi dello status delle contendenti al Diego Armando Maradona.

NAPOLI ai blocchi di partenza

– Vietato attendere.

Non ci si potrà concedere alcun lusso tecnico-tattico: gli azzurri dovranno cercare di sfruttare in pieno tutte le proprie caratteristiche per arginare costantemente i nerazzurri.

Senza mai tirare il fiato o il freno a mano.

E’ da giocarsela tutta e fino in fondo.

Le carte in tavola per fare bene ci sono, con una rosa quasi al completo visto che la triade emergenza Covid-Infortuni-Coppa d’Africa ha mollato un po’ la presa.

Rimane ai box Lozano, a causa dell’infortunio rimediato durante l’impegno con la propria nazionale, e Tuanzebe, ancora alle prese con qualche noia muscolare.

Il contraltare di questa piccola nota amara è rappresentato dalla presenza cospicua azzurra sulle gradinate: prezzi d’accesso più contenuti è stata la chiamata; la risposta non si è fatta attendere, con circa 25.000 tifosi pronti ad incitare i propri beniamini.

Avere nuovamente una corposa presenza di tifosi al proprio fianco potrebbe rappresentare un ulteriore detonatore per la squadra azzurra.

La gestione emotiva di una sfida cosi delicata incide inevitabilmente sulla resa tecnica complessiva, e, di diretto riflesso, sulle modalità con le quali far correre testa e gambe.

Scendendo maggiormente nei meandri tecnico-tattici, il solido 4-2-3-1 di Spalletti dovrebbe prevedere innanzitutto una difesa collaudata con Ospina tra i pali, il duo Koulibaly-Rrahmani al centro, con Di Lorenzo e Mario Rui ai lati.

Davanti alla difesa il duo composto da Fabian Ruiz e Lobotka (disponibile anche Anguissa), mentre sulla trequarti, Zielinski al centro sarà il faro ispiratore insieme a Politano da una parte ed Insigne dall’altra (con Elmas e Ounas pronti a subentrare).

In avanti la certezza Osihmen, con le ottime alternative di Mertens e Petagna. Rispetto alla gara d’andata, quali le priorità da inseguire?

Sul piano pratico, in fase di possesso, si dovrà innanzitutto approfittare maggiormente della presenza di Koulibaly, bravo sul gioco aereo, forte fisicamente e che potrebbe avanzare molto sulla fascia in modo tale da far scalare Mario Rui e portare Insigne ad un maggior accentramento sinonimo di migliore potenzialità offensiva.

Ciò serve anche per allentare e/o saltare il pressing nerazzurro che, come noto, è molto asfissiante.

Spalletti propenderà molto ad affondare con azioni esterne offensive: l’asse Rui-Lobotka-Insigne da una parte deve servire ad attirare il forte reparto arretrato dell’Inter; l’altro asse, Di Lorenzo-Ruiz-Politano, potrebbe portare a sbilanciare gli avversari con l’abilità a tagliare con cross improvvisi, ovvero tiri dalla media distanza.

Il pressing alto ed il contropressing per il recupero del pallone nella trequarti avversaria saranno fondamentali per avere il maggior filtro difensivo possibile contro la pericolosa capacità di ripartenza dell’Inter.

E’ vero che gli azzurri si difendono con due linee, quella dei mediani prima e dei difensori in ultima istanza; ma si dovrebbe evitare di lasciare zone centrali scoperte, creare densità nelle zone di fraseggio avversario e puntare molto a tenere uno o due uomini oltre la linea mediana, in modo tale da essere pronti al contropiede.

INTER ai blocchi di partenza

– Voglia di riscatto.

La marcia dell’Inter è invidiabile ma la sconfitta patita nel derby milanese ha costretto i nerazzurri ad una pronta reazione come quella vista in Coppa Italia contro la Roma, con una prestazione pari all’ottimo livello qualitativo raggiunto negli ultimi tempi.

Simone Inzaghi ha saputo dare un’impronta rivoluzionaria, con un gioco moderno, vivace, ed allo stesso tempo, in modo speculare rispetto alle stesse indicazioni portate avanti da Spalletti nel Napoli, un senso compiuto del vero divertimento di gruppo.

Contro gli azzurri la rosa sarà pressochè completa; all’appello vengono meno Bastoni in difesa (fuori per infortunio nonché squalificato per due turni), Correa e Caicedo in avanti, Gosens sulla fascia.

Il credo tattico di Inzaghi è fondato sul collaudato 3-5-2.

Handanovic difenderà i pali, davanti a lui il centrale de Vrij ed i laterali Skriniar e D’Ambrosio (oppure Di Marco). Farcito come sempre di qualità il centrocampo: la regia a Brozovic, caodiuvato da Barella e Calhanoglu; sulle fasce Dumfries e Perisic.

In avanti Dzeko e Lautaro (con l’alternativa Sanchez da valutare).

Come se la giocherà l’Inter?

E’ una squadra che è cresciuta molto rispetto al match di andata; ha grande capacità di imporre ritmi forsennati ed un’invidiabile solidità difensiva.

Le variazioni saranno poche, con una probabile maggiore propensione offensiva da parte di Barella e Brozovic, nonché tentare di sfruttare l’ottima vena realizzativa degli ultimi tempi degli attaccanti. Come arginare una simile corazzata?

Il Napoli deve letteralmente spezzare i punti nevralgici che consentono ai nerazzurri una simile capacità di costruzione.

In primis cercare di creare grattacapi alle linee centrali difensive, dalle quali partono gli input per il centrocampo, con dei contropressing continui.

In particolare si deve isolare la mente Brozovic lavorando sulle marcature di Barella e Calhanoglu, tenendo spesso il baricentro alto, in modo tale che i trequartisti ed i mediani possano lavorare di concerto, anche per evitare di dare troppo spazio al pericoloso Perisic.

In avanti la lotta sarà cruenta per fermare due talenti come Dzeko e Lautaro; il rientro di Koulibaly e una certosina attenzione in ogni fase difensiva saranno determinanti.

Alcune strategie non potranno essere trascurate.

Fondamentale porre attenzione a Dzeko che spesso arretra il proprio raggio d’azione per attirare più uomini dalla difesa allo scoperto e liberare la zona centrale d’attacco dove si può sfruttare anche l’ottima capacità realizzativa sui tiri da lontano.

Massima attenzione anche su palle alte e calci piazzati.

In sintesi

– Miglior difesa, miglior attacco.

Il dilemma è presto fatto.

Una gara simile, quasi spartiacque per il prosieguo di entrambe le contendenti, penderà inevitabilmente dalla parte di chi riuscirà ad imporre le proprie migliori caratteristiche.

Il Napoli ha mostrato spesso di possedere i numeri giusti sul piano tecnico; ergo Spalletti ha lavorato e continua a lavorare sulla costruzione di solide fondamenta soggettive, sull’infondere fiducia e sicurezza a tutti i singoli elementi del gruppo, letteralmente presi uno ad uno.

Contro l’Inter, in buona sostanza, si deve essere solo concreti.

Tra poche ore deve scendere in campo grande determinazione e lucidità per gli azzurri, consci del fatto che la squadra di Inzaghi è sicuramente al top in ogni senso, ma anche con la consapevolezza che nel calcio la qualità paga, sempre.

Il Napoli deve cercare di mostrarla, al meglio.

Come sempre, Avanti Azzurri, avanti…

Marco Melissa

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