La partita di Marco Melissa

Presentazione

– In bilico!

Regolamenti, provvedimenti delle autorità sanitarie e scelte tecniche sono al centro di uno tsunami di incertezze causato dall’onda dei contagi che continua, imperterrita, a non dare tregua.

Il calcio giocato, come tanti altri ambiti, ne paga spesso il dazio. A tal proposito, l’ultimo esempio va contestualizzato a questa giornata numero ventitré del massimo campionato, resa incerta fino a queste ultime ore.

La prossima sfida del Napoli contro la Salernitana è uno degli esempi lampanti di quanto si navighi a vista.

L’undici azzurro si trova davanti una Salernitana che, dal canto suo, ha quasi dovuto rinunciare alla trasferta partenopea per l’alto numero di defezioni da contagio.

E’ proprio così, in sostanza, che si rivela la fragilità del sistema regolamentare nella sua interpretazione ed attuazione più ampia, con effetti che spesso spiazzano società, addetti ai lavori e, soprattutto, i tifosi. Nella fattispecie assurge a ruolo da protagonista il tetto massimo di contagiati (nove in totale), uno scoglio che ha tormentato proprio i granata campani in queste ultime ore.

Ma procediamo con ordine e passiamo all’analisi dello status delle contendenti al Diego Armando Maradona.

NAPOLI ai blocchi di partenza

– Continuare a crederci.

Un imperativo categorico, una filosofia d’approccio, una vocazione passionale.

Comunque lo si voglia definire, lo spirito che anima il Napoli è tutto racchiuso in quella parolina: gruppo.

Spalletti sta continuando a lavorare tanto su quest’unica costante che poteva sfuggire alla cattiva sorte che ha bussato ripetutamente alla porta sotto forma di infortuni e positività-Covid.

I pezzi del puzzle si stanno pian piano rimettendo insieme.

Coppa d’Africa a parte (che non libera ancora Anguissa, Koulibaly ed Ounas), sono rientrati elementi importanti per la gestione delle prossime sfide e la pausa per gli impegni della nazionale italiana potrebbe dare ancor più possibilità e tempo a molti per ritrovare una condizione ottimale di forma.

All’atto pratico più Ospina che Meret tra i pali potrebbe essere una prima importante novità, mentre la difesa dovrebbe essere riconfermata con Rrahmani-Juan Jesus centrali e Di Lorenzo-Mario Rui ai lati.

Fabian Ruíz sta lavorando molto sul piano atletico e rappresenterà ancora una volta il faro di centrocampo insieme a Lobotka.

Altra importante novità è Insigne: il capitano è di nuovo arruolabile e potrebbe essere inserito nel trio d’attacco insieme a Zielinski e Lozano (pronti ai lati anche Politano ed Elmas).

In avanti dubbio amletico: Victor o non Victor?

La scelta di Mertens o Petagna potrebbe essere un’alternativa da gestire durante la gara.

Sul piano tattico un errore commesso in altre circostanze, come l’arretramento del baricentro a ridosso di determinati momenti di gara, dovrebbe essere evitato mentre va ripresa confidenza con una maggiore frequenza nelle verticalizzazioni e nei movimenti profondi laterali (per far uscire allo scoperto almeno due uomini della retroguardia avversaria) che di recente si sono visti poco.

SALERNITANA ai blocchi di partenza

– Contagocce.

E’ proprio cosi per la Salernitana.

E’ arrivato al photo-finish il placet alle proprie reali possibilità di recupero del numero di giocatori ottimale per partire alla volta di Napoli.

Questo, però, è anche sinonimo di infermeria piena.

Colantuono si trova veramente con le spalle al muro e con i giocatori contati a causa dei contagi e di qualche infortunio.

Insomma, un clima pesante, con una formazione farcita obbligatoriamente di giovani della primavera.

Se a tutto ciò aggiungiamo il peso psicologico della sconfitta a tavolino contro l’Udinese comminata dal giudice sportivo (già pronto il ricorso alla Corte d’Appello Federale), il quadro è desolante.

Fermo ai box il faro ispiratore Ribery, così come l’ottimo Simy e mettendo sulla bilancia preziosi elementi d’equilibrio per gli schemi di Colantuono (tra gli altri Strandberg, Djuric, Ranieri e Kastanos) la sfida contro gli azzurri si preannuncia ardua.

Nel probabile 4-4-2 Belec in porta sarà coadiuvato da Delli Carri, il rientrante Gyomber, Bogdan e Veseli.

A centrocampo scelte obbligate per Kechrida, Schiavone, Di Tacchio e Obi a supporto di un attacco a due affidato al temibile mancino Bonazzoli ed a Vergani.

E’ probabile che il tecnico romano opti per un baricentro basso molto folto nelle vie centrali e con predisposizione alle marcature asfissianti.

In sintesi

– Trappola da evitare.

E’ il momento di fare tesoro di recenti esperienze negative, quelle definite come facili sulla carta (Empoli e Spezia per intenderci ndr) e serrare le fila come il più temibile degli avversari.

Non è esagerato per il Napoli temere gare come quella contro i granata di Colantuono.

Venendo da un burrascoso periodo di nubi dense e minacciose, Spalletti ha inculcato un grande senso di appartenenza allo spogliatoio, evitando che l’emotività di circostanza per le situazioni avverse potesse trasformarsi in approccio impulsivo, col pericolo di dirottare altrove la concentrazione.

Gli azzurri devono pungere la Salernitana nei punti che, stando anche alle sfortunate assenze, ne caratterizzano principalmente la manovra: lavorare molto sulle fasce, visto che i granata tendono a fare densità centrale, anche scalando con i terzini in sovrapposizione.

Il sorriso condiviso: è quello il simbolo più immediato del gruppo che si ritrova in ogni abbraccio d’esultanza.

E’ quello che va difeso e portato avanti, a tutti costi, con indomita volontà.

Come sempre, Avanti Azzurri, avanti…

Marco Melissa

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