IL MATCH DI MARCO

Presentazione

– Protagonista assoluta: emergenza infermeria!

Appare questo l’unico denominatore comune della sfida che tra poche ore infiammerà San Siro.

Il Napoli è alle prese con un vero thriller che, come nella migliore (in questo caso peggiore!) tradizione, ha decimato la squadra privandola della spina dorsale tecnica tra infortuni e Covid.

Anche in casa Milan, però, la situazione non è incoraggiante: alcune assenze importanti, soprattutto per il potenziale di realizzazione. In poche parole, quindi, ci sono le premesse per una sfida ammazza-cattiva sorte e, soprattutto, la necessità per entrambe le contendenti di fare bottino pieno per evitare che l’Inter scappi via ancora più in solitaria in vetta. Non va dimenticato, inoltre, che sulla bilancia della sfida peseranno non poco, soprattutto sul piano degli input psicologici, le dinamiche dei recenti rendimenti. Gli azzurri hanno dovuto incassare un tremendo uno-due, da Atalanta prima ed Empoli poi, che ha impedito di tenere in mano lo scettro di classifica. I rossoneri devono fare invece i conti con un addio anticipato alle competizioni europee e quindi il campionato, attualmente, è l’unico motivo di ispirazione. Ma procediamo con ordine e passiamo all’analisi dello status delle contendenti allo stadio San Siro.

NAPOLI ai blocchi di partenza

– Capacità di adattamento.

E’ questa la sfida più importante, sentita e dovuta dal Napoli. Al cospetto di un andamento quasi schizofrenico del coefficiente assenze, con evidenti effetti perturbativi per il rendimento generale, Spalletti deve per l’ennesima volta puntare a rimescolare le carte, nel massimo rispetto dei dettami della propria filosofia di gioco, è sinonimo di massima fiducia nelle caratteristiche dei singoli. Spogliarsi di un ruolo e mettersi al servizio della squadra è un po’ quanto il tecnico toscano ha cercato di consolidare nel gruppo con il proprio lavoro allo scopo di ottenere una rosa ibrida che, all’occasione, sa mutare nel collettivo come nei singoli. Contro il Milan si deve puntare al massimo rendimento con il minimo dispendio di energie, anche se le premesse direbbero l’esatto contrario. Ospina, considerando la persistente assenza di Koulibaly e dell’ormai ex Manolas, avrà il suo bel da fare per orchestrare i centrali Rrahmani e Juan Jesus, affiancati da Di Lorenzo e Mario Rui se riesce a recuperare in tempo. Le ultime ore prima della sfida faranno anche chiarezza sulle scelte quasi obbligatorie da adottare da centrocampo a salire. Ancora out Lobotka come Fabian Ruiz, probabile l’utilizzo della coppia Anguissa-Demme, alle spalle del trio Politano-Zielinski-Insigne (pronti Elmas oppure Ounas). Unica punta Mertens (pesa sempre e comunque l’assenza di Osihmen), che sfugge ad ogni previsione di posizione e con la sua velocità potrebbe infastidire non poco la retroguardia avversaria. Stavolta si dovrà in sostanza mettere da parte i soliti schemi verticali, tirando un po’ il freno a mano sulle sovrapposizioni di fascia, sfruttare meglio le ripartenze e, soprattutto, insistendo di più sul recupero palla-spezza gioco sulla trequarti.

Milan ai blocchi di partenza

– Anche le ottime scelte tecnico-tattiche viste fin qui e le variazioni sul tema adottate in alcune occasioni devono fare i conti con le numerose assenze. Il 4-2-3-1 di Pioli, speculare a quello azzurro, ha una filosofia d’approccio diversa, più offensivo ed avvolgente sull’uomo, ma che dovrà essere rivisto in editio minor. Kjaer è una di quelle defezioni che stravolgono qualsiasi piano di battaglia; ma non dimentichiamo che nella lista compaiono anche Calabria, Leao e Rebic, che costringeranno i rossoneri alla continua emergenza ed a qualche rinuncia sul piano della manovra collettiva. Maignan, in sostanza, dovrà richiamare molto l’attenzione di una difesa che conterà sul duo centrale Tomori-Romagnoli, con ai lati Kalulu (oppure Florenzi) e Theo Hernandez. In avanti Tonali e Lessiè rappresentano una garanzia a supporto del probabile trio Saelemaekers-Diaz-Krunic (in alternativa Messias o Giroud), ad ispirare l’onnipresente Ibrahimovic. Stavolta Pioli dovrà dosare meglio il lavoro degli esterni d’attacco e puntare di più a contenere la qualità azzurra, mantenendo un baricentro non sempre alto.

In sintesi

– Intensità obbligatoria, ma indirizzata nei punti giusti e nei momenti che contano.

Il Napoli è obbligato a stringere i denti e porre la massima attenzione ai dettagli vista la carenza di risultati positivi nelle ultime due giornate. Gli ingredienti per tale ispirazione vengono dal fattore Milan, una delle pretendenti al trono, con qualità e giocatori di grande spessore, ma anche considerando sullo sfondo della sfida l’Inter, che continua a macinare vittorie e belle prestazioni. Gli azzurri dovranno giocare con lucidità, ingrediente fondamentale per leggere quegli spezzoni di gara che, purtroppo, hanno recentemente pregiudicato il rendimento complessivo. La tempesta è forte, ma lo sappiamo che questo gruppo ha temperamento e numeri che possono competere e consentire di lottare a testa alta.

Come sempre, Avanti Azzurri, avanti…

Marco Melissa

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