IL MATCH DI MARCO

Presentazione

– Vento di gioia e dolore.

Una perfetta quanto contrastata simbiosi emotiva sta accompagnando gli azzurri nelle ultime giornate di questo combattutissimo campionato. Si tocca il cielo con un dito al cospetto di un convincente poker di reti per poi ricadere nella pura rabbia per ghiotte occasioni lasciatesi sfuggire di mano a causa di un mix di malasorte ed errori fatali.

Il Napoli è passione, costringe quasi al cardiopalmo i tifosi in certe situazioni ma alimenta incessantemente, nel contempo, i sogni di vittoria.

Ma le sveglie al mattino non mancano mai.

In questo caso, per continuare a sognare nel verso giusto, occorre prima prendere in debita considerazione l’Atalanta: è la formazione che viaggia a ritmi più elevati di tutte, con il miglior parziale di vittorie consecutive. Insomma uno di quegli avversari temibili il cui valore pesa e preoccupa ancor di più quando si ha a che fare con l’emergenza infermeria.

Gli ultimi turni hanno letteralmente sottratto alla squadra di Spalletti preziosi punti di riferimento di questa incredibile galoppata azzurra: Osimhen, Anguissa e Koulibaly, ai quali si aggiungono Fabián Ruíz ed Insigne.

Procediamo con ordine e passiamo all’analisi dello status delle contendenti allo stadio Diego Armando Maradona.

NAPOLI ai blocchi di partenza

– Fare di emergenza virtù.

Non si può nascondere ciò che risulta ovvio. Il Napoli, già da qualche settimana, sta palesando una serie di anomalie che, pur in presenza di alcune vittorie, ne stanno lentamente minando il cammino il quale rimane, allo stato attuale, comunque esemplare rispetto agli ultimi anni. Vedendo le assenze in corso, però, Spalletti dovrà letteralmente utilizzare nuove strategie, finanche canoni inversi; il grosso, comunque, spetta agli azzurri.

Ospina avrà il suo bel da fare per dirigere una difesa che sulla carta dovrà stringere non poco i denti per arginare gli avversari più intraprendenti in circolazione.

Juan Jesus e Rrahmani dovrebbero rappresentare i centrali, coadiuvati da Di Lorenzo e Mario Rui ai lati. Delicato il compito del centrocampo: preziosa la riserva di copertura per la difesa, così come rifornimento per le ripartenze offensive.

Demme e Lobotka dovrebbero rappresentare l’anello di congiunzione tra le due metà campo azzurre. Entrambi obbligati, per ovvi motivi, a tenere un atteggiamento costruttivo per rendere efficiente la manovra.

L’attacco dovrebbe essere affidato ancora al trio Lozano-Zielinski-Elmas con Mertens unica punta.

In panchina Ghoulam, Politano, Ounas e Petagna saranno pronti a subentrare.

Questa volta il copione va modificato: le verticalizzazioni ad ogni costo potrebbero subire delle variazioni, cercando di sfruttare di più la posizione tattica favorevole derivante da qualche giro a vuoto degli avversari. Le sovrapposizioni saranno necessarie soprattutto tra difesa e centro, rendendo necessarie anche marcature ad uomo mirate, vista la qualità e la velocità degli avversari.

I movimenti sistemici chiesti da Spalletti sul cambio di fronte dovranno lasciare il posto ad una marcia più attenta a risparmiare energie: scambi stretti, gioco più corto ma baricentro sempre alto.

ATALANTA ai blocchi di partenza

– Tatticismi, pretattica o cambi di marcia?

Tutto ed il contrario di tutto. L’Atalanta di Gasperini, ad oggi, viaggia ad una velocità tale da poter disattendere qualsiasi previsione. Non si tratta di rigore scientifico o mera veemenza agonistica: i nerazzurri di oggi rappresentano un raro equilibrio calcistico, frutto di un lavoro che parte da lontano. Raddoppio di marcatura e velocità di esecuzione sono solo la punta dell’iceberg di un collettivo che sa gestirsi in modo efficace in ogni situazione.

Contro gli azzurri l’atteggiamento sarà certamente votato all’offensiva ed a fare bottino pieno.

Nonostante le assenze di Lovato e Gosens, Gasperini riuscirà a schierare comunque una formazione-tipo che è già riuscita a mietere vittime illustri. Il 3-4-2-1 metterebbe in seria difficoltà qualsiasi difesa: Musso tra i pali, insieme al trio Toloi-Demiral-Palomino, rappresentano quasi una linea Maginot per gli azzurri.

Freuler e De Roon sono una garanzia per il centrocampo, coadiuvati ai lati dal rientrante Zappacosta e Maehle.

In attacco l’attivissimo Zapata sarà supportato da Pasalic ed Ilicic (pronti anche Malinovskyi e Pessina).

Per gli azzurri ci saranno non pochi grattacapi per contenere questa capacità di variazione di marcia degli orobici, che ultimamente prediligono manovre corali avvolgenti.

In sintesi

– Il mare in tempesta fa parte dei giochi.

Essere in vetta alla classifica chiede sempre un conto; nel caso degli azzurri appare un po’ troppo salato, di questi tempi, considerando la formazione rimaneggiata. Ma è un campionato lungo e step-by-step: l’Atalanta è certamente un arduo passaggio ma non è probabilmente il capolinea. Basti pensare al fazzoletto di punti che raccoglie diverse squadre a contendersi lo scettro. Tutto ciò non fa passare in secondo piano l’incredibile sequenza di eventi negativi a carico degli azzurri.

Ma leggiamola in un verso propositivo: tempra per proseguire a testa alta.

Spalletti sta facendo un duro lavoro di cambiamento e, come tale, richiede tempo, dedizione ed umiltà…

Come sempre, Avanti Azzurri, avanti…

Marco Melissa

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