IL MATCH DI MARCO

a cura di Marco Melissa

Sfida a viso aperto, quella con la Roma, da combattere fino all’ultimo secondo disponibile.

Dando un’occhiata veloce ma profonda agli ultimi responsi del campo, gli azzurri dovranno lottare a denti stretti poiché si trovano di fronte una Roma che tenterà sia di approfittare del turno interno che di far dimenticare il risultato negativo maturato in Conference League.

Spalletti sa bene che questa trasferta è molto delicata perché è sinonimo di continuità agli input tecnici e psicologici che sta cercando di consolidare nel gruppo azzurro.

Di tutt’altra fattura lo stato d’animo dei giallorossi, con Mourinho che proverà a dare una dimostrazione di forza avendo a disposizione la rosa al completo.

Ma procediamo con ordine e passiamo all’analisi dello status delle contendenti all’Olimpico.

NAPOLI ai blocchi di partenza

– La tensione, comprensibile e dovuta, è ormai compagna fedele dei partenopei che cercano, passo dopo passo, di continuare a crescere sul piano del gioco e della coesione di gruppo.

Spalletti sa che deve gestire proprio l’aspetto emotivo nella direzione che conta e che frutta chiara visione di gioco e lucidità nel rendere efficace le strategie.

E’ sotto gli occhi di tutti come il suo 4-3-3 assuma svariate sfumature che, a seconda dell’atteggiamento degli avversari e del proprio status quo atletico-tattico, diventa un 4-2-3-1 e, a volte (in estrema ratio), un 4-5-1.

Al di là di chi è schierato in campo e delle relative posizioni negli schemi, ciò che ha fatto la differenza è il principio di gioco prescelto.

In poche parole, il tentare di giocare in perenne verticalizzazione, con lo spostamento metodico da destra a sinistra (e viceversa) di alcuni trequartisti, allo scopo di sollecitare la risposta difensiva avversaria, può essere una strada da percorrere se il gruppo lavora all’unisono in termini di obiettivi condivisi.

La rosa all’Olimpico sarà pressochè completa.

Dovrebbe tornare Ospina tra i pali, così come Rrahmani e Mario Rui dovrebbero rientrare in difesa rispettivamente in sostituzione di Manolas e Juan Jesus, affiancando Di Lorenzo e Koulibaly.

Al centro conferme per Ruiz e Anguissa ai quali dovrebbe affiancarsi il recuperato Zielinski (con Demme e soprattutto Elmas sempre in preallarme).

Davanti Insigne e Politano dovrebbero essere le spalle di partenza di Osimhen, (con le alternative Mertens e Lozano, ormai recuperati in pieno e pronti all’occorrenza).

In buona sostanza, niente lanci lunghi, combinazioni veloci e reparti corti: ancora una volta si dovrà guardare all’essenziale efficace.

ROMA ai blocchi di partenza

– Abito delle grandi occasioni per la Roma.

Mourinho recupera gran parte delle prime linee e dovrebbe schierare la miglior formazione possibile.

Il suo 4-2-3-1 contro gli azzurri dovrebbe essere ben altra cosa rispetto alla trasferta in Conference League.

Rui Patricio sarà difeso dalla ricomposta linea difensiva formata da Ibanez, Karsdorp, Mancini e Viña.

Al centro il duo Cristante-Veretout, a ridosso del trio Perez-Pellegrini-Mkhitaryan, con Abraham in pole position (El Shaarawy e Shomurodov pronti all’uso).

I giallorossi, temibili sul piano della capacità di improvvisare manovre fluide ed avvolgenti, a volte peccano in difesa, con coperture ed impostazioni generali spesso confuse o poco efficienti.

La mano saggia del tecnico portoghese ha già cambiato fisionomia nella fase di possesso, ma manca ancora precisione e, soprattutto nelle fasi di non possesso, ci vorrebbe maggiore lucidità nell’opporsi alle trame avversarie.

In sintesi

– Una sfida a se.

Punto.

Non serve scorrere la classifica, forse neanche le statistiche.

Roma contro Napoli è un classico della serie A, e come tale sfugge sempre ad ogni pronostico.

L’undici di Spalletti dovrà necessariamente evitare di tenere il freno a mano tirato, nella consapevolezza che l’avversario le proverà davvero tutte per ripagare i tifosi che sperano tanto nella nuova dirigenza e, soprattutto, nel tecnico portoghese.

Al Napoli non resta che provare a fare ancora una volta il Napoli.

Niente di più elementare.

Considerando le idee di gioco di Mourinho, questa volta gli azzurri dovranno forse puntare ad una maggiore pressione sulla trequarti ed evitare di farsi bloccare nelle paludi di centrocampo, per scongiurare ciò che di buono si riesce a costruire in avanti.

Come sempre, Avanti Azzurri, avanti…

Marco Melissa

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