CALA IL SIPARIO

Il Napoli perde la trentottesima ed ultima partita del campionato 2018/19 al Dall’Ara e chiude la stagione secondo in classifica a 79 punti.

L’inizio partita sembra promettente. Verrebbe quasi la voglia di rivedere uno show sulla falsariga di quello con l’Inter al San Paolo una settimana prima.

Un paio di azioni spettacolari, tutte di prima sembrano il preludio ad una chiusura del torneo coi fuochi d’artificio. E invece tutto resta nell’ambito del gioco aridamente accademico, col risultato che i padroni di casa escono gradualmente dal guscio finendo per colpire due volte, in rapida successione, verso il finire della prima frazione di gioco. Di Santander e Dzemaili le reti per i felsinei.

All’inizio della ripresa il copione sembra ricalcare la seconda parte del primo tempo. Il Napoli, rientrato in campo con gli stessi undici di partenza, stenta a ritrovarsi.

Uno squarcio nel buio è il gol di prepotenza di Faouzi Ghoulam. L’algerino riceve sulla sinistra da Ruiz, e, dal vertice dell’area piccola scarica una botta di sinistro che si infila alle spalle di Skorupski. L’arbitro verifica la posizione di Ghoulam alla VAR e convalida.

Poi il tecnico decide di richiamare in panchina sia Insigne che Verdi per inserire Mertens e Callejòn.

Il Napoli sembra essere improvvisamente scatenato e mette il Bologna alle corde.

Minuto 77. Lancio millimetrico di Callejòn che intercetta Younes sulla sinistra dell’area avversaria. Il giovane tedesco appoggia di precisione per l’accorrente Mentens che insacca con un tap-in a fil di palo. Due a due. Il Bologna sembra ormai essere l’ennesima vittima sacrificale degli azzurri.

Piotr Zielinski coglie il palo numero ventisette della stagione con un tiro tagliato a rientrare alla destra del portiere rossoblù. Sembra la premessa per il sorpasso. E invece no.

Minuto 88. Svanberg scocca un tiro da fuori area che trova sulla traiettoria Santander che è lesto a correggerlo in rete.

3 a 2 per i padroni di casa e fine della partita.

Le assenze di Koulibaly ed Allan pesano come macigni, così come il modo discutibile col quale Ancelotti schiera la squadra da opporre agli uomini dell’acclamato (giustamente) Mihajlovic.

Insigne è più dannoso che utile e regala, col suo stare in campo evanescente, la superiorità numerica all’avversario. Verdi regala l’ennesima conferma che un corteggiamento così lungo, per averlo in azzurro (e a quel prezzo), è stato, purtroppo, tempo perso. Da ridimensionare (almeno a giudicare dalla prestazione col Bologna) il giudizio sulle qualità di Luperto. Sul primo gol di Santander il centrale salentino si disinteressa dell’avversario seguendo la traiettoria del pallone e, in generale, appare poco reattivo, soprattutto nei contrasti aerei.

La nota positiva va registrata nella prova di Ghoulam che è apparso non lontano dagli standard pre-infortunio e che gli erano valsi l’etichetta di miglior terzino sinistro del mondo.

Mertens conferma di aver ritrovata la vena realizzativa dei tempi migliori, arrivando a quota 16 gol stagionali. Soltanto uno in meno di Arkadiusz Milik, un altro giocatore da rivedere, nello scacchiere tattico di Carlo Ancelotti.

Il campionato volge così al termine. Finiamo con una sconfitta ma ciò non va ad inficiare una stagione più che positiva. La prima dell’era Ancelotti.

Ad maiora. Sempre.

Giulio Ceraldi

#ForzaNapoliSempre

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