TUTTO IN SETTE GIORNI

Che settimana, ragazzi.

Abbiamo appena fatto in tempo a smaltire la sbornia di gioia dell’incredibile partita col Chievo ed ecco che la Champions degli altri ha preso il controllo di tutto.

Una grande Roma ha ribaltato tutte le previsioni staccando il biglietto delle semifinali per incontrare la sua nemesi (il Liverpool di Mohamed Salah).

La Juventus, dopo aver stupito il Bernabeu è caduta vittima della sua stessa (immensa) presunzione. Ha dimenticato per un attimo che i veri campioni possono soccombere per un match intero, trovando poi, all’improvviso, il guizzo vincente del campione di turno. E così il solito difensore, evidente amante delle arti marziali (al secolo Medhi Benatia), non ha trovato di meglio che abbattere l’attaccante madridista Lucas Vásquez, solo davanti a Buffon. Rigore ineccepibile (guardare foto a corredo dell’articolo, prego).

I giocatori bianconeri, evidentemente arsi dentro dalla loro stessa dabbenaggine, non hanno trovato di meglio che assalire (niente virgolettato – l’applicazione del verbo è letterale) il direttore di gara. Il trentatreenne inglese Michael Oliver, non si è fatto intimidire (è Champions League, non la nostra Serie A ndr) ed ha poi espulso Gianluigi Buffon per proteste (e qualche spintone di troppo). Molti (compreso il sottoscritto) hanno ignorato il fatto che il fallo fosse da ultimo uomo e quindi punibile col rosso diretto. Invece qui da noi si è scatenata un’onda gigantesca di “indignazione” contro il delitto di lesa maestà dell’arbitro britannico, accusato dallo stesso Buffon di mancanza di sensibilità.

Vedere in tv e leggere del belato diffuso dei giornalisti pecoroni (tranne qualche pecora nera già nell’elenco dei “cattivi” ndr) è stato francamente deprimente. Ma tant’è.

Molti dicono che la Juve vincerà il campionato di rabbia e senza scampo.

Io credo che le scorie di Madrid potrebbero lasciare il segno. Nella squadra di Allegri come nell’Associazione Arbitri, chiamata in causa così tanto, di recente, da far fischiare le orecchie in continuazione alle (ex) giacchetto nere nostrane.

Quindi, vediamo come va a finire.

Da parte nostra ci sono un Milan ed una Udinese da battere.

Poi loro.

Tutto in poco più di sette giorni.

Il cuore batte forte.

La fede è incrollabile. Come sempre. Comunque.

Giulio Ceraldi

#ForzaNapoliSempre

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