SE NON È CRISI POCO CI MANCA

Se due indizi fanno una prova, figuriamoci tre. Dopo le due sconfitte contro Juventus e Feyenoord non arriva la risposta che tutti si aspettavano e speravano.
Il Napoli è in piena crisi, sia dal punto di vista dei risultati che del gioco. Un gioco che assume toni quasi evanescenti e ben lontani dai fasti di inizio stagione.
Una squadra, quella di Maurizio Sarri, letteralmente irriconoscibile e che non riesce più ad esprimere quelle trame e quei fraseggi che hanno deliziato gli appassionati di tutto il mondo.
Una inspiegabile metamorfosi che, gradualmente, ha preso il sopravvento tra le file azzurre, dove si fa fatica a riconoscere i calciatori visti fino a qualche settimana fa.
Non si salva praticamente nessuno, a partire da Mertens. Sembrano dei cloni mal riusciti, delle controfigure.
Probabilmente la preparazione per i preliminari di Champions la stiamo pagando a caro prezzo. Troppo caro direi. E gli infortuni di Ghoulam, Milik e in ultimo Insigne, hanno completato l’opera. L’importante in questo momento è comunque crederci e provare a superare questo periodo maledetto, in qualunque modo. Anche perché sperare è lecito, ma se non accade qualcosa di importante, di concreto è inutile sognare perché il Napoli visto nelle ultime settimane è impensabile che possa lottare non solo per lo scudetto ma anche per un piazzamento Champions.
Sarri deve intervenire assolutamente, sia sul modulo che sulla testa dei giocatori, per cercare di ricomporre una situazione che pian piano sta degenerando spaventosamente. Questo almeno fino a gennaio, quando la società dovrà assolutamente intervenire sul mercato, altrimenti il destino è gia segnato: anche quest’anno vedremo vincere lo scudetto.
Ci tengo a sottolineare che per me l’organico del Napoli rimane “scarso” e limitato, per cui mi piacerebbe ribadire a quegli pseudo-giornalisti da strapazzo, che elogiavano a sproposito il Napoli, di darsi una regolata e di smetterla una buona volta. Il loro obiettivo è stato raggiunto: destabilizzare lo spogliatoio.
Il Napoli ci può provare per lo scudetto, ma dire che è favorito è una bestemmia, un’eresia. Vuol dire essere in malafede.
Il lavoro e l’umiltà alla fine possono dare una mano. Quel lavoro e quell’umiltà che forse nell’ultimo periodo, un pò per la Champions e un pò per presunzione sono mancati.
Buon lavoro, caro Maurizio.
Noi, nonostante tutto, ci crediamo ancora.

Sergio D’Angelo

#ForzaNapoliSempre

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