New Game XL numero 1

Come anticipato nell’articolo di presentazione della settimana scorsa, vado a iniziare la nuova rubrica sui migliori giovani del panorama internazionale dedicando spazio a un nome strettamente legato invero alla realtà napoletana, vale a dire Simone Pafundi, calciatore da sempre in forza all’Udinese.

Non ho remore a definirlo il miglior 2006 italiano, e non solo per il fatto di aver già esordito in serie A (sul finire del campionato scorso, il 22 maggio a poco più di 16 anni), ma proprio per le qualità tecniche indiscutibili e un talento che non smette di mostrarsi limpido in ogni occasione.

Il ragazzo è appunto legato a Napoli per via delle sue origini: infatti, anche se lui è nato a Monfalcone (popoloso comune del goriziano), il suo sangue è napoletano per via di entrambi i genitori nati e cresciuti qui e poi trasferitisi in Friuli – Venezia Giulia.

Il Napoli a quanto pare lo segue da tempo, volendo in qualche modo idealmente riabbracciarlo, e non nego che la suggestione di vederlo indossare la maglia azzurra mi intriga molto.

Basta vederlo all’opera pochi istanti in effetti per riconoscerne la grande tecnica, la qualità che mette in ogni giocata, dalla più semplice a quella più complessa che lui, come capita ai più grandi, ha il “potere” comunque di farla passare come un gioco da ragazzi.

E’ un 10, brevilineo, alto 1,65, fantasista dal sinistro magico… direi di fermarci qui per non creare un senso di vertigine, e passiamo a raccontarne in concreto la sua storia calcistica che, pur essendo ancora agli inizi, sta già lanciando qualche segnale importante.

I primi calci li tira nella squadra del suo paese e ci mette poco a emergere tra i compagni, tanto che a 8 anni si ritrova a giocare con quelli di 10, riuscendo a primeggiare anche lì.

L’occasione propizia per spiccare un primo piccolo – ma decisivo – volo verso il grande calcio si materializza durante un’amichevole contro l’Udinese, dove Simone pur non segnando (non la sua prerogativa principale, anche se di gol ne ha sempre messi diversi a referto) da’ letteralmente spettacolo, consegnando un credibile (ma soprattutto incredibile) saggio delle sue qualità.

Sono gli assist vincenti, una traversa clamorosa e l’assoluta naturalezza del tocco e delle giocate, la sua visione in campo, a renderlo “speciale” e a farlo notare dai dirigenti del club friulano, che non ci mettono tanto a monitorarlo più attentamente e ad accoglierlo tra i ranghi bianconeri.

Da lì la sua scalata nel vivaio udinese è repentina e acclarata: continua a giocare sotto età, brucia le tappe tanto che la prima convocazione azzurra in Under 15 la ottiene a 14 anni (assieme a tutti calciatori nati nel 2005) e soprattutto non smette di stupire col suo delizioso sinistro.

Il suo repertorio comprende certo, oltre a gol e assist, le finte ubriacanti e i dribbling, nei quali eccelle; non immaginatevi però un giocoliere fine a se stesso, perché Pafundi al contrario è sempre al centro del gioco, guida i compagni da leader, dimostra personalità nel saper prendere in mano la squadra ed è a lui che si appellano allenatori e compagni quando si deve sbrogliare la matassa.

I grandi club come Juventus e Inter cominciano a interessarsi a lui, dopo un Torneo giovanile nei quali viene premiato come “Miglior calciatore” ma il ragazzo pare concentrato a crescere “in casa” e l’Udinese non ci pensa proprio a cedere alle loro lusinghe.

E, a vederne i numeri, fa benissimo, visto che Pafundi farà il suo esordio con la squadra Primavera nella stagione 2020/21 giocando con compagni di 4-5 anni più grandi, per esplodere letteralmente in quella seguente, preludio del suo precoce esordio nella massima serie agli ordini di mister Cioffi.

Nel campionato 2021/22, infatti, Simone sarà il valore aggiunto dell’Udinese che dalla Primavera2 verrà promossa in Primavera1, segnando 6 gol e realizzando 7 assist, bottino che sarebbe stato probabilmente ancora migliore se il Nostro non si fosse fermato a un certo punto per un infortunio, oltre al fatto che poi fu stabilmente aggregato alla Prima Squadra.

L’esordio, se è vero che si è rivelato poco più che una passerella di pochi minuti, testimonia comunque il fatto che tutti in società sono convinti di avere un astro nascente, già pronto ad appena 16 anni per misurarsi con i professionisti.
In questa stagione, nonostante la Primavera dell’Udinese stia faticando a tenere il passo delle altre squadre, lui si disimpegna sempre al meglio e pare obiettivamente sprecato in quel contesto, tanto che anche il nuovo allenatore Sottil lo ha preso con sé in rosa e lo tiene molto in considerazione.

Anche perché la sua stella ha continuato a brillare pure con l’Italia Under 17, impegnata nelle gare di qualificazione dell’Europeo di categoria: sono ben 4 i gol da lui realizzati nelle ultime tre partite con la maglia azzurra della Nazionale.
Insomma, si tratta in primis di un patrimonio del calcio italiano da non disperdere assolutamente, ma potrebbe rivelarsi in tempi più brevi un grande colpo di mercato per il Napoli, da tempo sulle sue tracce, che però dovrà battere una folta concorrenza soprattutto dei club stranieri (Chelsea e Liverpool su tutti).

Come vedete non ho mai nominato quei due famosi calciatori argentini ai quali tutti nell’ambiente lo accostano, ma la curiosità di vedere se Simone Pafundi potrà almeno avvicinarsi a certi livelli così alti ce l’ho anch’io, eccome!

Il tempo è certamente tutto dalla sua parte, anche se lui, per come in modo naturale ha bruciato le tappe, pare avere fretta di esplodere: per carità, giusto seguirlo con attenzione nel suo percorso di crescita ma sarebbe un peccato tarpargli le ali secondo una nostra vecchia mentalità…

Perché invece per una volta, vista l’eccezionalità del caso, non facciamo come nei campionati esteri dove i più bravi, siano anche giovanissimi, hanno modo di misurarsi da subito con il calcio dei grandi?

Gianni Gardon

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