PANTA REI

Nemmeno il tempo di leccarsi le ferite di un brutto epilogo di stagione che ci siamo ritrovati col nome del nuovo tecnico.

Dato per certo dal più importante quotidiano sportivo del Paese, il nuovo allenatore degli azzurri viene smentito esattamente ventiquattrore dopo dalla stessa testata.

Della partita di domenica sera credo sia superfluo parlare. E’ stato un blackout della squadra e del suo tecnico (ora fresco di ufficializzazione alla guida della Fiorentina – ma questa è un’altra storia).

A completamento di un finale disastroso c’è stato l’indecoroso trattamento riservato ai tifosi che si erano dati appuntamento davanti allo stadio per salutare la squadra e far sentire da vicino l’amore della città prima dell’ultima partita.

Non sapremo mai fino a che punto la decisione di cambiare il percorso del pullman degli azzurri sia stata dettata da esigenze di ordine pubblico e da che punto in poi sia stata invece volontà della società stessa.

Poi, a fine partita, è arrivato il tweet (che, a leggerlo attentamente, sembra di quei post scritti anzitempo e settati per partire automaticamente – di “default”) di ringraziamento e di congedo per l’allenatore. Quasi a voler giocare d’anticipo su eventuali mosse “dell’altra parte”. Oggi, sui canali ufficiali del club, le parole stile “Libro Cuore” del tecnico. Roba, insomma, da richiedere quasi una “iniezione di insulina” per neutralizzare il tono sdolcinato del tutto.

Ma il silenzio stampa non è stato interrotto. Nemmeno per ringraziare i tifosi per aver dato una dimostrazione di grande affetto nel ritrovarsi davanti al Maradona per salutare i giocatori. Tantomeno per scusarsi dell’amaro epilogo del campionato.

Niente. Zero. Distacco (qualcuno direbbe strafottenza ndr) totale.

L’azione (non so fino a che punto inconsapevole ndr) di de-fidelizzazione del tifoso, da parte del club partenopeo, continua. Come se non bastasse già la sede sociale in un’altra regione, i campi di allenamento in un’altra provincia e tante altre “belle trovate” che evidentemente vengono poste in essere appunto per testare il grado di sopportazione del tifoso napoletano medio, soprattutto ai tempi del Covid.

Per fortuna l’amore per i colori azzurri va al di là dei nomi, delle gestioni e delle mode.

Tutto passa.

La fede resta. Per sempre.

Giulio Ceraldi

#ForzaNapoliSempre

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