Campionato: obiettivo puntato su Juventus-Napoli

La rivoluzione della tradizione che passa per il rettangolo di gioco di Torino. L’Allianz sarà l’arena della prima sfida stagionale tra due mondi calcistici opposti ma ‘’paralleli’’ nei lavori in corso. Juve da una parte, che continua a vincere e convincere rivoluzionando il concetto di ‘’la vittoria appaga’’; dall’altra parte il Napoli dell’ennesima ‘’novità’’ nel modulo, che continua ad inventarsi e reinventarsi per raggiungere un proprio equilibrio. Juve-Napoli è quasi una danza tra la passione epocale legata dal cordone ombelicale della ‘’sfida’’ tradizionale tra due ‘’tradizioni’’ del calcio nostrano e l’altalena ‘’alchimista’’ della strategia giusta che sfocia nelle tattiche più sottili e spettacolari. Anni di sfide calcistiche ci tengono incollati all’ennesimo ‘’voglio vedere stavolta come va a finire’’. Ma c’è molto di più. E’ un novanta minuti di puro bipolarismo, divisi come non mai da rabbia e soddisfazione, caratterizzate da una velocità d’alternanza seconda solo alla velocità della luce. E’ anche, per addetti ai lavori e non, la sfida tra una grande potenza economica e la ‘’corazzata’’ della fantasia e della libertà di idee.

‘’Lui è peggio di me!’’: parlare di Juve e Napoli non può essere vago riferimento sportivo ad una sfida condita solo da numeri. E’ anche la ‘’storia’’ di Allegri ed Ancelotti, due tecnici che in qualche modo si ‘’limano’’ sul piano dell’offerta tecnica proprio come fanno Celentano e Pozzetto nell’omonimo film di qualche anno fa nel gestire la propria impresa: alle scelte dell’uno non corrisponde mai una convergenza dell’altro, ma in qualche modo si finisce con l’apprezzarne il lavoro. Il modo di ‘’pensare’’ il modulo è diverso, ma condito da venature caratteriali che in qualche modo rappresentano un punto comune tra i due tecnici che, soprattutto alla stampa, piace. La verità delle scelte, per entrambi, sembra a portata di mano, sembra diventare un filo conduttore ‘’importante’’ per la prossima sfida ed, invece, lo scenario cambia dopo poco, se non già in corso! Tutto ciò è appassionante per questo: il colpo di scena, il cambio di direzione è sempre dietro l’angolo.

Fluidità ed adattamento come ricerca rivoluzionaria dell’equilibrio: la ‘’ricerca’’ di Mr. Ancelotti continua, ad ogni occasione, ad ogni angolo di campo. E’ quel suo personalissimo marchio di fabbrica che sta cercando di imprimere per far girare a dovere il talento, la voglia di stupire e, soprattutto, di divertirsi di tutto il gruppo. Ma proprio tutto! E’ quasi oltraggioso parlare di panchina, visto che il turn-over è sostanzialmente globale. Si deve solo capire quanto la Juve inciderà nelle scelte del tecnico di Reggiolo. E’ una sorta di ‘’esercizio’’ per tutti: trasforma la propria idea di gioco nello stesso modulo, ma facendolo in ‘’corsa’’. Piccoli ritocchi che, al fischio finale, diventano grandi differenze. Prendendo spunto dalle ultime gare, ci si muoverà probabilmente tra il 4-4-2 che si trasforma in 4-3-3; si potrebbe anticipare un atteggiamento tattico a metà strada tra la scelta di puro possesso di palla ed una metodica a tratti ‘’attendista’’ in alcune zone del campo. Zielinski e Callejon potrebbero essere i laterali di centrocampo adatti a questo tipo di scelta, ben noti per le buone doti di gestione del pallone; allo stesso tempo andrebbero a coadiuvare Hamsik ed Allan che dovrebbero creare densità a centrocampo per mettere i bastoni tra le ruote alle ottime caratteristiche di inserimento dei bianconeri nei ‘’dead spaces’’ che a volte si creano tra il centrocampo e la trequarti. Ma il fattore ‘’rischio’’ è sempre presente, sia nella fase statica che in quella di possesso. Contro la squadra di Allegri andrebbero approfondite le sovrapposizioni dei terzini di fascia, Rui e Hysaj, con Insigne che sale sulla stessa linea di Zielinski per creare l’illusione dell’uno-due negli avversari ed aprire spazi in mezzo dove sia Lorenzinho che Mertens dovrebbero dare libero sfogo alla propria inventiva. Sul fronte difensivo, la situazione è strettamente connessa al centrocampo a due; ciò significa che in fase di transizione, quando i due terzini laterali salgono avanzando di fatto il baricentro del gioco, si può avere un certo grado di copertura, grazie all’esperienza di Hamsik o Allan. In fase statica, contro i bianconeri andrebbe preferito l’accerchiamento di zona alternato ad una buona aggressività sui portatori di palla che potrebbe spezzare il continuum dell’avanzare avversario. A monte di tutto ciò, però, il diktat principale resta uno solo: fluidità nell’adattarsi. Non ci deve essere esitazione, quindi il pallone va comunque giocato nella direzione migliore. E’ come dire al giocatore di spogliarsi da quel ruolo e da quella posizione, in quel preciso istante, e fare una scelta diversa da quella che, forse, l’avversario considera tatticamente scontata. E’ un salto di qualità diverso rispetto agli standard comunque elevati di Sarri. Ma il tecnico di Reggiolo ci crede e direziona continuamente i suoi ragazzi in tal senso.

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La Juve, contrariamente a qualche piccolo incidente di percorso iniziale dovuto alla forma fisica non ancora ottimale, è partita subito forte in termini di rapporto efficienza di gioco-risultato finale. La testa della classifica ed un ottimo binomio difesa-attacco ne sono testimoni. Ma Allegri sta sicuramente ripensando bene il suo 4-3-2-1. I riferimenti sarriani sia in termini offensivi che difensivi sono acqua passata; tutto ciò potrebbe togliere certezze ai movimenti imposti ai suoi ragazzi dal tecnico livornese. Tornerà utile ai bianconeri il ‘’passo surprise’’ di Ronaldo, l’ottima vena di Pjanic, ben coadiuvato d Matuidi, ma la capolista quest’anno sta andando soprattutto nella direzione di un minor possesso di palla a centrocampo per lasciar maggiore spazio alle verticalizzazioni che creano più fluidità di manovra.

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Una sfida tra il romantico e l’adrenalinico. Il bianconero che si fonde nell’azzurro e viceversa. Mai un punto fisso, solo un continuo divenire di…sussulti, gioia, rabbia. Ma una certezza: novanta minuti che vengono scolpiti dentro la propria passione calcistica. Ai tifosi azzurri, veraci e non, agli scettici, contro tutti i dubbi che l’undici di Ancelotti solleva ancora, non può mancare il proprio urlo di ‘’mettetecela tutta’’. Come la calma di Ancelotti ben insegna.

Avanti Azzurri, Avanti…

Marco Melissa

 

 

 

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