CAMPIONATO: OBIETTIVO PUNTATO SU NAPOLI – MILAN

Una “classica”, dai forti toni agonistici e tattici. Napoli e Milan illumineranno l’anticipo della seconda giornata di campionato prendendo anche spunto da molti elementi del passato.

Quante sfide nei nostri ricordi, soprattutto negli anni ottanta e novanta; quanti anni trascorsi da Mr. Ancelotti in casa rossonera (più di dodici, prima come calciatore e poi come allenatore); con gli “ex” del recente passato a fare da cornice (Pepe Reina tra i pali e Higuain in attacco)…

Ma è soprattutto un banco di prova dal diverso contenuto. Napoli al secondo “esame”, da una parte, dopo aver ben debuttato contro la Lazio; il Milan, dall’altra parte, saltata la sfida d’esordio per la tragedia che ha coinvolto la città di Genova, si deve confrontare con un debutto tutto rodaggio ed esperimenti visti i nuovi acquisti e il vento delle nuove idee portate dal binomio Leonardo-Maldini. Le statistiche creano un filone positivo per il Napoli: su 70 incontri, gli azzurri sono in vantaggio con 27 vittorie; già due anni fa alla seconda di campionato si presentò l’undici rossonero al San Paolo, battuto proprio come nella gara d’andata dell’anno scorso.

In poche parole la spia degli interrogativi sulle sorti del march è rosso pieno. Sbrogliamo la matassa…

Certezze da equilibrare: la sfida contro la Lazio ha maggiormente chiarito la idee ad Ancelotti su come portare la squadra ad una maggiore profondità senza snaturare l’equilibrio strutturale creato. Si è vista, nell’ordine, una difesa maggiormente compatta nelle coperture, un centrocampo che gira molto in senso orizzontale per poi verticalizzare in modo più che degno verso un attacco che non è ancora pungente ma che porta alla disorganizzazione della difesa avversaria. In buona sostanza, il tecnico di Reggiolo comincia a “centellinare” lo zoccolo duro cioè l’undici di riferimento da cui partire per effettuare, a seconda dell’andamento della gara e del “momento” della gara contro quello “specifico” avversario, tutti le variazioni sul tema che dovrebbero, nel tempo, conferire agli azzurri l’equilibrio ancelottiano, basato su un preciso diktat: nessuna rivoluzione rispetto al passato, cogliere il meglio del dna tecnico già presente nei giocatori per fonderlo con proprie direttive.

Mettiamoci una pietra sopra: bollito, snobbato e chi più ne ha, più ne metta! Questo è il dipinto del Napoli condiviso su stampa e social prima del fischio d’inizio. Ora tutt’intorno si comincia a parlare un’altra “lingua”! Serve, però, ancora tempo per vedere girar bene le gambe e, in diretta conseguenza, le soluzioni ancelottiane che stanno portando il gioco azzurro verso nuovi orizzonti. Ma l’errore ci sta, sempre. E’ quasi matematico. Dimentichiamo gli errori del calcio estivo, le critiche e simili…ma anche quanto visto al minuto 25 della sfida contro la Lazio! Basta un lancio di cinquanta metri ed una finta in area per mettere in crisi un “sistema” difensivo? Assurdo. Immobile ha messo a nudo e crudo un limite da superare. La linea di difesa che “copre sulla copertura” va ri-analizzato attentamente. Koulibaly e Mario Rui sono degli ottimi cursori, ma se Albiol li segue in linea lasciando scoperto il restante 80% dell’area, allora ecco che tutto tracolla. Karnezis ha ragione ad arrabbiarsi; lo ha fatto anche Mr. Carlo…ma a modo suo!

A ritmo di calma ed equilibrio contro il Milan: se si considera l’undici azzurro una “bozza in fase di rifinitura”, allora dobbiamo ancora “perdonare” le ennesime sbavature. Ancelotti punta molto sulla capacità dei giocatori di rimanere concentrati nei segmenti di gara in cui sono gli avversari a tenere il possesso continuato. Decodificando il prepartita con i rossoneri è giocoforza pensare che Mr.Carlo sta creando una sorta di sistema “RS”: rischia e segna. Come potrebbe funzionare: proseguendo nel filone aperto da Sarri, sta cercando di aggiornare il modello del suo predecessore nel senso di “ampliamento”, non solo in termini di incursioni difensive-offensive ma anche nella stessa proposizione di gioco dei singoli; questo porta ad un “avanzamento” dei baricentri delle varie fasi mantenendo, nel frattempo, un certo equilibrio con la varie coperture di ruolo. In termini pratici, la difesa contro i rossoneri dovrà essere ancora molto avanti (a quasi 60 metri), il possesso di palla come priorità assoluta (65% contro la Lazio), con Hamsik ancora playmaker, un Allan versione gladiatore di turno e Zielinski (o Ruiz) a tirare le fila di raccordo con l’attacco come unico elemento di impostazione offensiva; davanti si sta evidenziando il non utilizzo del tridente piccolo (leggi falso nueve) per lasciare spazio al gran gioco sulle corsie esterne di sinistra, ma alternando al ribaltamento sul fronte destro (zona “calle”). L’idea di gioco di posizione sarà ancora una volta testata, per disorientare e scavalcare la difesa avversaria e trovare spazi per i cross al centro. Un esempio pratico lo abbiamo visto nel gol di Insigne contro la Lazio: l’attaccante azzurro avanza e taglia dall’altro lato, Hysaj raccoglie e temporeggia; nel frattempo nell’area romana avanzano Milik e Zielinski; Insigne dal canto suo si muove e crea una sorta di contro-lato debole che fa disorganizzare la difesa avversaria. Il resto è noto. Riepilogando: gioco ampio, di posizione, triangolo a centrocampo stretto e condito da molti passaggi, corsie esterne larghe e poi solo palloni verticali per l’attacco. Tutto questo ha dei rischi: perdere gli equilibri di reparto, sulla transizione non si riesce a scalare da un lato e dall’altro per le coperture poiché le gambe non girano ancora in pieno. Quindi anche contro i rossoneri si devono mantenere le giuste distanze senza affondare eccessivamente

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Il Milan, grazie ai nuovi innesti, proverà diverse soluzioni dal centrocampo, potendo contare su una difesa giovane e pimpante, ed un reparto offensivo che si è rinforzato con l’arrivo del Pipita. Gattuso, il quale non potrà contare su Calhanoglu, proverà a tenere la difesa non troppo alta, con Musacchio (o Caldara) e Romagnoli fissi davanti a Donnarumma. Discorso diverso per Calabria e Rodriguez, elementi dallo spiccato senso offensivo che proveranno a pungere gli avversari affiancando la velocità di Kessiè e del neoarrivato Bakayoko. A Biglia toccherà orchestrare il tutto per confermare il buon sodalizio Bonaventura-Suso e, soprattutto, sfruttare le caratteristiche di finalizzatore di Higuain, magari inserendo anche i nuovi Laxalt e Castillejo per conferire maggiore profondità.

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Qualcuno direbbe che il Napoli attuale è il peggior nemico di se stesso. Forse è vero, ma all’esordio abbiamo visto una squadra che si amalgama man mano che aumenta il fattore possesso palla.

I tifosi devono stringersi intorno a questo gruppo e crederci, senza sosta. Che si tratti di modello RS o sbalzi d’umore e perdita di concentrazione da evitare, nulla importa. Si deve attendere e sostenere la squadra.

Stiamo vedendo ancora un “assaggio” di ciò che deve ancora venire, siamo un continuo divenire, ma la passione deve essere là.

Avanti Azzurri, Avanti…

Marco Melissa

 

#ForzaNapoliSempre

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