L’Editoriale di Giulio Ceraldi

Luciano Spalletti allenatore del Napoli

Non avere contezza di quanto l’uomo in copertina sia il Deus Ex Machina, la vera stella di questo Napoli vuole dire non aver capito granche’ di quanto le sue intuizioni tattiche, la sua mirabile capacita’ di estrapolare il meglio dai suoi uomini, al punto che non vi sia piu’ una vera e propria linea di demarcazione tra titolari e riserve, fanno di Luciano Spalletti la vera rivelazione del calcio italiano degli ultimi due anni.

Certo che lo so da quanti anni il toscano alleni e da quanti anni sia sulla breccia (mi meraviglio di me, quando adopero questi termini antidiluviani ndr). Ma so pure quanto Spalletti, a differenza di altri colleghi che si sono “innamorati della propria immagine riflessa”, abbia sfruttato al meglio gli anni di inattivita’ a libro paga della Internazionale di Milano FC per studiare, approfondire e capire dove il calcio stia andando. Ed i risultati si son visti non appena il tecnico di Certaldo e’ risalito in sella prendendo le redini del nostro Napoli.

Eh si’ che potremmo parlare delle designazioni arbitrali (…), di quanto una parte del Paese, quella piu’ allineata ai principi della legge del piu’ forte (nelle stanze dei bottoni ndr), aspetti con ansia la Caduta degli Dei azzurri (aspetta e spera, mi auguro) per poter tirare un sospiro di sollievo e poter dare spiegazione logica allo specchio che mostra il colore innaturale delle loro lingue (!).

Potremmo parlare dell’assenza pesante, tra le file nerazzurre, di Marcelo Brozovic e di un Lautaro Martinez che va, probabilmente, soltanto in panchina. Potremmo parlare di un Napoli con la sola assenza di Gaetano e il dubbio Rrahmani ma queste considerazioni le lasciamo affrontare a chi di tattica ne capisce di piu’ di chi vi scrive. Probabilmente lo stesso Spalletti preferirebbe parlare di chi ci sara’ e non del contrario perche’ le considererebbe scuse, diminutio di quel che ci dira’ il campo.

Ancora una volta il buon Luciano ha affrontato la conferenza stampa prepartita con la sua ormai classica flemma pur senza disdegnare sortite inaspettate come quella della maglia numero dieci di Pele’ che lo stesso fuoriclasse brasiliano, recentemente scomparso, chiese non venisse ritirata dalla nazionale verdeoro o da nessun altro club nel quale ha giocato. Ebbene Spalletti ha avuto il coraggio di appoggiare, esaltare la decisione di Pele’, definendola moderna (la decisione stessa), nella seconda patria del Pibe de oro: Napoli.

Laddove la maglia numero dieci non e’ piu’ indossata. In una citta’ bellissima dove l’unico limite, spesso, e’ proprio quello di vivere troppo nel passato.

Speriamo che quest’anno il Napoli riesca ad aprire, finalmente, capitoli di storia nuovi. Per guardare avanti ed un po’ meno indietro. Giusto un po’.

Buon Anno Napoli!

Giulio Ceraldi

Forza Napoli. Sempre.

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