IL MATCH DI MARCO

a cura di Marco Melissa

Presentazione

– Il forcing continua.

Non c’è tempo per il Napoli per rifiatare un po’, intrappolato com’è nel pieno di una tempesta i cui ingredienti principali continuano ad essere le assenze.

Covid, da una parte, e Coppa d’Africa, dall’altra, rappresentano ancora due handicap di rilievo per i prossimi duri impegni che attendono gli azzurri.

Dopo l’impegnativa trasferta di Torino, con una formazione assemblata praticamente al photofinish ma capace di incamerare un prezioso pareggio, grazie ad una perla di Mertens di didascalica purezza tecnica, tra poche ore arriva la Sampdoria, avversario dai buoni numeri e con propositi sicuramente più che bellicosi vista la recente debacle casalinga contro il Cagliari.

La rosa degli azzurri deve purtroppo fare ancora i conti col contagocce; alla lunga lista degli assenti si vanno ad aggiungere due Covid news poco incoraggianti su Koulibaly (che dovrà interrompere il proprio impegno in Coppa d’Africa) e Zielinski. Come per dire, continua a piovere sul bagnato.

Discorso speculare per i nostri avversari blucerchiati, alle prese con qualche defezione che potrebbe risultare importante in chiave tecnica.

Ma procediamo con ordine e passiamo all’analisi dello status delle contendenti al Diego Armando Maradona.

NAPOLI ai blocchi di partenza

– Baricentro avanzato e passaggi corti.

La formula fluida del gioco voluto da Spalletti ha trovato finora i migliori riscontri in queste due note caratteristiche applicate dagli azzurri, a prescindere dai ruoli e dagli interpreti. Non è un caso che le sconfitte contro Empoli e Spezia e la caduta finale contro il Sassuolo abbiano peccato proprio in questi aspetti.

Se a tutto ciò aggiungiamo maggiore attenzione ai particolari difensivi (vedi contro Inter e Milan) in fase di copertura e di interruzione del gioco trequartista avversario, il Napoli può impostare anche contro la Sampdoria un discorso di alta qualità costante.

La domanda, però, sorge spontanea: le tante assenze quanto pesano?

Indubbiamente tanto. Punto.

Parliamo di Koulibaly, Malcuit, Anguissa, Zielinski, Lozano ed Osihmen…insomma un patrimonio per le necessità tecnico-tattiche di Spalletti. E’ piena tempesta e si deve stringere i denti raccogliendo il massimo possibile.

La formazione di base messa in campo da Domenichini (che sostituisce il tecnico toscano risultato ancora positivo) dovrebbe essere simile a quella di Torino.

Ospina difenderà ancora la porta, insieme alla coppia centrale Rrahmani-Juan Jesus, con Di Lorenzo e Ghoulam ai lati. Demme e Lobotka rappresentano una scelta senza variabili, alle spalle di Elmas, con Politano e capitan Insigne ai lati, e Mertens unica punta. L’attesa è tanta, soprattutto dopo il tanto clamore sollevato da tanti per l’ormai certezza del passaggio di Lorenzo al Toronto. Ma, come fa da esempio lo stesso capitano, la concentrazione è ben più importante di ogni altro aspetto o titolo ad effetto fuori dal rettangolo di gioco. Siamo là, a due passi dalle big del campionato, e dobbiamo-possiamo giocarcela…

SAMPDORIA ai blocchi di partenza

– Tanti grattacapi non mancano di certo a D’Aversa.

La tensione che si è venuta a creare intorno alla sconfitta contro il Cagliari va calcolata proporzionalmente a quella che, inevitabilmente, cumulerà nel gruppo al cospetto di una trasferta impegnativa contro un’avversaria come il Napoli.

Una caduta quella contro i sardi che fa male, alla squadra come ai tifosi. Soprattutto se si considera il dato non certo trascurabile di un’interruzione di una striscia positiva di ben quattro risultati utili. Il tipico 4-4-2 dei blucerchiati risulterà dunque privo di alcune pedine importanti, almeno sul piano tattico: Candreva in primis, poi Yoshida, Verre, Augello e Colley.

D’Aversa schiererà tra i pali Audero, difesa centrale in mano a Ferrari e Chabot, con Dragusin e Murru ai lati. La coppia di centrocampo Ekdal-Thorsby è quella che crea più grattacapi: bravi a verticalizzare e/o favorire gli inserimenti dei due esterni Bereszynski e Askildsen. In avanti Gabbiadini-Caputo (oppure l’evergreen Quagliarella) rappresentano sempre dei punti di riferimento che la difesa del Napoli non potrà mollare per un secondo.

In sintesi

– Orgoglio e volontà indomita. Una formula che insieme ad una buona dose di concentrazione e cattiveria tattica può fare la differenza per il Napoli. Cosi è stato in quel di Torino e cosi deve essere eseguito in futuro. L’occasione per dimostrare tutto ciò viene dalla necessità agonistica nonché statistica di invertire la recente tendenza negativa nei turni casalinghi degli azzurri e rimettersi cosi sui giusti binari. La Sampdoria è uno di quegli avversari che ha qualità tali da sorprendere, in grado di colpire sia su azione manovrata che per iniziativa dei singoli. A Spalletti ed i suoi ragazzi l’arduo compito di mantenere vivo quello standard di equilibrio dinamico per fronteggiare a testa alta i blucerchiati e fare in modo tale che il binomio classifica-morale possano beneficiarne.

Come sempre, Avanti Azzurri, avanti…

Marco Melissa

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