IL MATCH DI MARCO

a cura di Marco Melissa

Nuvole all’orizzonte oppure lieve flessione di rendimento?

Di fronte all’uno-due di segno negativo che il Napoli ha inanellato in appena cinque giorni si sono insinuati rapidamente dubbi profondi, tra media e tifosi, esplosi in una lunga ed estenuante caccia al colpevole da immolare poi su tutti i social.

Invece No.

Fra poche ore arriva la Lazio e non è l’atmosfera giusta che meritano gli azzurri, alla luce di quanto prodotto fino ad oggi.

Bisogna fare uno sforzo di comprensione che, tutto sommato, non è tanto difficile.

Il doppio stop Osihmen-Anguissa, la qualità messa in campo dagli avversari e l’indubbia tensione che paga chi viaggia in vetta alla classifica rappresentano elementi sufficienti per fornire in modo eloquente una risposta chiara e semplice ad ogni dubbio recente sollevato.

Sarri conosce bene l’ambiente azzurro e punterà ovviamente ad ottenere il massimo risultato possibile cercando di far leva probabilmente anche sul momento delicato da un punto di vista psicologico.

Spalletti, dal canto suo, non si è mai seduto, non ha mai lesinato impegno tecnico e variazioni tattiche, continuando il suo duro lavoro per irrobustire ulteriormente il gruppo e renderlo efficiente sia in campionato che nell’Europa League (la prossima sfida con il Leicester City sarà decisiva per il prosieguo della competizione).

Procediamo con ordine e passiamo all’analisi dello status delle contendenti al Maradona.

NAPOLI ai blocchi di partenza

– La piena consapevolezza dei propri valori tecnici dovrebbe essere il punto di partenza.

Le ultime due sconfitte, invece, dovrebbero rappresentare due esperienze dalle quali attingere preziosi consigli per il prossimo futuro. Nulla di più.

Niente drammi e nessun capro espiatorio da rivelare, quindi.

E’ chiaro che negare il peso di alcune assenze (al duo già citato vanno aggiunti Politano e Ounas) renderebbe meno chiare le variazioni tattiche da adottare contro avversari di peso come i biancocelesti. Il temibile tridente laziale costringerà sicuramente agli straordinari la difesa azzurra.

Ospina tornerà tra i pali ed avrà davanti a se Rrahmani e Koulibaly come centrali, coadiuvati da Di Lorenzo e Mario Rui ai lati.

Il probabile 4-3-3 vedrà a centrocampo Elmas, Fabian Ruiz e Zielinski (con l’opzione Demme da tenere in considerazione), puntando ad una maggiore spinta sugli inserimenti verticali e sul gioco corto.

In avanti, Lozano dovrebbe agire sulla destra, capitan Lorenzo sulla sinistra e Mertens dovrebbe agire da prima punta. Contro la Lazio serviranno maggiori interscambi centro-tre quarti avversaria.

Mancando alcuni elementi preziosi per le verticalizzazioni profonde, si dovrebbe ovviare con maggiore densità concentrata, facendo un doppio lavoro di elusione-confusione per la retroguardia avversaria.

LAZIO ai blocchi di partenza

– La rincorsa alle zone alte della classifica passa inevitabilmente per una fisionomia di gioco bilanciata in ogni situazione e per un’efficienza, in termini di velocità, di sviluppo della manovra da migliorare progressivamente.

In sintesi questa è la Lazio sarriana che sta pian piano definendo una propria carta d’identità ad ampio spettro per ben figurare in campionato cosi come in Europa.

Il morale è sicuramente il piatto forte.

La vittoria sul Lokomotiv è il biglietto per il passaggio di turno anticipato.

Ma Sarri, si sa, rincorre sempre migliori performance e, di conseguenza, contro il Napoli, in un clima probabilmente diviso tra ricordi comuni ed esigenze attuali, si giocherà tutti gli assi nella manica per fare bottino pieno.

Immobile, Felipe Anderson e Pedro saranno tre ossi duri per la retroguardia azzurra: giocano spesso sovrapponendosi allo scopo di mandare a vuoto la sorveglianza dei terzini avversari.

Nelle retrovie Reina dirigerà una difesa composta da duo centrale Luiz Felipe-Acerbi, con Lazzari e Hysaj ai lati.

Il centrocampo continuerà ad essere il must sarriano: il tecnico chiederà molto al centrale Cataldi, così come molti inserimenti verticali dovranno essere appannaggio di Milinkovic e Luis Alberto.

In sintesi

– Guardare avanti, oltre, senza fronzoli.

Arriva la tempesta, poi passa e si va avanti.

Il Napoli può dare un calcio ai tanti infortuni (nelle passate stagioni sono state già vissute simile situazioni anche se con prospettive tecniche diverse) e riprendere a marciare in direzione positiva.

La Lazio di Sarri è un avversario temibile e proverà ogni sistema utile a demolire le resistenze azzurre.

Servirà pazienza, tantissima pazienza per arginare la tecnica e la veemenza agonistica dei biancocelesti.

Spalletti sta lavorando con grande attenzione al particolare e sta, soprattutto, coinvolgendo tutta la rosa nei processi decisionali.

Un grande ed encomiabile lavoro di gruppo che può portare lontano.

E’ tutto nelle mani degli azzurri.

Come sempre, Avanti Azzurri, avanti…

Marco Melissa

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