Napoli-Roma, edizione 15 febbraio 2026, si preannuncia come un vero e proprio scontro tra titani in un momento di fragilità estrema per i colori azzurri. Dopo la traumatica eliminazione in Coppa Italia contro il Como, decisa da una lotteria di rigori infinita, Antonio Conte si trova davanti al bivio più difficile della sua gestione partenopea: difendere il terzo posto e l’onore del tricolore con un organico ridotto ai minimi termini da una sfilza di infortuni senza sosta.

UN NAPOLI FERITO: LA MAPPA DI UN’EMERGENZA TOTALE

Inutile girarci intorno: il Napoli arriva a questa sfida con le gambe pesanti e il cuore colmo di rabbia. La tensione è palpabile, esplosa nel post-partita contro il Como con lo sfogo di Conte verso l’arbitro Manganiello (“testa di c*zzo”), un episodio che ha portato all’apertura di un’inchiesta della Procura Federale. Ma oltre ai nervi tesi, c’è la realtà dei numeri e di una lista di defezioni che pesa come un macigno.
Il Napoli dovrà fare a meno, per l’ennesima volta (ma non ci stancheremo mai di ripeterlo) del suo faro, Kevin De Bruyne, fermo per una lesione di alto grado al bicipite femorale. Non ci sarà il capitano Giovanni Di Lorenzo, e mancheranno pezzi da novanta come Zambo Anguissa, Billy Gilmour e David Neres. Con Juan Jesus squalificato, la difesa è obbligata a soluzioni d’emergenza, costringendo Mathias Olivera a stringere i denti come “braccetto” sinistro accanto a Rrahmani e Buongiorno.
A centrocampo, le chiavi della città restano in mano a Stanislav Lobotka. Lo slovacco, rimasto l’unico baluardo della mediana titolare, dovrà moltiplicare le forze per reggere l’urto giallorosso. Accanto a lui, l’enigma McTominay: lo scozzese è in forte dubbio per un affaticamento muscolare; se non dovesse farcela, Elmas arretrerà il suo raggio d’azione, lasciando spazio al giovane Vergara o alla scommessa Giovane.

LA ROMA DI GASPERINI: UNA DIFESA D’ACCIAIO

Dall’altra parte del campo troviamo una Roma che, sotto la guida di Gian Piero Gasperini, ha subito una metamorfosi inaspettata. Dimenticate il calcio “zemaniano” tutto attacchi e sbilanciamenti: la Roma 2025/26 vanta la miglior difesa della Serie A con soli 14 gol subiti in 24 partite.
Il segreto di Gasp? Un sistema di marcatura a uomo asfissiante che parte dai difensori centrali come Mancini e Ndicka, capaci di seguire l’avversario fin nella metà campo opposta. A questo si aggiunge la rivelazione Daniele Ghilardi, un gigante di 189 cm che sta garantendo una solidità incredibile (87,1% di passaggi riusciti e 66,7% di duelli aerei vinti).
In attacco, la Roma ha trovato in Donyell Malen l’arma letale. Acquistato a gennaio dall’Aston Villa, l’olandese ha già segnato 4 gol in pochissime apparizioni, portando quella velocità e quella capacità di strappo che mancavano dopo gli infortuni di Ferguson e Dovbyk.

LA CHIAVE TATTICA: VERTICALITÀ CONTRO PRESSIONE

Cosa dobbiamo aspettarci dal punto di vista tattico? Sarà una partita a specchio, con entrambi gli allenatori che prediligono il 3-4-2-1.

Il “centrocampo vuoto” di Gasp: Una delle trappole preferite di Gasperini è far abbassare i mediani (Cristante e Pisilli) sulla linea dei difensori per attirare il pressing del Napoli e svuotare il centro del campo, per poi colpire rapidamente con i trequartisti Dybala e Soulé.
La verticalità di Conte: Il Napoli, privo dei suoi rifinitori classici, si affiderà alla costruzione dal basso coinvolgendo il portiere (probabilmente Milinkovic-Savic per il suo rilancio lungo) cercando immediatamente la profondità per Rasmus Højlund. Il giovane danese, autore di 8 gol finora, sarà il terminale unico e fondamentale per far risalire la squadra.
Il duello Politano-Wesley: Sulla fascia destra azzurra si giocherà una partita nella partita. Politano dovrà essere bravo a sacrificarsi in copertura su Wesley, uno degli esterni più pericolosi del campionato, ma anche a ripartire per colpire la difesa giallorossa quando i “braccetti” di Gasperini si sganciano in avanti.

I NUMERI CHE CI FANNO SPERARE

Nonostante l’attuale situazione clinica del gruppo, il Maradona resta un fortino. Il Napoli non perde in casa contro la Roma da ben sette incontri (4 vittorie e 3 pareggi). Inoltre, c’è una statistica che rasenta la perfezione: in questa stagione di Serie A, il Napoli ha vinto tutte e 13 le partite in cui è riuscito a segnare il primo gol.
D’altro canto, la Roma di Gasperini sembra soffrire di un “complesso delle grandi”: in questo campionato non ha ancora vinto un singolo scontro diretto contro le squadre della top 5 (1 pareggio e 4 sconfitte). È su questa insicurezza psicologica che Conte dovrà lavorare, trasformando la rabbia per i troppi rigori subiti (ben 11 in stagione) in energia agonistica.

OLTRE L’OSTACOLO

Domani sera non conteranno solo i moduli o i dati xG (che vedono Malen in stato di grazia con 4,15 xG totali). Conterà la voglia di non abdicare. Conte ha definito il calendario “folle” e logorante per i calciatori , ma il DNA di questo Napoli è costruito per le sfide di pura resistenza.
Servirà il miglior Lobotka per resistere alla marcatura a uomo, servirà la sfrontatezza di Vergara tra le linee e, soprattutto, servirà l’urlo del Maradona per spingere Højlund oltre la diga di Ndicka e Ghilardi. Non sarà una passeggiata per i capitolini, il Maradona non lo è mai stato e il Napoli non può permettersi di perdere altri punti nella corsa scudetto contro un’Inter che sembra inarrestabile.
Indossiamo la maglia, prepariamo la voce. Il Derby del Sole sta per sorgere e nonostante le nubi delle assenze, il cielo sopra Napoli deve restare azzurro.

Giulio Ceraldi

Forza Napoli. Sempre.

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