
UN CROCEVIA FONDAMENTALE
Sabato 7 febbraio 2026, alle ore 18:00, i riflettori dello stadio Luigi Ferraris illumineranno una delle sfide più intriganti di questo inizio di girone di ritorno. Il Genoa di Daniele De Rossi, alla ricerca di una definitiva identità tattica e di punti tranquillità, ospita un Napoli che, nonostante il terzo posto in classifica, arriva a Marassi con le ossa rotte dagli infortuni ma con la solita fame rabbiosa trasmessa da Antonio Conte.
Non è una partita banale. È il confronto tra due filosofie in momenti diversi della loro evoluzione: da un lato l’entusiasmo di un progetto tecnico giovane (De Rossi è in sella da novembre 2025), dall’altro la necessità di una squadra costruita per vincere che deve reinventarsi a causa di un’infermeria sovraffollata. In questo articolo, analizzeremo come il mercato di gennaio 2026 ha ridisegnato le due rose e quali saranno le chiavi tattiche della sfida.
1. QUI GENOA: LA “FAMIGLIA” DI DE ROSSI E IL JOLLY AMORIM
Il Genoa arriva a questo appuntamento dopo un gennaio di assestamento. La dirigenza ha scelto di non stravolgere l’ossatura della squadra, ma di puntellare la rosa con un colpo mirato e di prospettiva. Daniele De Rossi, subentrato a stagione in corso, ha lavorato profondamente sulla testa dei giocatori, definendo il gruppo “una famiglia” e cercando di imporre un gioco propositivo, che parte dalla costruzione bassa dei difensori.

IL NUOVO VOLTO: ALEKSANDRO AMORIM
L’acquisto che accende la fantasia dei tifosi rossoblù è Alexsandro Amorim. Prelevato dai portoghesi dell’Alverca per una cifra vicina ai 10 milioni di euro, il brasiliano classe 2005 è un talento purissimo.
Nasce trequartista, ma De Rossi in conferenza stampa ha sorpreso tutti: “Più lo vedo e più penso che possa giocare da mezzala (numero 8), non solo da trequartista. Ha tempi di gioco importanti”.
Contro il Napoli, Amorim partirà probabilmente dalla panchina, ma il suo ruolo potrebbe essere decisivo nella ripresa: con la sua capacità di dribbling e visione, è l’arma perfetta per spaccare la partita se i ritmi dovessero calare.
LA CERTEZZA TATTICA
Il sistema di gioco sarà il 3-5-2, marchio di fabbrica di questo Genoa. La chiave è nel dinamismo degli esterni: Brooke Norton-Cuffy a destra e Aarón Martín a sinistra sono chiamati a un doppio lavoro massacrante. In mezzo, la diga è Morten Frendrup, mentre la qualità è affidata al sinistro di Ruslan Malinovskyi, ormai trasformato in regista offensivo aggiunto.
2. QUI NAPOLI: LA RIVOLUZIONE DI GENNAIO E L’OSPEDALE AZZURRO
Se il Genoa cerca stabilità, il Napoli deve gestire l’emergenza. Antonio Conte si presenta a Genova senza alcuni dei suoi tenori più importanti, una situazione che purtroppo non è nuova per i tifosi azzurri in questa stagione.
Il caso più eclatante è quello di Kevin De Bruyne. Il fuoriclasse belga, arrivato in estate per portare esperienza internazionale, è ormai un lungodegente: fuori combattimento da diversi mesi, la sua assenza è diventata una triste costante con cui la squadra ha dovuto imparare a convivere, ridisegnando i propri equilibri senza la sua regia superiore. A lui si aggiungono le defezioni più recenti ma altrettanto pesanti di Anguissa, Gilmour, Neres e del capitano Di Lorenzo.
Se il ritorno di Eljif Elmas a settembre aveva già garantito un’alternativa di lusso sulla trequarti , il mercato di gennaio 2026 ha portato due ulteriori innesti di spessore per colmare le partenze di Lucca e Lang.
Giovane Santana do Nascimento: L’attaccante brasiliano, arrivato dal Verona per circa 20 milioni, è un profilo esplosivo. Può giocare su tutto il fronte offensivo e offre a Conte un’alternativa di potenza e velocità.
Alisson Santos: Esterno sinistro prelevato dallo Sporting Lisbona. È un dribblomane puro, paragonato per movenze a Rafael Leão. La sua capacità di saltare l’uomo è fondamentale per scardinare le difese chiuse, specie ora che la squadra deve trovare nuove fonti di gioco senza De Bruyne.
L’uomo del destino: Rasmus Højlund
Senza i lanci di De Bruyne e senza la fantasia di Neres, il peso dell’attacco è tutto sulle spalle di Rasmus Hojlund. Il centravanti danese è il terminale unico, la boa a cui la squadra si aggrappa per risalire il campo. La sua fisicità sarà determinante nel duello con il connazionale Østigård.

3. LA CHIAVE TATTICA: LOBOTKA, MCTOMINAY E LA “SORPRESA” VERGARA
Con un centrocampo ridotto all’osso, la partita si deciderà nella zona nevralgica del campo. Conte è costretto a schierare una mediana inedita nel suo 3-4-2-1.
La diga scozzese: Accanto al regista Stanislav Lobotka, l’unico superstite dei titolari in mediana, agirà Scott McTominay. Lo scozzese dovrà fare gli straordinari: il suo compito sarà proteggere la difesa ma, soprattutto, inserirsi in area con i suoi proverbiali tempi di inserimento (“box-to-box“). De Rossi ha avvertito i suoi: “Dovremo stare attenti agli inserimenti di McTominay”.
La rivelazione Vergara: In assenza di De Bruyne, la trequarti vedrà protagonista il giovane Antonio Vergara. Il classe 2003 è la vera sorpresa della stagione: mancino educato, baricentro basso e grande intelligenza tattica. Ha già segnato gol pesanti (anche in Champions) e sarà lui a dover legare il gioco tra centrocampo e Højlund, muovendosi alle spalle di Frendrup.
L’enigma fascia destra: Con l’assenza di Di Lorenzo, Conte potrebbe dirottare Miguel Gutiérrez sulla fascia destra (nonostante sia un mancino naturale che solitamente ara la fascia sinistra) o adattare Mazzocchi se recuperato. Gutiérrez è un terzino di spinta eccezionale: se giocherà a destra, tenderà a rientrare dentro il campo col mancino, creando densità centrale e lasciando il corridoio per le sovrapposizioni dei trequartisti.
4. LE PROBABILI SCELTE DAL 1′
Le assenze dettano legge in casa Napoli, mentre De Rossi sembra avere le idee chiare sul suo undici titolare, pur mantenendo qualche riserva legata all’abbondanza offensiva.
Per i padroni di casa, Daniele De Rossi confermerà il suo 3-5-2 fluido. Tra i pali ci sarà Bijlow, preferito per la sua abilità nel gioco con i piedi. La linea difensiva a tre vedrà la sorpresa stagionale Marcandalli agire insieme al leader emotivo Østigård e al rapido Vásquez. Sulle fasce, spazio ai motori: Norton-Cuffy a destra e Aarón Martín a sinistra avranno licenza di offendere. In mediana, il metronomo Frendrup sarà affiancato dalla qualità balistica di Malinovskyi e dal dinamismo di Ellertsson. Davanti, la coppia favorita è quella composta da Vitinha e Colombo, con il portoghese libero di svariare e l’italiano a fare da riferimento centrale. Pronti a subentrare dalla panchina ci sono il nuovo acquisto Amorim, oltre a Messias ed Ekhator.
Sul fronte opposto, Antonio Conte ridisegna il Napoli con un 3-4-2-1 di emergenza. In porta Meret resta una certezza. La difesa ritrova il suo pilastro: Rrahmani rientra dall’infortunio e guiderà il reparto affiancato dall’inamovibile Buongiorno e da Juan Jesus. A centrocampo, le scelte sono obbligate: Lobotka e McTominay formano la diga centrale, mentre sulle corsie laterali agiranno Gutiérrez (dirottato a destra per sostituire Di Lorenzo) e Spinazzola a sinistra. Sulla trequarti, la fantasia è affidata al duo composto dal giovane talento Vergara e dal grande ex Elmas, che agiranno alle spalle dell’unica punta Rasmus Højlund. La panchina partenopea, seppur corta, offre carte interessanti per il secondo tempo come i nuovi arrivati Giovane e Alisson Santos, con Lukaku ed il rientrante Mazzocchi.
5. DOVE SI VINCERÀ LA PARTITA
Il Genoa cercherà di mettere la partita sul piano dell’intensità. De Rossi sa che il centrocampo del Napoli non ha cambi di livello (in panchina ci sono molti giovani o adattati) e proverà a tenere ritmi altissimi per sfiancare Lobotka e McTominay.
Il duello chiave sarà Norton-Cuffy contro Juan Jesus: la velocità dell’esterno inglese potrebbe mettere in seria difficoltà il braccetto sinistro del Napoli, spesso in affanno contro avversari rapidi.
Dall’altra parte, il Napoli punterà sulla solidità del duo Buongiorno-Rrahmani per annullare Colombo e ripartire velocemente. Se Vergara ed Elmas riusciranno a trovare la posizione giusta tra le linee, costringendo i difensori del Genoa a uscire, si apriranno praterie per Højlund. E attenzione ai nuovi acquisti: Giovane e Alisson Santos scalpitano in panchina. In una partita bloccata, la loro freschezza e la voglia di spaccare il mondo potrebbero essere la carta vincente di Conte negli ultimi 20 minuti.
Il pronostico tattico: Sarà una partita a scacchi. Il Genoa proverà a fare la gara spinto dal pubblico, ma il Napoli di Conte, anche incerottato, resta maestro nel soffrire e colpire in verticale. Chi avrà più lucidità (e gambe) al 70′ porterà a casa i tre punti.
Giulio Ceraldi
Forza Napoli. Sempre.
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