La nostra locandina

NAPOLI-FIORENTINA: L’ORA DELLA VERITÀ AL MARADONA

Cari tifosi azzurri, inutile girarci intorno: questa è stata una settimana da incubo. Forse una delle più difficili della gestione Conte. Prima la scoppola di Torino, quel 3-0 contro la Juventus che ci ha fatto male non solo per il risultato, ma per come ci siamo sciolti e…altro. Poi, tre giorni dopo, la doccia fredda in Champions League: il Chelsea che espugna il Maradona (2-3) e ci sbatte fuori dall’Europa che conta.
Siamo feriti. Siamo arrabbiati. Ma siamo il Napoli. E sabato 31 gennaio alle 18:00, non c’è tempo per piangersi addosso. Arriva la Fiorentina. Sulla carta, una squadra in zona retrocessione. Nella realtà, una trappola mortale se non affrontata con la testa giusta.
In questo approfondimento, analizziamo nel dettaglio come arriviamo a questa sfida, tra un’infermeria piena zeppa, le scelte obbligate di Mister Conte e i pericoli di una Fiorentina che gioca con l’acqua alla gola.

IL CONTESTO: UN BIVIO PER LA STAGIONE

Guardiamo la classifica. Siamo quarti, a 43 punti. L’Inter è lontana (a +9), ma il vero pericolo è dietro. Se vogliamo blindare la zona Champions, domani esiste un solo risultato.
Antonio Conte lo sa. Il Mister è consapevole che in questo momento le gambe tremano e la testa è pesante. Serve cuore, serve unione.

Antonio Conte mercoledì sera

BOLLETTINO DI GUERRA: CHI MANCA (E PERCHÉ È UN PROBLEMA ENORME)

Per analizzare tatticamente la partita coi viola, dobbiamo partire purtroppo dall’elenco degli assenti. Non è sfortuna, è un’ecatombe che ha colpito la spina dorsale della squadra.
Leggere il report medico di oggi fa venire i brividi.
Kevin De Bruyne: Fuori. Il nostro faro, la luce che accende il gioco. Senza di lui perdiamo visione e l’ultimo passaggio.
Frank Anguissa: Fuori. E questa, tatticamente, è l’assenza più pesante. Frank è il nostro equilibrio, il filtro che protegge la difesa.
Amir Rrahmani: Fuori. Il leader della difesa.
Billy Gilmour: Fuori. Niente rotazioni in regia.
Matteo Politano: Fuori. Meno opzioni sulla fascia. David Neres: Fuori. Operato alla caviglia. Stagione probabilmente finita.
Siamo senza il cervello (KDB), senza i polmoni (Anguissa) e senza il comandante della retroguardia (Rrahmani). Conte dovrà fare un miracolo di gestione.

LA SOLUZIONE TATTICA: COME GIOCHEREMO?

Con gli uomini contati, il 3-4-2-1 è quasi una scelta obbligata, ma con interpreti che dovranno sacrificarsi in ruoli non propriamente loro.
La Difesa: Brivido Juan Jesus
Davanti a Meret, la linea a tre vedrà Di Lorenzo braccetto destro e Buongiorno centrale. Il problema è a sinistra: toccherà a Juan Jesus. Con tutto il rispetto per l’esperienza del brasiliano, sappiamo che soffre la velocità e l’uno contro uno. La Fiorentina lo sa e cercherà di attaccare proprio da quel lato con Dodo o con gli inserimenti di Gudmundsson.
Il Centrocampo: Lobotka e…
Senza Anguissa e Gilmour, Stanislav Lobotka dovrà fare gli straordinari. Accanto a lui ci sarà probabilmente Gutiérrez a destra, Spinazzola a sinistra, ed in mezzo McTominay a fianco allo slovacco.
Sulle fasce, Olivera e Spinazzola dovranno spingere come dannati per costringere gli esterni viola a restare bassi.
L’Attacco: Højlund, batti un colpo
Davanti, tutto il peso è su Rasmus Højlund. Il danese non segna da sei partite. Sei. Troppe per il centravanti del Napoli. Senza De Bruyne a mettergli la palla sulla testa, Rasmus dovrà fare un lavoro sporco: venire incontro, fare a sportellate e aprire spazi per gli inserimenti di Elmas (che giocherà più avanzato, quasi da seconda punta) e Antonio Vergara.
Scott McTominay sarà la chiave: la sua fisicità in area è l’unica arma che abbiamo per scardinare una difesa chiusa se il gioco palla a terra non fluisce.

Paolo Vanoli allenatore della Fiorentina

L’AVVERSARIO: NON GUARDATE LA CLASSIFICA

Attenzione a sottovalutare la Fiorentina perché è diciottesima. La squadra di Vanoli è in crisi di risultati, sì, ma non di gioco. Creano tanto (hanno un xG alto), ma concretizzano poco. Sono disperati, vedono lo spettro della Serie B e verranno al Maradona col coltello tra i denti.
Il pericolo numero 1: Albert Gudmundsson
L’islandese è il giocatore che può farci male. Si muove tra le linee, proprio in quella zona “morta” tra il nostro centrocampo (privo di Anguissa) e la difesa. Se Juan Jesus esce in ritardo su di lui, sono dolori.
Il rientro di Kean
Moise Kean è stato recuperato e convocato. È un attaccante fisico, fastidioso, che attacca la profondità. Buongiorno dovrà fare una partita monumentale per tenerlo a bada.
La porta stregata: De Gea
In porta hanno David De Gea. Non è più il ragazzino dello United, ma in giornata di grazia può parare anche le mosche. Dobbiamo essere cinici. Non possiamo permetterci di sprecare 4-5 occasioni come successo col Chelsea.

DOVE SI VINCERÀ LA PARTITA

Ecco le tre chiavi di lettura per il match:
I nervi: Il Maradona sarà pieno (54.000 spettatori), e l’aria è elettrica. Se non sblocchiamo subito la gara, o peggio andiamo sotto, la pressione diventerà insostenibile. Dobbiamo avere la pazienza che Conte predica, anche se noi tifosi la pazienza l’abbiamo finita.
Spinazzola vs Dodo: Sarà una gara di corsa sulla nostra fascia sinistra. Se Leo riesce a saltare l’uomo e mettere cross decenti per McTominay e Højlund, possiamo fargli male.
Le seconde palle: Senza Anguissa, rischiamo di perdere i contrasti a metà campo. Lobotka e McTominay dovranno mangiare l’erba. La Fiorentina ha un centrocampo folto (Fagioli, Mandragora, Brescianini) che cercherà di soffocarci. Dobbiamo vincere i duelli fisici.

PRONOSTICO E SENSAZIONI

La ragione, guardando le assenze, suggerisce prudenza. Un pareggio (magari un 1-1 sporco) non è un risultato improbabile, considerando le paure di entrambe le squadre. Ma il cuore dice che al Maradona, feriti nell’orgoglio, dobbiamo tirare fuori qualcosa in più.
La Fiorentina concede tanto dietro (32 gol subiti). Se Højlund si sblocca, possiamo portarla a casa.
Probabile Formazione Napoli (3-4-2-1):
Meret; Di Lorenzo, Buongiorno, Juan Jesus; Olivera, Lobotka, Gutiérrez, Spinazzola; McTominay, Vergara; Højlund.
Forza ragazzi. Dimentichiamo la Juve, dimentichiamo il Chelsea. Adesso conta solo il sudore e la maglia. Rialziamo la testa.

Giulio Ceraldi

Forza Napoli. Sempre.

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