Giovane Santana do Nascimento

Gennaio è il mese più crudele per i tifosi di calcio. Tra voci incontrollate, mal di pancia improvvisi e infortuni che gelano il sangue (quello di David Neres fa ancora male), la finestra invernale rischia spesso di essere un calvario. Ma questa volta, il Napoli ha deciso di ribaltare il tavolo. In meno di 24 ore, Giovanni Manna ha orchestrato una rivoluzione: via gli scontenti, dentro l’elettricità.
L’arrivo di Giovane Santana do Nascimento, o semplicemente Giovane, dall’Hellas Verona non è il classico “tappabuchi” di riparazione. È un manifesto di intenzioni. È la risposta di Antonio Conte alle difficoltà delle ultime settimane. Analizziamo nel dettaglio perché questo ragazzo di 22 anni, dopo soli sei mesi in Italia, potrebbe essere la chiave di volta della nostra stagione.

Il blitz: 20 Milioni per battere la concorrenza

Partiamo dalle cifre, perché nel calcio moderno i conti devono tornare. L’operazione si è chiusa sulla base di un prestito con obbligo di riscatto fissato a 18 milioni di euro di parte fissa più 2 milioni di bonus. Una cifra importante? Assolutamente sì. Soprattutto se pensiamo che l’Hellas Verona lo aveva prelevato a parametro zero dal Corinthians solo lo scorso luglio, realizzando quella che gli esperti definiscono una “plusvalenza capolavoro”.
Ma il Napoli non poteva permettersi di trattare al ribasso. La concorrenza era spietata: la Lazio era pronta all’assalto e persino l’Inter aveva sondato il terreno dopo aver visto il ragazzo segnare a San Siro. La mossa di De Laurentiis è stata decisa: contratto blindato fino al 2031 a circa 1,2 milioni netti a stagione.

Chi è Giovane? “Garra” brasiliana e disciplina tattica

Dimenticate lo stereotipo del brasiliano tutto giochetti e poca sostanza. Giovane è un attaccante moderno, forgiato nel “Timao” (il Corinthians) e svezzato tatticamente nel calcio fisico e uomo-contro-uomo del Verona. Alto 1,84 metri, mancino naturale, è un giocatore che non sta mai fermo.
In questi primi sei mesi di Serie A ha messo a referto numeri che hanno stregato lo scouting azzurro:
3 Gol e 4 Assist in 20 presenze (molte non da titolare fisso).
Un gol pesante a San Siro contro l’Inter e una prestazione mostruosa contro l’Atalanta (gol e assist) che ha dimostrato la sua capacità di reggere l’urto contro le difese più fisiche del campionato.
Ma non sono i gol a raccontare tutta la storia. È come gioca che piace a Conte.

L’analisi dei dati: Perché è perfetto per Conte

Antonio Conte non cerca solisti, cerca ingranaggi che sappiano girare a mille all’ora. E i dati avanzati di Giovane sono impressionanti in questo senso.
Creatore di caos: Giovane si posiziona nel 95° percentile per “Shot-Creating Actions” (azioni che portano al tiro) tra gli attaccanti della Serie A. Cosa significa? Che quando ha la palla, succede qualcosa. Non è uno che si nasconde.
Motore di transizione: Con una media di 2.69 progressioni palla al piede per 90 minuti (anche qui, 95° percentile), è devastante nel ribaltare l’azione. Immaginatevi le ripartenze del Napoli: recupero palla di Lobotka o Anguissa, scarico su Giovane che “strappa” in velocità saltando il primo pressing e aprendo il campo per Højlund o Lukaku.
Sacrificio: A Verona ha imparato a difendere. I suoi dati sui contrasti e sui duelli aerei vinti (43 in mezza stagione) ci dicono che non avrà problemi a integrarsi nel pressing asfissiante richiesto dal nostro Mister.

Dove giocherà? Il “coltellino svizzero” dell’attacco

L’infortunio di Neres (che potrebbe tenerlo fuori ancora per un tempo ancora da definire) e gli addii di Lucca e Lang avevano creato un vuoto. Giovane lo riempie… tutto.
La sua versatilità è il suo superpotere. Può giocare come vice-Lukaku: Ha la struttura fisica per fare la prima punta, proteggere palla e far salire la squadra, anche se con caratteristiche più mobili rispetto a Big Rom.
Sottopunta/Ala invertita: Nel 3-4-2-1 o 3-5-2, può agire dietro la punta, partendo da destra per rientrare sul suo mancino velenoso. È l’alternativa naturale a Politano e Neres, ma con più attitudine all’attacco della profondità.
Rispetto a Noa Lang, che spesso sembrava un corpo estraneo nei meccanismi difensivi, Giovane porta quella “fame” che Conte adora. Rispetto a Lucca, che offriva centimetri ma poca fluidità, il brasiliano garantisce palleggio e imprevedibilità.

Un rischio calcolato?

Certo, spendere 20 milioni per un ragazzo con sole 20 presenze in Serie A è un rischio. I tifosi del Verona sono furiosi con la loro società per aver “svenduto” il miglior talento in piena lotta salvezza, e questo per noi è un buon segno: significa che il giocatore vale.
Inoltre, la storia recente dell’asse Verona-Napoli ci sorride: Jorginho, Rrahmani, Simeone, Ngonge. Tutti arrivati tra lo scetticismo o come “buoni giocatori” e diventati, (Ngonge escluso) colonne portanti in azzurro. Manna e De Laurentiis sanno che pescare all’Hellas spesso significa andare sul sicuro.

Pronti per la Juve?

La notizia più dolce? La trattativa è stata così rapida che Conte spera di portarlo in panchina già per la sfida imminente contro la Juventus. Sarebbe un battesimo di fuoco, ma anche il palcoscenico ideale per un giocatore che ha dimostrato di non tremare nei grandi stadi.
In definitiva, l’acquisto di Giovane Santana do Nascimento è un messaggio chiaro al campionato: il Napoli non sta a guardare. Abbiamo perso pezzi importanti, ma li abbiamo sostituiti con un talento fresco, affamato e tatticamente intelligente. Ora la parola passa al campo, ma la sensazione è che Manna abbia pescato un altro jolly.
Benvenuto a Napoli, Giovane. Facci divertire.

Giulio Ceraldi

Forza Napoli. Sempre.

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