
Trasformare la rabbia in benzina
La polvere di San Siro non si è ancora posata. Il pareggio per 2-2 contro l’Inter, maturato in un clima incandescente tra polemiche arbitrali e orgoglio azzurro, ha lasciato in eredità due certezze: questo Napoli ha sette vite, ma paga un conto salatissimo in termini di assenze. Mercoledì 14 gennaio alle 18:30, il “Diego Armando Maradona” ospita il recupero della 16ª giornata contro il Parma. Non è una partita qualsiasi: è lo snodo fondamentale per restare aggrappati al treno Scudetto e dimostrare che il gruppo è più forte delle avversità, anche quando il Comandante Antonio Conte è costretto a guardare la battaglia dalla tribuna per squalifica.
In panchina ci sarà Cristian Stellini, il fidato scudiero, chiamato a gestire una rosa ridotta all’osso contro un Parma che, pur navigando nei bassifondi, ha appena ritrovato ossigeno battendo il Lecce. Analizziamo nel dettaglio le chiavi tattiche, le scelte obbligate e le insidie di questa sfida cruciale.
Il contesto psicologico: La “gestione Stellini” e l’orgoglio ferito
“Orgoglioso dei ragazzi, potevamo vincerla”. Le parole di Stellini dopo la battaglia del Meazza risuonano ancora forti. Il Napoli arriva a questa sfida con il dente avvelenato, ma con la consapevolezza di aver dominato larghi tratti della partita contro la capolista.
L’assenza di Conte a bordo campo è un handicap pesante – la sua energia è spesso il dodicesimo uomo – ma Stellini ha già dimostrato in passato (pensiamo all’interregno al Tottenham o alle sostituzioni alla Juve) di saper mantenere la barra dritta. Il tema psicologico sarà cruciale: il Napoli non deve cadere nella trappola del nervosismo. L’arbitro designato è Michael Fabbri di Ravenna, un fischietto con cui gli azzurri hanno statisticamente un buon feeling, ma l’attenzione disciplinare dovrà essere massima per evitare di regalare vantaggi a un Parma che verrà a fare una partita di pura sofferenza.
L’arte di arrangiarsi (con qualità)
Il modulo: Ritorno al 3-4-2-1 o 4-3-3 mascherato?
L’emergenza detta legge. Senza Juan Jesus squalificato, e con un’infermeria che ospita nomi del calibro di Lukaku, De Bruyne, Anguissa e Gilmour, le scelte sono quasi obbligate. Le ultime indicazioni da Castel Volturno suggeriscono un assetto fluido. Probabile la conferma della difesa a tre (o un 4-3-3 asimmetrico in fase di possesso), con Alessandro Buongiorno pronto a riprendersi le chiavi della retroguardia accanto a Rrahmani e uno tra Beukema o Di Lorenzo “bloccato” come braccetto.
Il “fattore McTominay”
Senza Lukaku a fare da boa e senza la visione laser di De Bruyne, il Napoli si è aggrappato alla sua nuova divinità scozzese: Scott McTominay. La doppietta contro l’Inter non è un caso. In questo momento, l’ex United non è solo un centrocampista: è il vero target man offensivo.
Contro il Parma, che si chiuderà a riccio, il compito di Lobotka sarà di far girare palla velocemente per aprire spazi, ma la chiave di volta saranno gli inserimenti di McTominay. Stellini gli chiederà di invadere l’area di rigore costantemente, sfruttando la sua fisicità dominante contro una difesa parmense priva di centimetri ed esperienza in alcuni elementi.
Rasmus Højlund: L’ora della verità
Il danese ha avuto un compito ingrato: non far rimpiangere Lukaku. Stellini è stato chiaro: “Vogliamo renderlo un attaccante completo”. Contro l’Inter ha lottato, ma contro il Parma servirà il gol. A differenza di Romelu, Højlund non ama giocare spalle alla porta per far salire la squadra; preferisce attaccare la profondità. Il problema è che il Parma, probabilmente, di profondità ne concederà pochissima. Rasmus dovrà essere bravo a “pulire” i palloni sporchi e a dialogare nello stretto con i trequartisti (Politano e probabilmente Noa Lang o Elmas).
Il Parma di Carlos Cuesta: Dall’Arsenal alla trincea
Carlos Cuesta, il più giovane allenatore della Serie A e allievo di Arteta all’Arsenal, è arrivato con l’etichetta del giochista. La realtà della Serie A, però, lo ha costretto al pragmatismo. Il Parma che vedremo al Maradona non cercherà il possesso palla (previsione sotto il 35%), ma si schiererà con un 4-3-2-1 o un 4-5-1 molto compatto.
Le assenze del Parma
Non siamo solo noi a piangere. Il Parma arriva a Napoli senza il portiere titolare Suzuki (sostituito dal giovane Corvi), senza Ndiaye in difesa e con Pontus Almqvist fermatosi nella rifinitura. In conferenza stampa, Cuesta ha ammesso le difficoltà ma ha parlato di “compattezza” come unica arma per sopravvivere a Fuorigrotta.
Il pericolo Bernabé-Man
Se il Napoli si sbilancia troppo, il Parma ha le armi per far male. Adrián Bernabé è il cervello in mezzo al campo: se Lobotka non lo scherma, lo spagnolo può lanciare le frecce in contropiede. Attenzione anche agli esterni: se Almqvist è out, toccherà a Ondrejka e Oristanio supportare l’unica punta Pellegrino. Il piano gara del Parma è semplice: resistere all’assedio e colpire negli spazi lasciati alle spalle di Spinazzola e Di Lorenzo.
Le chiavi della partita
L’approccio iniziale: Il Napoli deve segnare subito. Più il cronometro scorre sullo 0-0, più il Parma prenderà fiducia e il Maradona potrebbe iniziare a rumoreggiare. Senza la “magia” di Neres (ancora in dubbio/non al meglio) o KDB per sbloccare le partite chiuse, serve un calcio piazzato o un’aggressione feroce nei primi 20 minuti.
I duelli sulle fasce: Con il centro intasato dal centrocampo a tre del Parma, la partita si vince ai lati. Politano contro Valeri sarà un duello chiave: se Matteo riesce a saltare l’uomo e creare superiorità, il castello difensivo di Cuesta crolla. Dall’altra parte, Spinazzola (o Olivera) dovrà spingere costantemente per costringere il terzino avversario (Delprato) a restare basso.
Tiri da fuori: Il portiere del Parma, Corvi, è un giovane di prospettiva ma con poca esperienza in questi palcoscenici. Il Napoli deve tirare. McTominay, Politano e Lang non devono cercare di entrare in porta con il pallone, ma testare i riflessi del portiere avversario da ogni posizione.
Probabili formazioni
Le ultime indicazioni delineano questi schieramenti:
SSC NAPOLI (3-4-2-1):
Portiere: V. Milinkovic-Savic
Difesa: Beukema (o Di Lorenzo braccetto), Rrahmani, Buongiorno
Centrocampo: Di Lorenzo (o Mazzocchi), Lobotka, McTominay, Olivera (o Spinazzola)
Trequarti: Politano, Lang (o Elmas/Neres se recupera per la panchina)
Attacco: Højlund
Note: Juan Jesus squalificato. Neres convocabile ma difficilmente titolare.
PARMA CALCIO (4-3-2-1):
Portiere: Corvi
Difesa: Delprato, Circati, Valenti, Valeri
Centrocampo: Sohm (o Hernani), Keita, Bernabé
Trequarti: Oristanio, Ondrejka
Attacco: Pellegrino
Note: Assenti Suzuki, Almqvist, Ndiaye, Frigan.
Vietato sbagliare
Non ci sono alibi. Nonostante l’emergenza, nonostante l’arbitraggio di San Siro, nonostante la squalifica di Conte. Il divario tecnico tra Napoli e Parma resta abissale e la spinta del Maradona dovrà fare il resto. Questa sino le classiche “partite sporche” che decidono le stagioni. Se il Napoli vuole davvero cucirsi il tricolore sul petto a maggio, domani sera esiste un solo risultato.
Giulio Ceraldi
Forza Napoli. Sempre.
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