
Domenica 11 gennaio 2026, ore 20:45. Luci a San Siro. Non è solo il posticipo della ventesima giornata di Serie A; è il primo atto del girone di ritorno che profuma già di scontro decisivo per il tricolore . Da una parte l’Inter di Cristian Chivu, capolista solida e “macchina da guerra” reduce da sei vittorie consecutive; dall’altra il nostro Napoli, una squadra che sotto la guida di Antonio Conte ha riscoperto il significato della parola “grinta”, ma che si presenta a Milano nel pieno di un’emergenza infortuni senza precedenti.
Con un distacco di 4 punti in classifica, la posta in gioco è altissima: una vittoria nerazzurra significherebbe fuga a +7, mentre un colpaccio azzurro riaprirebbe totalmente i giochi, portandoci a un solo punto dalla vetta. Analizziamo nel dettaglio ogni aspetto di questa sfida elettrica.
Il contesto: Un campionato senza padroni incontrastati
La stagione 2025-2026 si è finora distinta per un equilibrio quasi anomalo. Se guardiamo alle statistiche, i 33 punti dell’Inter alla quindicesima giornata sono stati il dato più basso per una capolista negli ultimi dieci anni. Questo significa che, nonostante la forza dei nerazzurri, il campionato è aperto e vulnerabile.
L’Inter guida oggi con 42 punti, frutto di 14 vittorie e ben 4 sconfitte; un dato curioso è che gli uomini di Chivu non hanno mai pareggiato in questa stagione: o vincono o cadono. Il Napoli insegue a 38 punti, con la consapevolezza di aver già battuto l’Inter all’andata per 3-1, un risultato che brucia ancora dalle parti di Appiano Gentile e che i nerazzurri cercheranno di vendicare a ogni costo .
L’emergenza azzurra: Il puzzle di Conte
Non ci nascondiamo: il bollettino medico in casa Napoli è pesante. Antonio Conte dovrà ancora fare a meno di colonne portanti come Kevin De Bruyne (lesione al bicipite femorale, rientro a febbraio), Frank Anguissa, Billy Gilmour e Neres (non convocato per la trasferta milanese). Anche il rientro di Romelu Lukaku è stato ulteriormente posticipato per evitare ricadute, lasciando il peso dell’attacco tutto sulle spalle di Rasmus Hojlund .
In questo scenario, la parola d’ordine è “magia tattica”. Conte si affiderà probabilmente al 3-4-2-1, con Scott McTominay chiamato agli straordinari. Lo scozzese è l’uomo ovunque: con 142 palloni recuperati e una precisione nei passaggi dell’85%, la sua capacità di inserimento (già 3 gol e 4 assist) sarà l’arma principale per scardinare la difesa interista.
A supporto di Hojlund, vedremo probabilmente Elmas e uno tra Noa Lang e David Neres . Il brasiliano resta in forte dubbio per una distorsione alla caviglia e verrà valutato fino all’ultimo; se non dovesse farcela, Lang avrà il compito di sfruttare la velocità nelle ripartenze .
La forza dell’Inter: Attacco “Thu-La” e il fattore Zielinski
L’Inter di Chivu è una squadra che aggredisce alta e non perdona. Il pericolo numero uno rimane Lautaro Martinez, capocannoniere del torneo con 10 reti. Insieme a Marcus Thuram (6 gol), forma una coppia capace di produrre un xG (gol attesi) di 1.54 a partita, contro lo 0.94 del Napoli in proiezione per questo match.
Ma l’elemento che più ci preoccupa è il “fantasma” del grande ex: Piotr Zielinski. Il polacco è diventato l’equilibratore del centrocampo nerazzurro, l’uomo che cuce il gioco tra i reparti e che conosce a memoria i movimenti dei nostri difensori. Limitare il suo raggio d’azione sarà il compito principale di Lobotka, in quello che si annuncia come uno dei duelli chiave a metà campo.
Sulle fasce, Federico Dimarco è in uno stato di grazia: 54 occasioni create e 5 assist finora. Politano dovrà fare una partita di enorme sacrificio difensivo per evitare che i cross di Dimarco diventino facili prede per le punte interiste.
Il caso Doveri: Un arbitro tra le polemiche
Non possiamo ignorare la tensione legata alla designazione arbitrale. Daniele Doveri torna a dirigere Inter-Napoli dopo il discusso scontro del marzo 2025. In quell’occasione, le polemiche furono feroci da entrambe le parti: il Napoli reclamò un rigore per fallo di mano di Dumfries, mentre l’Inter protestò per un contatto tra McTominay e lo stesso olandese, giudicato da molti esperti come “rigore netto” .
Le statistiche di Doveri con le due squadre sono in sostanziale equilibrio (22 vittorie per il Napoli in 41 gare, 16 per l’Inter in 38), ma il clima di San Siro sarà una pentola a pressione . La dirigenza interista ha già scaldato l’ambiente parlando di “classifica falsata” dai precedenti, un tentativo mediatico di mettere pressione che il Napoli dovrà ignorare per restare concentrato solo sul campo.
Le probabili formazioni e i duelli chiave
Ecco come dovrebbero scendere in campo le due squadre (domenica 11 gennaio, ore 20:45):
INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck (o Acerbi), Akanji, Bastoni; Luis Henrique, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Lautaro Martinez, Thuram.
NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus (o Buongiorno); Politano, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Lang, Elmas; Hojlund .
Dove si deciderà la partita?
Hojlund vs Acerbi/Akanji: Il giovane danese dovrà fare un lavoro sporco enorme per difendere palla e permettere ai nostri trequartisti di salire, contro una delle difese più fisiche della A.
McTominay vs Barella: Una sfida tra “polmoni d’acciaio”. Chi vincerà il duello fisico in mediana detterà il ritmo delle transizioni.
Rrahmani vs Lautaro: Il nostro leader difensivo è chiamato alla partita perfetta. Lautaro non perdona la minima distrazione in area.
I bookmakers vedono l’Inter favorita, con la vittoria nerazzurra quotata a 1.75-1.82. Il successo del Napoli è dato a 5.10, una quota che riflette l’emergenza infortuni ma che sottovaluta la capacità di Conte di esaltarsi nelle difficoltà. Le previsioni suggeriscono una gara con pochi gol (Under 3.5 a 1.32), segno di una sfida che sarà vinta sui dettagli tattici e sulla tenuta nervosa.
Andiamo a San Siro consapevoli di essere in emergenza, ma con la forza di chi non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare. L’Inter è la favorita d’obbligo, ma la pressione è tutta su di loro: Chivu sa che non può permettersi passi falsi se vuole scappare via.
Il Napoli ha dimostrato di saper uscire indenne da situazioni compromesse grazie alla motivazione supplementare instillata da Conte. Se riusciremo a tenere botta nel primo tempo e a sfruttare la fisicità di McTominay, potremmo assistere a un’altra notte magica. Non sarà una partita chiave per lo scudetto secondo il DS Manna, ma per noi tifosi, vincere a San Siro contro questa Inter significherebbe gridare a tutta Italia che per il titolo ci siamo anche noi.
Giulio Ceraldi
Forza Napoli. Sempre.
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