
Con una mossa che potrebbe ridisegnare il futuro di uno dei club di calcio più iconici al mondo, il Real Madrid sta attivamente esplorando un cambiamento epocale nella sua struttura proprietaria, un modello in vigore da oltre un secolo. La notizia è riportata dal giornalista Dermot Corrigan di The Athletic.
Per la prima volta dalla sua fondazione nel 1902, il club, tradizionalmente di proprietà dei suoi membri (socios), potrebbe presto aprire le porte a investitori esterni. A guidare questa potenziale rivoluzione è il presidente di lunga data del club, Florentino Perez.
Nonostante il Real Madrid sia diventato il primo club nel calcio mondiale a superare il miliardo di euro di ricavi, Perez ha espresso preoccupazione per i limiti del modello basato sulla proprietà dei soci. La motivazione principale è quella di migliorare la capacità del club di competere nel mercato dei trasferimenti, dove la posta in gioco è sempre più alta, contro rivali sostenuti da una nuova ondata di proprietari miliardari e fondi sovrani.
Perez dovrebbe presentare piani più dettagliati alla prossima assemblea generale del club. L’idea centrale è trovare un modo per attrarre capitali esterni, garantendo al contempo che i socios rimangano l’autorità finale.
Secondo quanto riferito, sono allo studio diversi modelli potenziali. Un approccio innovativo prevede la scissione del club in due entità distinte: un’area sportiva, che rimarrebbe di proprietà dei soci, e un’area commerciale separata, in cui gli investitori esterni potrebbero acquistare quote. Un’altra opzione discussa è un adattamento della famosa regola tedesca del “50+1”, tipica della Bundesliga, che garantisce ai soci di mantenere sempre la maggioranza dei diritti di voto, conservando così il controllo sulle decisioni chiave.
Non si tratta della prima incursione del club in partnership con finanziatori esterni. L’imponente ristrutturazione dello stadio Santiago Bernabeu, del valore di 1,8 miliardi di euro, è stata resa possibile grazie ad accordi con società di investimento statunitensi come Providence e Sixth Street. Tuttavia, questa nuova proposta rappresenterebbe un cambiamento fondamentale nell’identità stessa del club.
Florentino Perez è stato chiaro: la sua priorità è salvaguardare il futuro del club e proteggerlo dal controllo di forze esterne. Qualsiasi somma raccolta verrebbe reinvestita direttamente nel club — sia per rafforzare la squadra, sia per contribuire a pagare la riqualificazione dello stadio — e nessun individuo potrà “fare cassa”.
Il percorso da seguire è complesso, pieno di ostacoli legali e finanziari. La dirigenza dovrà trovare un delicato equilibrio tra l’onorare le tradizioni e il potere dei suoi tifosi storici e l’attrarre gli investimenti necessari per rimanere ai vertici del calcio mondiale. Qualunque sia il piano che verrà presentato, saranno i soci stessi a votare in un referendum per decidere il destino del loro club. Una cosa è certa: un cambiamento storico è in fermento al Real Madrid.
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