MACCHINA DA GUERRA

Víctor Osimhen

La partita di La Spezia è servita, oltre che a riportare il Napoli in piena zona Champions (mentre vi scrivo gli azzurri sono secondi in classifica ndr) a reiterare la convinzione di trovarci di fronte ad una gran bella squadra.

Oltre ad essere, nonostante tutto (e, dietro queste due parole, ci sarebbe un universo da esplorare…), il secondo attacco più prolifico del torneo e la terza miglior difesa, la squadra di Gennaro Gattuso sta finalmente facendo vedere un gioco degno degli elogi più sperticati, in alcuni frangenti.

Vedere Víctor Osimhen letteralmente schiantare le difese avversarie nel modo in cui lo fa, vederlo stoppare di petto in corsa, vederlo mettersi al servizio dei compagni e della squadra, lui che ha soltanto ventidue anni e che, al momento (e in tutto questo), ha una media realizzativa addirittura più alta del Matador e del Pipita, conferma (e non voglio dire altro, perché sono stanco di dover dare tutta questa importanza ai soliti stolti – e li ho trattati bene – ndr) che ognuno deve fare il proprio “mestiere”: il tifoso fa il tifoso, ossia vive di emozioni supportando la propria squadra del cuore al di là del risultato; il giornalista fa’ il giornalista, registrando gli eventi, commentandoli, ma senza strumentalizzare niente e nessuno, in base al “vento che tira”; l’addetto ai lavori, inteso come membro del club, fa il suo lavoro grazie alla sua competenza ed esperienza (e mi sembra che su Osimhen la società si sia mossa benissimo ndr).

Su Insigne, che pure in occasioni di stato di forma opaco, dimostra ormai la maturità del grande giocatore, pronto al sacrificio ma anche all’improvviso innesco dell’azione vincente, continuo a credere che non si spendano mai abbastanza parole. L’essere, in un certo qual senso, “rinato dalle proprie ceneri” e in un ambiente sempre pronto a puntargli il dito contro, da la misura di che giocatore il Napoli abbia nei suoi ranghi.

Demme parte piano a La Spezia. Poi si prende il centrocampo sradicando palloni dai piedi avversari e dettando i tempi della manovra.

Di Lorenzo è ormai il totem della fascia destra, l’intoccabile, l’irragiungibile. Un giorno di lui leggeremo le gesta nella Hall of Fame dei migliori terzini destri di tutti i tempi.

Di Politano, Lozano e Fabián avremo tempo e modo di parlare nel prosieguo di questa cavalcata quasi leggendaria, nei suoi risvolti mai scontati, e ormai prossima all’epilogo.

La certezza è una ed una sola: quando questa squadra gira è un’autentica macchina da guerra.

La giostra è ripartita più allegra che prìa. Venghino, signori, venghino!

Giulio Ceraldi

#ForzaNapoliSempre

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